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Ancora licenziamenti a Livorno: il caso del self service Sarni dentro l'Ipercoop

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iperccopwebContinua la drammatica emorragia di posti di lavoro a Livorno, con ogni giorno notizie di licenziamenti e aziende che chiudono. E se per le ditte medio grandi talvolta è possibile intervenire con richieste di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione, per tutto il sottobosco di piccole e piccolissime aziende spesso i licenziamenti non fanno nemmeno notizia.

Nelle ultime settimane a tenere banco sono state le vicende prima della Ltm in porto, con i lavoratori che sono rimasti per giorni in presidio in attesa di novità sul loro futuro, e poi della concessionaria Tirrenauto (36 lavoratori) e del ristorante Sarni del centro commerciale Fonti del Corallo di Porta a Terra (23 lavoratori) che hanno annunciato la chiusura.
In entrambi i casi le proprietà non si sono rese disponibili alla richiesta della cassa integrazione, lasciando decine di lavoratori in balìa della drammatica prospettiva del licenziamento a brevissima scadenza. E in entrambi i casi i lavoratori parlano chiaramente di fatturati e mole di lavoro tali da non ritenere possibili e giustificati i licenziamenti.
La situazione del ristorante del centro commerciale assume poi valore simbolico sulle aspettative occupazionali che doveva restituire a Livorno la glorificata Porta a Terra, che invece ha prodotto lavoro precario, atipico e a poche ore, e che adesso arriva a sfornare 23 licenziamenti tutti insieme. Una conferma di quanto proprio domenica scorsa ha ancora una volta dimostrato l'inchiesta della trasmissione Report: non esiste alcun legame automatico fra la crescita del Pil su un territorio (o, chiamata in un'altra maniera, le colate di cemento) e le ricadute dal punto di vista di stabilità occupazionale e di redistribuzione della ricchezza.

Si prospettano tempi sempre più duri, vista anche l'altra emergenza (legata a doppio filo a quella lavorativa) degli sfratti per morosità. Quali risposte ha intenzione di dare l'amministrazione Cosimi?

Di seguito il comunicato di soldarietà della Rsu dell'Ipercoop di Livorno sulla vicenda del ristorante Sarni

red. 15 dicembre 2010

Livorno, 15 dicembre 2010

Come Rappresentanza Sindacale Unitaria dell’Ipercoop di Livorno intendiamo esprimere la nostra preoccupazione per i 23 lavoratori del ristorante Sarni, situato all’interno del Centro commerciale Fonti del Corallo, che ha comunicato il licenziamento a tutti i dipendenti con decorrenza 31 dicembre.

Sosteniamo qualsiasi iniziativa di lotta che verrà decisa per protestare contro la decisione aziendale di non accettare la proposta di chiedere la cassa integrazione, che in questo modo lascia senza speranze i lavoratori.

Facciamo appello a tutti i soggetti (Igd, Unicoop Tirreno, Legacoop) in grado di intervenire prima che sia troppo tardi per salvare questi posti di lavoro. Ci sentiamo in dovere di farlo visto che l’ipermercato i cui lavoratori noi rappresentiamo è situato all’interno della struttura commerciale, che al momento della sua nascita doveva creare occupazione stabile mentre negli anni ha creato posti di lavoro precari e atipici, e adesso arriva a produrre addirittura 23 licenziamenti.

Ci riserviamo di valutare nei prossimi giorni la messa in atto di iniziative volte a rafforzare la protesta dei dipendenti di Sarni.

Nel frattempo inviamo la solidarietà di tutti i lavoratori del nostro ipermercato a chi sta lottando per non perdere il proprio posto di lavoro.

La Rsu dell’Ipermercato Coop di Livorno

Filcams Cgil – Uiltucs Uil – USB Lavoro Privato

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