A 2 giorni dai danneggiamenti della porta di ingresso di Equitalia da parte di 7-8 persone nella notte di venerdì, così dicono gli inquirenti che hanno visto i filmati, è già iniziata un assurda caccia alle streghe per cercare sigle, gruppi o soggetti da coinvolgere nei fatti.
E' sicuro però che su questo gesto, fra speculazione giornalistica e tentativo degli inquirenti di intorbidire le acque, ci sarà da vederne e sentirne delle belle. Basta leggere gli articoli di questa mattina de Il Tirreno che, riportando le dichiarazioni di Digos e Ros, scrivono una quantità di cazzate e imprecisioni che ci auguriamo facciano parte di un disegno propagandistico perchè sennò ci sarebbe da preoccuparsi dello stato delle istituzioni.
Sappiamo bene che in questa fase di crisi e di difesa strenua, da parte del governo Monti, degli interessi delle banche e dei saccheggiatori della grande finanza internazionale, lanciare l'allarme del terrorismo e di un nemico interno è funzionale alla vita stessa del governo. In Italia è un giochetto che le istituzioni ripropongono da ormai 50 anni. Così come non manca mai chi queste dinamiche le alimenta con gesti che lasciano il tempo che trovano. Oggi in Italia ci sono tutte le condizioni politiche e sociali per riuscire a creare conflitto alla luce del sole, mobilitando tante persone che non ne possono più di questo sistema marcio (basta leggere i commentiall'articolo del Tirreno online, tutti contro Equitalia e molti dalla parte di chi ha commesso il gesto). Sarebbe sicuramente più efficace alimentare questo tipo di mobilitazioni che andare a giro di notte a cercare gesti eclatanti, isolati e fini a se stessi.
Ma detto questo, ci vorremmo soffermare sul bestiario letto questa mattina su Il Tirreno circa il polpettone di sigle e situazioni che gli inquirenti avrebbero individuato. La colpa infatti ricadrebbe sul Movimento Antagonista Livornese, sigla estinta oltre due anni fa. Secondo i Ros avrebbero addirittura firmato l'atto con una falce e martello "la firma del Movimento antagonista livornese" dicono (per precisione ricordiamo che il Mal aveva come simbolo la fortezza nuova stilizzata con al centro lo "zippo" dell'autonomia). Quindi secondo loro, il simbolo intenazionale del movimento comunista internazionale di tutto il '900 accanto alla scritta "Lotta continua", gruppo della sinistra extraparlamentare scioltosi nel 1976, sarebbero riconducibili ad un gruppo, tra l'altro ben conosciuto in città per la sua attività politica, che non esiste più almeno dal 2010. Che fantasia!
Ma il passaggio più bello in mezzo a questo delirio di falci e martello, è che poi nel titolo e in vari passaggi si cerca di dare la colpa agli anarchici. Senza però scordarsi di citare balck bloc, No Tav, l'attentato al dirigente Ansaldo e una fantomatica rete eversiva con sede a Roma per non si sa cosa fare. Siamo alla confusione totale o forse alla speculazione. E Il Tirreno naturalmente presta il fianco a queste ridicolate.
Noi per ora, con occhio esterno, possiamo dire che analizzando i fatti e analizzando ciò che è stato scritto in questi giorni, più che un rete eversiva ci vediamo una questione fra sprovveduti: fra chi ha commesso l'atto, chi indaga e chi scrive gli articoli.
red. 14 maggio 2012
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