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Centrale a olio di palma: crescono i dubbi su impatto e procedure

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polmoni_inquinamentoSi fa sempre più "calda" la polemica sulla nuova centrale a olio di palma dei portuali che dovrebbe sorgere in via Leonardo da Vinci. Sempre più forze politiche (Dopo Sinistra e Libertà e Italia dei Valori è arrivato anche il comunicato di Rifondazione e Comunisti Italiani) insinuano dubbi sia sulle procedure che sulla sostenibilità di questa centrale la cui tipologia nermmeno viene presa in considerazione nel Piano Energetico Regionale. Dubbi che ha posto anche il direttore de Il Tirreno Bernabò e che stanno mettendo in imbarazzo anche gli enti che in fretta e furia hanno rilasciato le autorizzazioni. Senza considerare che nonostante le rimostranze dell'Arpat non sono stati previsti nemmeno i filtri alle emissioni.

Insomma, un pasticcio alla livornese figlio in primis della cultura politica degli amministratori di questa città fatta di totale acriticità per ogni tipo di intervento, basta che porti un po' di sviluppo e che girino un po' di soldi. Ma fortunatamente i cittadini stanno superando questa cultura acritica e anche in questa città i temi dellì'energia, della salute, dell'ambiente iniziano ad essere una priorità per molti. La gente vuole sapere quali sono svantaggi e vantaggi, quali rischi per sicurezza, ambiente e salute ci sono, chi ci guadagna sulle nostre spalle e i nostri polmoni.

Domande a cui nessuno in questa città è abituato a rispondere perchè probabilemtne nessuno glil'ha mai chiesto, oppure hanno fatto in modo di non farlo sapere. Insomma, un po' a sotterfugio come questa volta quando si è saputo di questa centrale (che dovrebbe sorgere proprio accanto ad una dello stesso tipo ma più piccola di cui pubblicamente nessuno è mai stato informato) solo pochi mesi prima dell'inizio lavori.

Medicina Democratica ha avuto il merito di scoperchiaro il vaso e adesso i dubbi stanno venendo a molti: dalle procedure all'impatto su salute e ambiente.

Sabato 13 alle ore 16 presso la Circoscrizione 2 (Scali Finocchietti) ci sarà un'assemblea pubblica proprio su questi argomenti. Sarà un'occasione per molti di approfondire questa situazione.

red. 11 febbraio 2010

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 Centrale a olio di palma, MD: "Nessuna liberatoria per la bonifica del sito dal Ministero"

olio-di-palmaPrendiamo atto con attenzione delle perplessità espresse il 7 febbraio dal Direttore de Il Tirreno Bernabò sulla centrale a biomasse da “filiera lunga” proposta dall’Impresa Portuali.

MD promuove per sabato 13 ore 16 presso la Circoscrizione 2 Scali Finocchietti, Livorno Centro, un’assemblea pubblica per informare cittadini ed associazioni sui molti aspetti negativi e nocivi per la salute della centrale proposta, sulla sua estraneità al Piano energetico regionale, sul fatto che Livorno è già oggi ufficialmente un’area ad alto rischio industriale e da bonificare dalle massicce emissioni atmosferiche attuali.

Come novità dell’ultima ora sottolineiamo la risposta della Provincia di Livorno, alla quale avevamo chiesto la certificazione dell’avvenuta bonifica del terreno su cui verrebbe costruita la nuova centrale: non c’è nessuna certificazione della Provincia, non c’è neanche la liberatoria da parte del Ministero dell’Ambiente che, sempre secondo la Provincia, sarebbe “in corso di rilascio.”

Anche sotto questo aspetto cruciale, il progetto appare una forzatura nei tempi, nei modi e nei contenuti.

All’assemblea pubblica, dove sarà distribuito un dossier curato da MD sulla base dei documenti ufficiali acquisiti, parteciperà significativamente una delegazione dell’”ASSEMBLEA 29 GIUGNO” di Viareggio, e si parlerà anche dell’alto rischio GPL presente a Livorno.

Parteciperà anche Rossano Ercolini della Rete Nazionale Ritiuti Zero, visto l’intreccio che c’è in generale tra nuove centrali a biomasse e smaltimento abusivo di olii esausti ed altri rifiuti industriali ed urbani. Tale eventualità (combustione anche di olii esausti) era stata affermata anche dallo stesso Presidente della “Porto energia srl” in un Intervista al Tirreno dell’1.12.09, poi messa in sordina.

Tutti i cittadini e le associazioni sono caldamente invitati a partecipare.

10.2.10

Il Responsabile prov.le

Maurizio Marchi

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Livorno 10 febbraio ’10

CS: SeL – PdCI – PRC su centrale a Biomasse proposta dalla società Porto Energia

Riteniamo opportuno che il Consiglio Provinciale abbia modo di discutere e di confrontarsi sulla possibile realizzazione di una centrale a Biomasse da parte della società Porto Energia. Per facilitare questo passaggio abbiamo ritenuto necessario presentare al Presidente della Provincia una Interpellanza in cui abbiamo posto l’accento su alcune problematiche a nostro avviso centrali e problematiche.

Chiediamo in particolare di sapere:

-Se la Provincia ha autorizzato tale impianto che sembra avere una potenza massima di 52 MW;

-Se la capacità massima produttiva di cui si parla (52 MW) non finisca evidentemente per contrastare con il presupposto di attingere esclusivamente alla produzione derivante dalla filiera corta, richiedendo un ulteriore approvvigionamento derivante da altre aree.

-Se la realizzazione di tale impianto risulta essere in linea con i contenuti del Piano Energetico Regionale (PIER) approvato dalla Regione Toscana.

-Quale sia l’entità delle emissioni inquinanti prevista e se corrisponde al vero il fatto che tale impianto risulterebbe secondo, quanto a emissione di polveri, soltanto alla centrale ENEL di Piombino.

-Quali sono stati i risultati emersi dalle valutazioni di impatto ambientale.

 

Ancora una volta ci sembra che si verifichi un problema legato alla capacità dei nostri enti locali di programmare lo sviluppo del territorio soprattutto sul versante delle energie. Il fatto che tale centrale non sia prevista nel PIER sembra non essere un vincolo alla sua realizzazione. Allo stesso tempo sembra non aver valore la Deliberazione del Consiglio Provinciale n.131 del 2007, che prevedeva che fosse realizzabile una centrale a Biomasse solo con un limite di potenza massima di 25 MGW. La scelta di tale limite era stata giudicata utile al fine permette la realizzazione di impianti alimentabili attraverso la produzione della filiera corta e quindi con il prodotto europeo in linea con quelle che sono le direttive comunitarie. Non ci sembra che la centrale di cui stiamo parlando segua questi principi.

Infine ci chiediamo come questa centrale sia compatibile con lo sviluppo del Porto e con la presenza, ad esempio, del Porto Agroalimentare.

Cristiano Adriani

Michele Mazzola

Silvio Lami

Capigruppo SeL, PdCI e PRC

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