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Giolfo e Calcagno, dopo la cassa integrazione il nulla?

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giolfo_corteoIeri, 27 ottobre 2010, dalle 15.00 alle 17.00 circa, in CONFINDUSTRIA si è riunita la giolfo e calcagno spa in liquidazione, le categorie sindacali e la rsu per la proroga della cassa integrazione in deroga che scade il 13 novembre prossimo.

La liquidatrice categoricamente non ha dato nessuna speranza: l’azienda non ha la possibilità materiale di prorogare la cassa, impossibilità basata su tre punti particolari che “la spaventano”:

1 in due anni di tempo nessuno si è mostrato disponibile ad acquisire il sito.

2 non essendoci nessun piano di industrializzazione ed essendo l’azienda in liquidazione, non esistono le basi per cui richiedere la proroga

3 le istituzioni locali non hanno mostrato fino ad ora nessun interesse a ‘collaborare’: tra l’altro ultimamente l’azienda ha anche richiesto all’autorità portuale la proroga della concessione e non ha ricevuto alcuna risposta (n.b.).

In due ore di supplica non si è riusciti a farla smuovere dalla sua posizione anche ribadendo la non colpa dei lavoratori riguardo questa situazione e comunque il loro diritto ad avere gli ammortizzatori sociali che dovrebbero servire a tamponare il ‘non lavoro’ e a permettere loro un minimo di sopravvivenza.

Si è anche proposto di contribuire alle spese della contabilità che l’azienda dovrebbe sostenere nel mantenere in forza i lavoratori attraverso un’autotassazione (!!!!).

Usciti da CONFINDUSTRIA una buona parte dei lavoratori infuriati è rientrata chiedendo alla liquidatrice di dirigersi insieme a loro verso il comune. Non si è mossa dalla sedia abbastanza intimorita.

Nonostante la titubanza dei segretari di categoria i lavoratori (per la maggior parte donne anche troppo educate!), decisi si sono recati in piazza del municipio sapendo che in uno dei due palazzi si stava tenendo un ‘tavolo’ per lo sviluppo del territorio. Avendo visto entrare il confederale della cisl in comune, l’hanno seguito e sono entrati nella sala scaturendo lo stupore del sindaco e di tutti i presenti.

Il sindaco si è reso disponibile a telefonare alla liquidatrice per farla tornare sui suoi passi, ma ha specificato che nessuno se non l’azienda ha il potere di risolvere questa situazione, che d’altra parte questi signori se ne sono andati con i soldi perché non hanno fallito e che le istituzioni non sono disposte a regalare loro niente. Ha affermato inoltre che il prezzo del sito è troppo elevato e che l’azienda (o chi per essa –centro banca- non ci si capisce più nulla) deve decidersi a calare.

Siamo  consapevoli del fatto che troppi interessi a noi sconosciuti ruotano intorno a questo sito, ma siamo anche consapevoli che tanti discorsi quali la liquidazione, le banche, il prezzo, la concorrenza, ….a noi non interessano.

Il governo ha stanziato gli ammortizzatori sociali anche per 2011 proprio per queste situazioni di crisi e quindi devono tutti trovare la maniera di sostenerci dato che non abbiamo chiesto noi di NON LAVORARE (noi come tanti altri a cui nemmeno sono riconosciuti).

Dopo anni di sacrifici a pro del ‘padrone’ è arrivato il momento di sacrificarsi per noi stessi!

Trovarsi precari e poi disoccupati dopo aver speso la nostra energia per il nostro futuro e vedersi questo futuro negato, è diventato inconcepibile e insopportabile.

Domani alle 15 saremo in piazza del municipio ad attendere risposte dal sindaco.

Il percorso da seguire si costruirà di volta in volta, ma tenteremo di essere uniti e decisi a non mollare.

Alcuni lavoratori della G&C spa

28 ottobre 2010

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