Aggiorniamo con cadenza semestrale ed annuale il capitolo dell'emergenza abitativa e delle ex caserme che potrebbero passare dal demanio pubblico militare agli enti locali.
Ieri in Comune è esplosa la protesta degli "inquilini precari" che insieme all'Unione Inquilini si sono presentati in Consiglio Comunale a urlare la propria disperazione. Il mix drammatico della crisi economica e della perdita conseguente di posti di lavoro unita agli assurdi e criminali prezzi di mercato di un bene primario e insostituibile come la casa, ha creato nella nostra città centinaia di cittadini morosi nel pagamento degli affitti o dei mutui che in modo progressivo e costante finiscono in mezzo di strada. Se qualcuno trova riparo da parenti e amici per molti altri non è così, in particolare per chi una famiglia non ce l'ha più o per chi ce l'ha lontana come per molti immigrati che sono in Italia da moltissimi anni. I morosi, anche quelli incolpevoli, secondo la legislazione vigente non hanno diritto a niente. Il problema è che oggi l'80% degli sfrattati lo sono per morosità e non per fine locazione come invece accadeva quando furono scritte le regole e pensati gli interventi per i casi di sfratto.
A fronte di questo dramma l'amministrazione comunale sembra essersi persa nell'immobilismo. I lavori alla caserma La Marmora proseguono a rilento mentre per le caserme Bagna (davanti a Piazza Guerrazzi) e Del Fante (nella zona fra via Palestro e via del Leone) il sindaco non ha ancora firmato la richiesta al prefetto per il passaggio formale dal demanio al comune. Un ritardo grave per un problema come quello abitativo che non può ammettere ritardi. E anche dalla Regione l'assessore al welfare Allocca (Federazione della Sinistra, Rifondazione) accusa l'amministrazione comunale di immobilismo.
Riportiamo qui sotto la cronologia degli interventi in merito a questa questione. Dal lancio della notizia da parte dell'Unione Inquilini nel dicembre 2007, alle azioni del Movimento Antagonista Livornese che attaccò striscioni su tutte le caserme nel febbraio del 2009, alle dichiarazioni di Cosimi del maggio 2010 in cui diceva che l'amministrazione aveva intenzione di utilizzare le caserme per tamponare l'emergenza abitativa. Infine lo scorso 23 ottobre in occasione del corteo contro spese militari e tagli al sociale i manifestanti si fermarono proprio davanti alla caserma Bagna di via Grande attaccando uno striscione e chiedendo la riconversione in case popolari.
Ecco l'articolo che riassume tutti questi passaggi e spiega come utilizzare queste opportunità.
per Senza Soste, Franco Marino
11 dicembre 2010
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