Saturday, Feb 11th

Last update:12:55:53 PM GMT

You are here:

Cosa è successo all’ex parco delle suore tra via Pellegrini e via Terrazzini? L'inchiesta de El Chico Malo

E-mailStampaPDF
Valutazione attuale: / 8
ScarsoOttimo 

L’unica area verde della zona è stata eliminata per fare spazio a un parcheggio. Quale progetto del Vescovado ha giustificato l’abbattimento di numerosi e imponenti alberi?

vescovado1Nell’ultimo periodo abbiamo ricevuto numerose segnalazioni sui lavori compiuti dal Vescovado nell’area che fino a poco tempo fa ospitava l’ex parco delle suore. Il cantiere di un grande parcheggio ha preso rapidamente il posto dell’unico polmone verde esistente nel quartiere, soprattutto dopo la chiusura della Fortezza Nuova.

Le autorizzazioni concesse al Vescovado dagli enti preposti (Comune, ARPAT, Ufficio Progettazione Verde vescovado2e Qualificazione Arredo Urbano) riguardavano l’approvazione della richiesta tecnica firmata dal Vescovo Giusti, per il taglio di “1 Abete, 2 Platani, 1 Pino e 2 Olivi di modestissime dimensioni”, e la successiva ripiantumazione di “5 Cipressi e 2 Sophore” una volta finiti i lavori, oltre alla sostituzione di 20 alberi da frutto. Tutte le foto allegate al progetto presentato in Comune non mostrano, casualmente, i due grandi alberi tagliati.

vescovado3Tuttavia, come testimoniano numerosi residenti, il parco ospitava, oltre a numerosi alberi da frutto, anche un maestoso Pino e un bellissimo Cedro del Libano, entrambi molto vecchi e di imponenti dimensioni, tanto da superare i tetti delle case, come si vede chiaramente nella foto satellitare qui a lato. Tutti sappiamo però che il taglio di alberi ad alto fusto è rigidamente regolato dalla legge, soprattutto nel caso di alberi grandi e vecchi, non importa se posti su suolo pubblico o privato. Invece, nel giro di pochi giorni è stata fatta tabula rasa, e il cemento ha preso il posto del campo in cui fino a pochi anni fa giocavano i bambini.

vescovado4Tutto ciò ha provocato la reazione di diversi residenti, indignati sia per la distruzione di questa bella area verde frequentata persino da uccelli migratori, ma anche per capire come sia stato possibile abbattere senza problemi tutti quegli alberi per fare spazio a un parcheggio privato. Al riguardo, è stato persino presentato un esposto, e sono state inviate ai giornali alcune lettere di protesta. Prima di prendere questa decisione, non c’è stata la benchè minima opera di consultazione con gli abitanti. Eppure la parrocchia di Sant’Andrea, proprio confinante con l’ex-parco delle suore, in passato non ha mancato occasione per intervenire sui problemi del quartiere… Eliminare un polmone verde per fare spazio a quella che ad oggi sembra essere solo una speculazione privata non è una scelta cinica che contribuisce al degrado e all’abbandono, abbassando la qualità della vita?

Come Centro di Quartiere abbiamo deciso di aprire un dibattito pubblico su questa vicenda, per essere voce e cassa di risonanza degli abitanti che ci hanno contattato e di tutti i cittadini che vogliono saperne di più.

Nello specifico, abbiamo alcune domande da porre al dott. Giusti, Vescovo di Livorno, e al Comune, che ha concesso le autorizzazioni.

1) Quale idea urbanistica alla base di questo progetto della Diocesi Vescovile approvato dal Comune ha giustificato l’abbattimento di un’area verde così vasta e ricca di flora? Qual è la sua compatibilità col Piano Regolatore?

2) Enti preposti e proprietà erano consapevoli dell’abbattimento di alberi ad alto fusto di grandi dimensioni? Come è stato possibile procedere al taglio del vecchio Pino e del Cedro del Libano?

3) Quale opera di ripiantumazione sarà effettuata a riparazione del danno ambientale?

4) Visto che ormai purtroppo il verde non c’è più, che tipo di parcheggio sarà realizzato? Quanti posti auto saranno ricavati? A chi e a che prezzo saranno affittati (voci parlano di 80/100 euro a piazzola)?

Confidiamo in una risposta pubblica: sappiamo che il Vescovo Giusti è persona sensibile e attenta alla tutela del territorio, e che l’Amministrazione crede molto nel ruolo positivo della partecipazione dei cittadini. Il Centro di Quartiere El Chico Malo è disponibile, attraverso il proprio foglio mensile, a dare tutto lo spazio necessario alle risposte e ad agevolare il confronto tra gli abitanti e i soggetti interessati. Invitiamo inoltre tutti i cittadini sensibili a contattarci e a inviarci anche materiale fotografico sullo stato del parco prima dell’inizio dei lavori alla nostra e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

GLI INTERVENTI DI ALCUNI RESIDENTI CHE ABITANO VICINO ALL’EX PARCO DELLE SUORE

La signora Antonina Fasullo, nel suo esposto presentato al Comune il 30 luglio 2009, dichiara: “ora di tutto quel verde non esiste più nulla; sono stati abbattuti quasi tutti gli alberi (alcuni secolari e bellissimi, come era il cedro del Libano) […] Come è possibile che sia stata decisa , e quindi autorizzata, la distruzione di un polmone verde così importante in un’area ad alta densità abitativa quale è quella della zona?”.

Michele Polese scrive nella sua lettera al Tirreno del 21 luglio scorso: “Fino a pochi giorni fa vi si potevano trovare un bellissimo e secolare Cedro del Libano, molti pini comuni di minimo 50 anni (vista la loro dimensione), platani ed altre essenze arboree […] Hanno distrutto l’unico polmone verde di tutta la zona

Anche Susanna Marinari si sfoga nella sua lettera al Tirreno:  “[…] Nella famigerata via Terrazzini c’era fino a pochi giorni fa un’area verde che prima era di proprietà delle Suore di Via Galilei […]. Qui c’erano oltre che ad alberi ormai centenari anche alberi da frutto di vari tipi, ed un terreno che prima veniva coltivato. I bambini giocavano a pallone. La volontà di qualcuno ha permesso che tutto nel giro di pochi giorni sparisse letteralmente, gli alberi compresi i limoni ed i peschi sono stati tagliati (vergogna!), le piante sradicate e tutto approntato affinché si possa procedere a fare dei parcheggi.  Ora di tutto quel verde rimane solo una grande area vuota in attesa che ruspe e camion facciano felice il portafoglio di qualcuno”.

Anche Toto Barbato, assieme alla famiglia, esprime il suo rammarico guardando dal balcone: “era tutto verde, adesso non c’è più nulla… hanno fatto veramente una brutta cosa

La famiglia Braccini, le cui finestre di casa danno direttamente sull’area, commenta così: “hanno buttato giù tutto: laggiù in fondo, al ridosso del muro, c’era un pino bello grosso, e qui nel mezzo c’era un Cedro del Libano. Li potevano benissimo lasciare, a chi davano noia? Invece li hanno tagliati, e poi c’hanno fatto le aiuole! Una bella presa in giro… Volevo fare una foto, ma non ho fatto in tempo… Invece del canto degli uccellini sentiremo le macchine…

Anche la famiglia Rinaldi si ricorda bene com’era il parco: “c’erano tanti alberi, uno in particolare, laggiù in fondo, era molto grande. Ma ce n’era anche un altro grosso in mezzo. Non è una bella cosa buttare giù gli alberi per sfruttare l’assenza di parcheggi…

tratto da Il Quartiere n.13

***

Di seguito alcune lettere inviate in passato da alcuni residenti a Il Tirreno e l'esposto al sindaco

Spettabile redazione,

voglio fare una denuncia di un grave scempio ambientale che si sta consumando proprio in questi giorni nella centralissima zona cittadina, terreno al centro del triangolo via Terrazzini, via Pellegrini e via Galilei ed una pesante critica nei confronti del comune di Livorno, della Diocesi Vescovile di Livorno e dell’ ARPAT Livorno.

Il terreno, come si legge dal pannello dei lavori affisso in via Terrazzini, è di proprietà della Diocesi Vescovile. Fino a pochi giorni fa vi si potevano trovare un bellissimo e secolare Cedro del Libano, molti pini comuni di minimo 50 anni (vista la loro dimensione), platani ed altre essenze arboree. Adesso sono rimasti, chissà ancora per quanti giorni, circa un quarto degli alberi. Hanno distrutto l’unico polmone verde di tutta la zona.

Questo terreno verrà adibito a parcheggio ed i lavori di cementificazione sono già partiti.

Come cittadino, appena vidi il primo albero abbattuto, chiamai subito l’ARPAT per esporre cosa stava accadendo e mi dissero che è il Comune di Livorno che predispone ed autorizza l’abbattimento del verde urbano, ma che avrebbero verificato se fossero stati ottenuti i regolari permessi.

A distanza di due giorni, dopo altri alberi abbattuti, ho nuovamente chiamato l’ARPAT ma mi sono sentito dire che IO, avrei dovuto chiamare il Comune per sapere se tutto è in regola, nonostante ARPAT significhi Azienda Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana. Ho espressamente chiesto al funzionario arpat se potevano controllare in comune e sul campo, visto che sono un ente nazionale di controllo, ma mi sono sentito dire nuovamente che loro non possono interferire, bisogna sentire il Comune. Questo mi ha molto rammaricato, perché io come singolo e privato cittadino non ho gli strumenti e i poteri per poter verificare la regolarità di tutto ciò.

In secondo luogo, mi chiedo, ma è mai possibile che qualcuno abbia dato l’approvazione per la distruzione dell’unica zona verde a scapito di un piatto e grigio (ma remunerativo) parcheggio privato di proprietà non comunale, bensì della Diocesi Vescovile? Che interessi ha il Comune per far fare alla Diocesi un parcheggio privato distruggendo tutto ciò che vi è al suo interno? Qualcosa non quadra nella dinamica.

Mi stupisce anche il fatto che il  parroco di Sant’Andrea, Don Medori, che in periodo elettorale sbandierava Marco Cannito come unica soluzione, non abbia fatto la minima protesta per tutto questo, eppure la chiesa confina con il terreno.

Concludo dicendo che, alla luce dei fatti, è inutile allora che venga chiesto di portare rispetto alla propria città, di riciclare, di non inquinare, di rispettare l’ambiente quando per primo il Comune decide di far abbattere e cementare l’unica zona verde del centro; chi dovrebbe controllare e far rispettare le normative ambientali declina le responsabilità sul cittadino ed in ultimo, la Chiesa, che “predica (mica tanto bene) e razzola molto male”, perché in nome del denaro non si degna minimamente di preservare quello che comunque è “opera di Dio”, dove è finito “il Creato”???

Sdegnato e amareggiato, invito tutti i cittadini del quartiere a farsi sentire e a cercare di salvare quel poco che, ahimè, ormai è rimasto.

Livorno 21 Luglio 2009

Michele Polese, amante e rispettoso della natura

 ***

Livorno, 28 Luglio 2009 (prot. Comune 30 Luglio)

Oggetto: ESPOSTO

Mi chiamo Antonina Fasullo e sono proprietaria di un appartamento sito in via Francesco Carlo Pellegrini num. 45. Con la presente intendo sottoporre alla Vs attenzione due questioni.

1° questione

Il mio giardino, a pertinenza di suddetto appartamento, confina su due lati (est e nord) con la proprietà della Diocesi Vescovile, in particolare il lato nord confina, o meglio, confinava con quello che fino ad un mese fa era il parco delle ex suore di Via Galilei.

Ho detto confinava perché ora di tutto quel verde non esiste più nulla; sono stati abbattuti quasi tutti gli alberi (alcuni secolari e bellissimi, come era il Cedro del Libano) ed il terreno è stato raso al suolo per far posto, come si legge nel cartello di denuncia dei lavori affisso su di un cancello in Via Terrazzini 75, alla costruzione di un parcheggio (che presumo per utenze private, trattandosi di una proprietà privata ancorché autorevole).

Ora io Le chiedo, egregio Signor Sindaco, tale cambio di destinazione così radicale, è compatibile con il Piano Regolatore? E se lo è, come è possibile che sia stata decisa, e quindi autorizzata, la distruzione di un polmone verde così importante in un’area ad alta densità abitativa quale è quella della zona? Si è parlato tanto in questi ultimi tempi, con dibattiti pubblici ed intere pagine sulla stampa locale, della volontà di tutte le istituzioni cittadine di risanare il quartiere dal degrado, ma a me sembra che interventi come quello sopra descritto vadano ad aggravare la situazione, peggiorando la qualità della vita di noi abitanti (è vero che si tratta di una proprietà privata, ma presumo che le autorizzazioni siano state concesse). Senza tener conto che la distruzione di tutto quel verde porterà come conseguenza anche lo sconvolgimento di un ecosistema faunistico ad esso legato. Cerco di spiegare. Abito lì da oltre 11 anni ed ho osservato che stormi di uccelli migratori, puntualmente due volte l’anno (in arrivo e in partenza) si fermavano nel parco prima di riprendere il viaggio: adesso non potrà più essere possibile, e credo che chiunque sappia quali saranno le conseguenze. Inoltre nel suddetto parco, viveva una colonia di gatti che, in maniera più efficace della derattizzazione, per anni hanno impedito che gli abitanti del quartiere fossero assediati dai topi. Come è possibile distruggere l’unico fazzoletto di verde presente, a scapito di una grigia gettata di cemento per un parcheggio?

2° questione

Adiacente al muro, a nord del mio giardino, esisteva un capannone con tetto in eternit che è stato smantellato ad inizio lavori, prima dell’abbattimento degli alberi. Detto capannone era perpendicolare al mio muro di confine al quale non appoggiava, distando qualche metro dallo stesso. Il vecchio capannone aveva un tetto spiovente che partiva da un’altezza di circa 3 metri terminando ad un’altezza inferiore a quella del mio muro di confine, circa 2 metri. In questi giorni al posto del capannone abbattuto sta venendo costruito un nuovo edificio ed ho notato dai pilastri, che presumo delimitino la nuova costruzione, che l’area sarà come superficie più del doppio rispetto a quella precedentemente occupata dal capannone e per quanto riguarda l’altezza della nuova costruzione non posso sapere al momento se verrà costruita più alta della precedente.

Chiedo pertanto di verificare se anche questo intervento è in regola con la denuncia dei lavori e con le autorizzazioni previste e soprattutto se si è tenuto conto delle norme di legge che regolano le distanze di rispetto delle nuove costruzioni dai muri di confine di due proprietà diverse.

Confidante nella Vs. sollecita attenzione, ma riservandomi qualsiasi altra azione a tutela dei miei diritti, porgo distinti saluti.

In fede,

Antonina Fasullo

 ***

In via Terrazzini ci hanno tolto anche l'ultimo spazio verde

Sprechiamo miliardi di parole in difesa dell’ambiente, per rispettarlo, per avere l’aria più pulita, ma poi quando ci sono in ballo i soldi naturalmente tutto va in secondo ordine. Nella famigerata via Terrazzini c’era fino a pochi giorni fa un’area verde che prima era di proprietà delle Suore di Via Galilei (che ahimè sono state trasferite anni orsono), confinante con il vescovado e con decine di altre abitazioni. Qui c’erano oltre che ad alberi ormai centenari anche alberi da frutto di vari tipi, ed un terreno che prima veniva coltivato. I bambini giocavamo a pallone. La volontà di qualcuno ha permesso che tutto nel giro di pochi giorni sparisse letteralmente, gli alberi compresi i limoni ed i peschi sono stati tagliati (vergogna!), le piante sdradicate e tutto approntato affinchè si possa procedere a fare dei parcheggi.  Ora di tutto quel verde rimane solo una grande area vuota in attesa che ruspe e camion facciano felice il
portafoglio di qualcuno.

Susanna Marinari

 

 

AddThis Social Bookmark Button