Raccolte oltre 2000 firme in appena 4 giorni
Continua la protesta all'inbocco di via del Limoncino, l'unica via di accesso per arrivare alla cava del Monte La Poggia dove dovrebbe sorgere la discarica di rifiuti industriali del signor Bellabarba.
I residenti hanno piazzato un tavolino con ombrellone e numerose macchine all'inizio della via e continuano la raccolta firme trovando la solidarietà di moltissimi passanti non residenti che fermano le proprie auto per esprimere la propria firma di protesta. Il presidio rimane attivo anche di notte.
Il fine settimana dovrebbe scorrere tranquillo, con i camion che dovrebbero riprendere la propria attività lunedì mattina, giornata che si preannuncia infuocata visto che verosimilmente dopo quattro giorni di stop i camionisti faranno di tutto per passare e riprendere i lavori. I residenti del Limoncino però lo hanno già dichiarato chiaramente: "Noi non ci spostiamo, e attendiamo che Cosimi e Kutufà vengano qua da noi a spiegarci cosa sta succedendo e cosa accadrà in futuro".
Da parte sua Bellabarba, che nella cava ha fatto un investimento da circa 6 milioni di euro, ha fatto capire che avendo tutte le autorizzazioni, non accetterà ulteriori ritardi anche se fino ad oggi ha optato per la linea morbida per non inasprire gli animi. Rimane tuttavia un problema tecnico di passaggio: la strada di accesso a via del Limoncino è molto stretta e con le macchine parcheggiate su un lato (non c'è divieto di sosta) il passaggio dei camion è difficile. Inoltre la strada è privata ma Bellabarba ha comunque una concessione di passaggio di 80 camion al giorno per l'attività di cava.
Lunedì vedremo quali intenzioni hanno le parti in causa e quali strategie attueranno.
Detto questo, e tralasciando gli aspetti tecnici di questa discarica su cui torneremo nei prossimi giorni, l'affare discarica di Limoncino sta diventando un problema politico non indifferente per l'amministrazione. L'imbarazzante conferenza stampa di ieri ne è la conferma con sindaco e presidente della Provincia che hanno fatto un attentato all'intelligenza dei cittadini affermando che l'informazione pubblica sulla discarica c'è stata perchè 2 anni fa (!!) hanno messo un annuncio a pagamento su Tirreno e Repubblica. E' chiaro che il loro silenzio abbia nascosto l'ennesima operazione di svendita della salute pubblica al miglior offerente. Cosa che non è sfuggita nemmeno al quotidiano di palazzo (Il Tirreno) che ha attaccato l'amministrazione proprio sui silenzi e sulla voragine comunicativa con i cittadini.
A parte questo, così come è avvenuto per le due centrali a biomasse, la strategia dell'amministrazione di approvare tutto in modo veloce e nel silenzio più totale sta dando i suoi frutti: alle spalle dei cittadini sono riusciti a concedere autorizzazioni senza procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e senza passare dai consigli ellettivi (consiglio provinciale in particolare) per 3 opere che avranno un grande ricaduta collettiva in termini di salute e ambiente.
Insomma, al di là dell'ormai annoso conflitto fra residenti di Limoncino e amministrazione per la questione degli annessi e degli abusi edilizi, la costruzione di questa discarica deve interessare tutta la cittadinanza sia nel merito del suo impatto ambientale e della sua collocazione ma anche circa i metodi utilizzati da questa amministrazione nello svendere il territorio ai profitti alle spalle di tutti.
La questione ambientale sta finalmente diventando prioritaria nella seconda provincia più inquinata d'Italia che nell'ultima campagna elettorale è stata relegata a discarica della Toscana dal neo presidente della Regione Rossi. Naturalmente attendendo il secondo rigassificatore a Rosignano e il megainceneritore.
Infine sorge spontanea una domanda: se la "Discarica del Limoncino" fosse, come dichiarato da Cosmi e Kutufà, un'operazione virtuosa e una presa di responsabilità di un'intera comunità rispetto ai rifiuti industriali prodotti sul territorio (oltre che un grande favore a Confindustria e agli imprenditori), perchè non è stata pubblicizzata e non è stata fatta propaganda "virtuosa"?
red. 29 agosto 2010
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