La protesta al Calambrone contro l'arrivo degli immigrati da Lampedusa è degenerata. Al presidio e la protesta di abitanti, albergatori e negozianti si è aggiunto un raid notturno nella notte di lunedì all'interno della struttura già fatiscente che doveva ospitare il gruppo di tunisini. Dopo le giornate di presidio che già erano state caratterizzate da slogan xenofobi e personaggi ambigui, nella notte qualcuno ha distrutto la struttura ed ha tentato di incendiarla disegnando poi sul muro croci celtiche e frasi fasciste. Tutto naturalmente agendo indisturbati... All'interno della protesta c'erano oltre che esponenti del PdL anche qualche appartenente a formazioni di estrema destra presenti nel pisano. Naturalmente i quotidiani locali hanno totalmente omesso l'episodio delle scritte e la firma esplicita dell'atto. Fa sorridere ricordare come gli stessi quotidiani in passato hanno fatto locandine e paginate per una stella delle Br disegnata su uno stipetto negli spogliatoi dell'ospedale. Ma questa volta c'è da tutelare il buon nome di chi protesta quindi tutto è stato imboscato mentre i gruppuscoli fascisti tornano a espletare il loro ruolo storico: le ruote di scorta della questura e la manovalanza dei fascisti in doppio petto. Basta vedere cosa è già successio a Manduria in Puglia. Sotto l'articolo di City Firenze che racconta l'episodio delle scritte. Il sito Pisanotizie.it invece riporta i commenti dei partecipanti al presidio riguardo ai danneggiamenti: Tra le scritte ritrovate una riportava il seguente messaggio secondo quanto ci ha riferito il responsabile del cantiere: "Tirrenia agli italiani". E nella mattinata di lunedì, quando ci trovavamo a seguire il presidio davanti all'ex-struttura, tante erano le frasi di "indignazione e rabbia" da parte di manifestanti contro l'arrivo dell'autoclave: "A loro l'acqua gliela portano, noi ce la siamo dovuti pagare", "In quella autoclave ci andrebbe messo il veleno per topi". Al di là delle idee e degli interessi privati di ognuno, ciò dimostra che l'umanità spesso invocata è ormai persa. Finita l'umanità dopo c'è solo il baratro. red. 6 aprile 2011
Da Lampedusa
Previsto stamani a Livorno un secondo sbarco dopo quello di martedì sera. Alloggiati tutti i primi 300 migranti. A Firenze in 75.
Sbarcati nella tarda serata di martedì al porto di Livorno, ieri mattina erano stati tutti alloggiati i circa 300 migranti provenienti da Lampedusa. E per oggi, attorno alle 10 del mattino, è previsto l’arrivo a Livorno di una seconda nave carica di altri 200 migranti. Sarà così raggiunto il “tetto” massimo di 500 presenze dei profughi in Toscana (che ha 3,5 milioni di abitanti) stabilito dal governatore Enrico Rossi.
Sette province coinvolte
Ieri i primi 300 migranti sono stati alloggiati in 12 strutture distribuite in 7 province: Firenze, Livorno, Pistoia, Arezzo, Grosseto, Siena e Pisa. A Firenze e provincia sono arrivati in 75 e sono stati identificati in questura. Alcuni di loro hanno chiesto asilo politico. Poi sono stati smistati fra Villa Pieragnoli a Settignano, l’Albergo Popolare, la Madonnina del Grappa, la parrocchia di Santa Maria a Morello a Sesto Fiorentino e alcune case famiglia della Misericordia ad Empoli. A Sesto, in una conferenza stampa, il sindaco Gianni Gianassi ha detto ieri che 30 migranti tunisini resteranno a Santa Maria a Morello almeno fino a Pasqua. “A oggi - ha spiegato Gianassi - non c’è nessun elemento né di preoccupazione né di protesta. È probabile che per queste persone venga rilasciato il permesso temporaneo di soggiorno. Quando sarà loro riconosciuto tale status, non saranno più guardati con la vigilanza armata”. Nel pisano, invece, si sono verificati problemi. Ma da parte della popolazione locale. A Calambrone, vicino a Tirrenia, è proseguito anche ieri il presidio davanti all’ex ospedale ortopedico che dovrebbe ospitare un centinaio di migranti. E nella notte l’impianto idraulico dell’ex ospedale è stato devastato dai vandali, con scritte deliranti e croci celtiche. Si tratta del “peggior vandalismo”, ha detto Enrico Rossi. “Un atto gravissimo”, ha tuonato il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi.
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