
1 maggio "classico" in Fortezza Nuova con la braciata nel prato e poi i concerti dell'Inconsapevole records. Alle 18 invece il corteo che partirà da Piazza Garibaldi. In serata ancora concerti.
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30 aprile
Dibattitti e musica oggi in programma per "Fortezza dal basso". La giornata si aprirà alle 18 al Teatro Refugio con il dibattito "Livorno cambia! Cambia Livorno!" dedicato al tema portante della festa, le trasformazioni urbanistiche della città e le conseguenti speculazioni. Interverranno: l’Osservatorio sulle trasformazioni urbane, il centro di quartiere El Chico Malo, il Comitato No Offshore e il collettivo video Mob-Com.
Dalle 21.30 il concerto degli Appaloosa e dei Platonick Dive a cui seguirà un dj set con La Roboterie e Tecnhoelettroproject.
Di seguito un'anteprima dei temi che verranno approfonditi nel dibattito di oggi:
Che Livorno stesse cambiando era una cosa evidente già da dieci anni. La vecchia connotazione industriale ed operaia che aveva caratterizzato la città ed i suoi abitanti nel vecchio secolo, a partire dal 2000 aveva iniziato a spengersi man mano che si perdevano pezzi del mosaico produttivo: il più importante di tutti il Cantiere Navale, fatto fallire deliberatamente grazie a plurime gestioni sprovvedute.
E di fatto, ad oggi, tra il riassetto degli equilibri produttivi mondiali, il mutamento della produzione industriale e il successivo intervento della crisi economica su cui si è fatto leva per molte ristrutturazione aziendali, l’obsoleto sistema industriale di Livorno è rimasto tagliato fuori da investimenti significativi e dai canali dell’innovazione produttiva e culturale, con prospettive future ancor più buie: altre chiusure alle porte (ENI) e uno scenario occupazionale vuoto se non nelle forme dequalificate e precarie.
Assodata la scomparsa della grande industria, la domanda che i livornesi in questi anni si ponevano (soprattutto i giovani alle prese con la difficile decisione di progettarsi una vita) era quale linea di sviluppo avrebbero intrepreso i Governanti ed i poteri economici e politici di Livorno.
Se gli ultimi anni della Giunta dell’ex-sindaco Lamberti sembravano puntare su un turismo incerto, tentativo che i più avevano guardato con scetticismo vista l’impreparazione storica dei livornesi di affrontare certi settori, all’anno 2010, con l’inaugurazione del Governariato Rossi, il sindaco Cosimi ed il partner locali hanno sciolto finalmente il nodo del futuro di Livorno.
Lo sviluppo della città nei prossimi anni seguirà su tre linee: Cemento, Riqualificazioni e dulcis in fundo Nocività. L’edilizia resta e resterà il primo pilastro. Le cooperative edili e tutto il loro indotto non emigreranno da Livorno. Con l’operazione Nuovo Centro ed il tentativo di mettere in cantiere anche un nuovo ospedale rischiano di garantirsi un decennio d’oro. Se a questo si aggiunge che si sta mettendo mano al nuovo Piano Regolatore ed il tabù di costruire al di là della Variante potrebbe cadere, si capisce quale sarà la prima fonte di ricchezza per il Comune nei prossimi anni. Cosa se ne faccia una città in forte calo economico di tutte queste case e centri commerciali non è un domanda da farsi perché va contro le logiche del capitale.
Se nella trasformazione del territorio e nei nuovi insediamenti vi fosse qualche tempo morto, l’Amministrazione penserà a mettervi una pezza con qualche ricostruzione nel centro storico ai fini di quel turismo che da Cosimi e Co. pare esser visto solo in chiave strumentale per una riqualificazione e l’altra. Nel 2010 con la Porta a Mare, si è iniziato a parlare del modello Barcellona con il percorso Pensiamo in Grande. Lontani anni luce dall’esperienza spagnola per capacità, investimenti e reali intenzioni, la partita che si gioca in centro appare comunque importante: in prima istanza perchè l'operazione nasce come una macchina per attirare il consenso, grazie alla paventata partecipazione del cittadino che questo percorso vuol prevedere, in secondo luogo per gli effetti sconvenevoli che certe speculazioni hanno sulla vita dei ceti bassi e medi (aumento dei prezzi delle case ad esempio).
Ma soprattutto il 2010 è l’anno rivelatore di una linea di pensiero che vede sostituire lo spazio dell’industria con quello delle nocività: a partire dalla sorpresa di sapere la prossima realizzazione di due centrali a biomasse in porto, è stata comunicata l'intenzione di realizzare a Livorno un inceneritore di area vasta, una piattaforma per trattare i rifiuti industriali se l’ENI se ne andrà e si è riaffacciata grazie alla CGIL l’ipotesi di collocare in Provincia un secondo rigassificatore.
Altri soldi per il territorio si dice, che però non passeranno dalle tasche dei livornesi per la scarsa ricaduta di lavoro che tutti e tre i settori di sviluppo comportano.
Il dibattito “Livorno cambia. Cambia Livorno”, nato nel tentativo di coordinare le forze del basso in previsione del cupo futuro a cui andiamo incontro, vedrà la partecipazione di persone informate sui fatti che illustreranno dettagliatamente gli aspetti della vicenda della trasformazione cittadina.
Un aderente dell’Osservatorio della Trasformazioni Urbane fornirà un breve escursus sulle recenti operazioni edilizie in città e sulle operazioni Nuovo Centro, Nuovo Ospedale.
Un partecipante al percorso del “Cisternino 2020” ci indicherà gli estremi della partecipazione in città.
Un'attivista del centro di quartiere “Chico Malo” illustrerà le preoccupazioni che si celano dietro il progetto di riqualificazione del Pentagono del Buontalenti e il relativo percorso partecipativo "Pensiamo in Grande", ed un membro del Comitato Off-Shore elencherà le minacce ambientali che si celano nel prossimo futuro di Livorno.
Chiuderà gli interventi il collettivo Mob-com che illustrerà il suo progetto di piattaforma-web volta a raccontare le percezioni del cambiamento e ad allargare il fronte di una coscienza collettiva immaginifica di un'idea nuova per la città.
(red.)
30 aprile 2010
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