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Il comune annuncia tagli alla spesa. Tutto ineluttabile, tutta responsabilità di Tremonti?

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tagli_finanziariaCome ha annunciato la vestale dei sacrifici (altrui) Giorgio Napolitano si è aperta una nuova stagione di tagli alla spesa pubblica. Stagione che troverà il proprio completamento in ulteriori tagli alla spesa pubblica da parte dell'amministrazione comunale di Livorno. L'assessore competente Nebbiai ha infatti già annunciato l'ineluttabilità di nuovi "sacrifici". Sorvoliamo sulla visione del mondo di Nebbiai in quest'intervista, che parla dei parametri di Maastricht e di Prodi con misticismo degno di miglior causa, e poniamoci qualche domanda. I tagli dell'amministrazione comunale sono solo imputabili a Tremonti? Non è che c'è la necessità di dover sostenere una maggiore spesa per interessi dovuta alle operazioni finanziarie degli anni passati?
Infatti, vista la compressione della spesa generata dalle politiche del governo di centrodestra (anche se Padoa Schioppa con gli enti locali non ci è andato piano nel 2006-7) l'esito dei movimenti finanziari di un ente locale diventa decisivo per garantire la qualità dei servizi pubblici sul territorio. Ci si pone poi un'altra serie di domande. Possibile che, mentre una parte sempre più grossa di città va alla mensa della Caritas, che i beneficiati della bolla immobiliare-finanziaria di Livorno non devano essere localmente tassati di un euro?
Si crei un fondo di solidarietà, forzoso con le forme giudiriche del presente, che tocchi i grandi patrimoni locali per intervenire sulle nuove modalità di miseria che stanno nascendo a Livorno. Possibile che di fronte alla crisi più grossa in città dal dopoguerra il comune sappia solo tagliare, ritirarsi dall'intervento sul territorio, e prendersela con Tremonti?
Evidentemente gli appalti del Nuovo Ospedale sono una questione più strategica, maggiormente bisognosa di attenzione delle altre. Almeno fino a che il sociale non esplode sul serio. Allora sarà dura dare la responsabilità a Tremonti. Quando si è chiamati a dare risposte concrete qui ed ora.
Resta da commentare l'affermazione dell'assessore che vuole che saranno solo tagliati i "servizi non essenziali". Siamo di fronte a una delle manovre più dure degli ultimi anni e l'impatto sarà solo nei servizi non essenziali? Si tratta di dichiarazioni simili, al netto del linguaggio, a quelle che vogliono convincere le persone che pescando qualche falso invalido a Ragusa o a Campobasso si sana il bilancio dello stato. Si taglierà a Livorno e a fondo. Poi, come da tradizione, scatterà il marketing politico.

(red) 3 giugno 2010
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SI DOVRANNO FARE SACRIFICI RINUNCIANDO AD ALTRI SERVIZI

«Costretti a nuovi tagli»

La paura per la crisi dell'economia, i conti dissestati della Grecia e la richiesta di interventi dell'Unione Europea hanno prodotto effetti a cascata che inevitabilmente coinvolgono anche gli enti locali. Una manovra da 25 miliardi di euro quella decisa dal Governo italiano per ridimensionare la spesa pubblica e incrementare le entrate fiscali.
Era «necessaria, vista la situazione attuale, ma poteva essere evitata se il Governo avesse mantenuto basso il debito pubblico, come aveva fatto Prodi nella precedente legislatura».
Ed ora ci troviamo di fronte «ad una finanziaria a dir poco sconcertante che costringe i comuni a tagli nell'ordine di 1,2 miliardi di euro nel 2011, e di 2,5 miliardi per il 2012». L'assessore comunale alle risorse economiche e finanziarie, Valter Nebbiai, critica il testo di correzione dei conti pubblici appena promulgato dal Capo dello Stato.
Assessore Nebbiai, perché è così scettico?
«Mi permetta di partire da un ragionamento basilare: per rimanere nei parametri di Maastricht, uno degli elementi principali è che il debito pubblico sia sotto il 100%. Il governo Prodi lo aveva portato al 105%, il governo Berlusconi lo ha innalzato al 117%. Questo che cosa le fa pensare?»
Me lo dica lei...
«Riporto un altro dato: nel biennio 2007/2009 gli enti locali, Comuni in testa – e il Comune di Livorno ha fatto la sua parte – hanno diminuito le spese correnti di 4,2 mld di euro. Lo stato l'ha aumentata di 20 miliardi».
Mi sta dicendo che i Comuni sono stati virtuosi e lo Stato no?
«Questo è il punto. Da una analisi dei denari e delle risorse finanziarie impegnate dallo Stato negli ultimi anni, si evince che Berlusconi ha applicato più di altri il teorema dell'opportunismo pre-elettorale, con l'adozione di iniziative valutate più sulla base della loro efficacia comunicativa che su quella della sostenibilità finanziaria. Ora sappiamo che questo Governo non ha le risorse necessarie per mantenere le promesse: non aveva nel bilancio i 7 miliardi di euro per ricostruire l'Abruzzo , così come non ha oggi i soldi necessari per ristorare i comuni delle perdite subite a causa dell' abolizione dell'Ici sulla prima casa, che per il Comune di Livorno valgono 16 mln di euro. In pratica il 12% del bilancio comunale».
Dove vuole arrivare?
«Voglio dire che oggi, per errori che esso stesso ha commesso, il Governo è costretto a rientrare nei parametri di Maastricht con una manovra di contenimento che incide soprattutto sul bilancio degli enti locali. Secondo alcune stime di massima, nei prossimi due anni il Comune di Livorno dovrà razionalizzare le proprie spese per un totale di 3-4 milioni di euro. E nel bilancio di previsione del 2010 noi avevamo già realizzato economie nell'ordine di 3 milioni di euro. Soldi risparmiati attraverso una gestione oculata del personale,  un contenimento dei costi contrattuali e delle spese energetiche. Ora ci chiedono un ulteriore sforzo. Ci sembra un po' troppo».
Tre milioni di euro di economie in 2 anni si traducono in una diminuzione dei servizi?
«È ovvio. Ma stia pur certo -  conosco il pensiero del Sindaco Cosimi sull'argomento -,  non taglieremo le risorse né sulla scuola né tantomeno sul sociale. È altrettanto chiaro che i principali tagli verranno realizzati sui servizi non essenziali , ma di questo dovremo parlarne in Giunta».
Ritornando alla manovra è scettico anche sulle migliorie apportate in tema di lotta al’evasione fiscale?
«Anche in questo campo il Governo non ha fatto niente di nuovo, ha solo aumentato di 3 punti percentuali (dal 30 al 33%) il premio per le maggiori somme riscosse a titolo di tributi dai comuni virtuosi».
E che ne pensa della norma sulla tracciabilità dei finanziamenti?
«Qui si tratta di un vero e proprio ravvedimento. Tremonti ha ripreso pari pari la tracciabilità dei pagamenti introdotta da Prodi e abolita ad inizio legislatura dallo stesso Berlusconi. L'unica differenza è che ora viene applicata ad importi più alti, non inferiori ai 5mila euro».

03-06-2010

http://www.corrieredilivorno.com/index.php/news/articolo/364-Costretti-a-nuovi-tagli

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