Marco Solimano: "Una dimostrazione civile e pacifica per far sentire la propria voce. Il ministero si deve assumere le proprie responsabilità". Alle Sughere 440 persone contro le 250 previste
Grida, fischi, stracci sventolati dalle celle e il rumore degli oggetti che sbattono sulle sbarre. E' stata la partecipazione di alcune decine di detenuti del carcere delle Sughere, a Livorno, all'incontro con la stampa che il garante di Livorno Marco Solimano ha organizzato davanti alla casa circondariale questa mattina.
"Una protesta civile, pacifica, non violenta, per far sentire la propria voce" l'ha definita lo stesso Solimano che ha ribadito le condizioni "inaccettabili" in cui versa il penitenziario livornese a causa del sovraffollamento dei detenuti e delle carenze di organico del personale di polizia e civile.
Così Solimano, lancia un appello innanzitutto al sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, "perché faccia sentire la sua voce autorevole su questa situazione", ma soprattutto accusa il ministero della Giustizia: "Se mancano le lenzuola, bisogna provvedere - dice - Il ministero si deve assumere le proprie responsabilità. Invece c'é una fuga da parte del ministero di Grazia e Giustizia e del Dap.
Quando sento parlare del piano carceri mi scappa da ridere, perché è una cosa che ci riguarda tra dieci anni. Invece questa è un'emergenza: va ripristinata la situazione di sicurezza".
"Sono condizioni - ha spiegato Solimano - che privano le persone non solo della libertà, ma anche della dignità e del decoro".
Attualmente alle Sughere si trovano circa 440 detenuti contro i 250 previsti dalla capienza dell'istituto. Il garante dei detenuti di Livorno ha ripetuto i punti principali delle sofferenze del carcere livornese: "In una cella di circa 8 metri quadrati ci sono 3 detenuti - racconta - i magazzini sono vuoti, non ci sono lenzuola per il ricambio né disinfettante per celle e docce, che significa che c'è il muschio alto così e il soffitto è verde. In più c'é la relazione dell'Asl che dice che una struttura in questo stato fatiscente e senza manutenzione ordinaria può portare a un rischio di epidemie di tubercolosi e scabbia e quindi a un'emergenza sanitaria".
tratto da www.ansa.it
8 luglio 2011
| < Prec. | Succ. > |
|---|
















