Occorre dare atto alla super direttrice Asl 6 Calamai (emanazione diretta,n on dimentichiamolo, dell'ex Assessore alla Sanità Regionale e ora Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi) di una certa chiarezza. Costei ha così chiosato la firma congiunta dell'Accordo di programma: "L'accordo che abbiamo firmato non è qualcosa di formale e basta. Perchè non sancisce solo la volontà di realizzare il Nuovo Ospedale, ma BLINDA gli impegni di tutte le Amministrazioni che sono state coinvolte in questa operazione".Sì, perchè intorno alla sottoscrizione dell'Accordo di Programma per la realizzazione del Nuovo Ospedale ne abbiamo visto e sentitte di tutti i colori in questi giorni. Da settimane, dopo la fulminea ratifica della Giunta Regionale, circolavano simulazioni e anticipazioni del disciplinare giuridico ed economico che vari Enti, ciascuno per propria competenza, avrebbero dovuto formalizzare già entro la scadenza di Aprile. Un elementare principio di buon senso avrebbe dovuto indurre il Sindaco a notificare preventivamente il dispositivo dell'Accordo all'Assemblea Comunale, se non altro per socializzarne i contenuti che vincolano l'Amministrazione a impegni onerosi sia in termini di finanza pubblica che di ipoteca sulla pianificazione prossima ventura del territorio perimetrale ai beni in vendita della Asl e sulla valorizzazione urbanistica di quelli in procinto di essere dismessi.
La Calamai, autentico driver dell'operazione, aveva addirittura preannunciato l'indizione delle gare per il mese di Maggio. Poi aveva dovuto fare retromarcia, nel timore che le ditte concorrenti strappassero clausole giugulatorie in previsione di un eventuale successo del referendum sulla localizzazione ospedaliera. A questo punto (e siamo a Maggio inoltrato) è scattata la mozione delle forze di opposizione, per la prima volte unite, (ma tecnicamente aperta anche alle forze di maggioranza) con la quale si chiedeva al Sindaco di spostare la firma dell'Accordo superblindato all'esito del referendum autunnale. Richiesta doverosamente formalizzata da Marco Cannito nel quadro di due faticosissime conferenze di caporuppo gestite in modo discutibile dal Presidente dell'Assemblea. Cosimi nella circostanza ha opposto un NO secco producendo le sconclusionate motivazioni poi esternate in un memorabile editoriale pubblicato il giorno di Santa Giulia sul Tirreno. Il Sindaco, con una prosa incalzante a metà tra un manifestino anni 70 e un romanzo di Jules Verne, ha ritenuto di dovere tenere il punto temendo che ne uscisse l'immagine di una Amministrazione travolta dal normalissimo esito di una raccolta di firme referendarie contrarie alla realizzazione dell'Ospedale a Montenero. Cosimi tra l'altro afferma in modo palesemente contraddittorio: "Non è accettabile la descrizione di un Consiglio Comunale che debba prendere atto dell'affermazione di cui sopra (firme uguale sconfitta, n.d.a.) perchè il valore del raggiungimento delle firme non ha l'efficacia di paralizzare il lavoro del Consiglio Comunale".
Trapela in questo caso il vero humour "istituzionale" del Sindaco, che non era stato invitato a prendere atto del valore paralizzante delle firme, ma semplicemente a mettere in discussione l'opportunità di spostare la firma dell'Accordo di Programma (che non configura in se' alcuna specifica attività consiliare, ci si rilegga la dichiarazione della Calamai) dopo la celebrazione del referendum.
Ma Cosimi continua nella sua predica: "Altra cosa è una scelta politica che, considerando l'espressione di un dibattito che esiste in città, (suo malgrado, nda) FERMA E FOTOGRAFA le condizioni del dibattito stesso, NON PORTANDO in Consiglio Comunale ATTI che DETERMINEREBBERO SITUAZIONI NON PIU' RECUPERABILI RISPETTO AL PERCORSO DELLA REALIZZAZIONE DEL NUOVO OSPEDALE".
Che significa? In sostanza che il Sindaco si sarebbe impegnato a non modificare le destinazioni d'uso della sede legale della Asl 6 e di alcune parti del complesso edilizio di Viale Alfieri (la famosa valorizzazione urbanistica) prima del referendum, tenuto conto che prima di allora gli appalti della Asl, per i motivi descritti, non sarebbero partiti. Ma occorre evidenziare come quegli atti siano già nel procedimento di revisione del piano strutturale e soprattutto siano automaticamente tributari del contratto di permuta Asl Comune di Livorno (imposto al Consiglio Comunale nell'ormai lontano 19 di marzo) e del dispositivo blindato del contratto di programma fra Enti.
Dunque, nessuna valorizzazione del ruolo del Consiglio Comunale che in questa circostanza è stato letteralmente travolto dal decisionismo del trio Rossi-Calamai-Cosimi. Come dire, le firme non paralizzano l'attività del Consiglio. L'Accordo di programma sì. Per cui "meglio non portare atti che determinerebbero situazioni non più recuperabili".
Questa posizione di Cosimi ha suscitato l'entusiasmo dei referendari (asse Lamberti-Taradash) che tramite il Tirreno hanno dichiarato di APPREZZARE a posizione di Cosimi. Poi, è storia di oggi, mentre Lamberti APPREZZAVA la posizione di Rossi che furbescamente apriva ad una localizzazione alternativa pur di confermare la concessione del Nuovo Ospedale e non inimicarsi i referendari, Calamai e Rossi APPREZZAVANO Cosimi che per meglio cautelarsi aveva prudentemente spento definitivamente la luce del Consgilio Comunale in attesa dell'esito referendario. E quindi dei primi appalti.
Incredibile. Sarà l'estate dei silenzi.
tratto da www.cittadiversalivorno.it
25 maggio 2010
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