Nella notte tra venerdi 15 e sabato 16 luglio un incendio ha distrutto i teloni destinati a coprire la vasca della discarica del Limoncino. I teli erano stati portati al sito nei giorni precedenti nonostante i tentativi di blocco degli abitanti della zona.
La stampa locale riporta che pur non essendo state trovate tracce di sostanze incendiarie, polizia e Vigili dl Fuoco propendono per un incendio doloso ritenendo improbabile che si possa essere verificato un evento accidentale.
Il sito del Tirreno ricorda malignamente che in occasione del blocco il padrone della discarica “passò la notte insieme agli operai sui tir perché il materiale non venisse danneggiato”.
Rovesciando il ragionamento si potrebbe osservare che tanta accortezza non è proseguita una volta depositati i teli dentro il recinto della discarica, così come desta curiosità il fatto che l’allarme sia stato dato da un operaio della stessa ditta Bellabarba che avrebbe visto le fiamme da lontano mentre transitava dalla Variante Aurelia.
Al momento non disponiamo di ulteriori informazioni.
Una cosa è certa: il business dei rifiuti oltre all’ambiente rischia di inquinare seriamente anche la società civile della nostra città. Non vorremmo che la definizione di “modello Somalia”, con la quale spesso abbiamo definito la politica di trasformazione della nostra città nella pattumiera della Toscana, fosse ancora più azzeccata di quanto si poteva credere. (red.)
Nella foto: i teli durante il trasporto
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