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Blitz di Greenpeace stamani alla nave Far Samson, che sta lavorando alla costruzione del rigassificatore. Tre gommoni, partiti dall’ammiraglia Rainbow Warrior, hanno attaccato
Come Greenpeace avvisa da tempo, il Santuario dei Cetacei sarebbe condannato dalla costruzione del rigassificatore, e proprio il Governo italiano ne sarebbe il diretto responsabile, violando gli accordi presi con Francia e Principato di Monaco, che con l’Italia si dividono giurisdizionalmente l’area del Santuario. Ricordiamo che nelle ultime settimane sono iniziati i lavori per il rigassificatore offshore di Livorno e Pisa che di fatto collocano la prima Area Marina Industriale proprio all’interno della zona tutelata dall'Accordo sul Santuario dei Cetacei.
Greenpeace chiede un incontro urgente con il Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Gli attivisti resteranno sulle gru in attesa della risposta. Secondo l'associazione ambientalista, le balene se ne stanno andando mentre lo stato di degrado dell'area aumenta a causa del traffico navale, dell'inquinamento e, ora, della costruzione del primo sito industriale in mare. Durante il censimento condotto nel 2008, Greenpeace ha trovato solo un quarto delle balenottere attese, mentre la popolazione di stenelle sembra dimezzata rispetto ai valori registrati agli inizi degli anni '90. Greenpeace chiede che il ministero dell'Ambiente fermi ''questo scempio'' e tuteli il Santuario dei Cetacei.
Il comitato contro il rigassificatore ha tra l'altro sempre denunciato anche l'estrema pericolosità dell'impianto che, lo ricordiamo, sarebbe il primo offshore al mondo costruito su nave galleggiante (per di più su un'area altamente sismica), i cui effetti, in caso di catstrofe, interesserebbero gli abitanti di un'area distante dal rigassificatore per un raggio di 55 km.
Intanto sono stati identificati i tre attivisti di Greenpeace che hanno compiuto il blitz. Si tratta di un curdo di nazionalità turca, un'italobrasiliana e un giovane di Udine. Due di loro, secondo quanto riferisce la polizia, sono stati liberati e portati sulla nave.
Ai tre attivisti e a chi continua a battersi contro la costruzione del rigassificatore, tutta la solidarietà della redazione di Senza Soste. (red.)
16 marzo 2010
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