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Il distretto fantasma di Via del Levante inaugurato questa mattina

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Questa mattina è stato inaugurato il nuovo distretto socio-sanitario di Via del Levante che è andato a sostituire i distretti di via Venuti e Via Ernesto Rossi. Riproponiamo un articolo del dicembre 2009 che ripercorre la storia accidentata e come sempre lunghissima di questa opera pubblica. red. 23 luglio 2010
Per la serie “Le grandi opere del Comune” (e dell’ASL): e vorrebbero fare l’Ospedale nuovo!

Alla fine degli anni ’90 ASL e Comune progettano di costruire un nuovo distretto socio-sanitario alla Scopaia. L’opera (un edificio di 105 stanze) ha un costo di circa 5 miliardi di lire dei quali 3 miliardi e mezzo verrebbero da un finanziamento statale. Viene individuato il luogo che si ritiene adatto: lì dovranno sorgere anche un centro civico, una chiesa, un parcheggio e un’area servizi.
Ma gli abitanti del quartiere si oppongono, perché perderebbero l’ultimo spazio verde rimasto e aumenterebbe l’inquinamento da traffico. Infatti il nuovo presidio dovrebbe sostituire quello di Via Venuti, di cui è annunciata l’imminente chiusura, e quindi l’utenza verrebbe anche da altre zone della città. Più di mille cittadini firmano una petizione.
Il 6 marzo del 2000 si tiene un’affollata assemblea, ma il sindaco Lamberti esclude categoricamente che la sede del nuovo distretto possa essere spostata, come propongono gli abitanti della Scopaia, nel cosiddetto “Nuovo Centro”, l’area di Via del Levante. Tutt’al più Lamberti si dichiara disponibile a un ridimensionamento della struttura in modo che possa servire solo agli abitanti della Scopaia e della Leccia.    
Ma poi tutto tace e il Comitato Salute e Ambiente della Scopaia convoca una nuova assemblea l’11 luglio del 2000, dove il Comune neanche si presenta. L’ASL, rappresentata dal direttore sanitario Dr. Pastore, si dice favorevole a un ridimensionamento, ma modesto perché altrimenti c’è il rischio di perdere i finanziamenti.
Il 19 luglio 2001 la stampa dà notizia del clamoroso dietrofront: il distretto si farà in Via del Levante, nell’ambito della lottizzazione del “Nuovo Centro”. Sarà pronto in due anni al massimo. “Finalmente l’integrazione tra sociale e sanitario troverà un punto d’incontro” dichiara l’assessore Baldi. E gli altri distretti dell’ASL? Non spariranno, anche se saranno ridotte le attività che vi si svolgono.
Passano gli anni e la nuova struttura non è pronta. C’è una nuova ipotesi: che il distretto di Via del Levante vada a sostituire quello di Via Ernesto Rossi. L’ASL pensa di venderlo perché metterlo a norma sarebbe troppo costoso. Il 30 gennaio 2005 la stampa locale informa che c’è una raccolta di firme da parte dei cittadini del centro città che si oppongono, per ovvi motivi, al trasferimento. Come ci andrebbero a Salviano? Qualche settimana dopo l’assessore Baldi e il sindaco Cosimi comunicano che su Via Ernesto Rossi non c’è ancora niente di deciso, al limite alcune attività potrebbero essere spostate nelle strutture ASL di Via Piave e Via San Francesco, mentre Via Venuti ospiterà un centro per la riabilitazione.
Il Direttore ASL Scura due mesi dopo dichiara che entro la fine del 2005 Via Ernesto Rossi chiuderà e che le attività saranno spostate nel nuovo centro della Scopaia (?).
Un anno e mezzo dopo Il Tirreno informa che “stanno andando avanti i lavori per realizzare la viabilità di accesso alle aree del futuro deposito ATL e del distretto sanitario” nella zona di Via del Levante.
Passa il tempo, e l’8 giugno 2007 tecnici dell’ASL fanno un sopralluogo al nuovo distretto ancora chiuso. Ma si accorgono che “qualcuno è penetrato all’interno rubando tutti i quadri elettrici e gli apparati di illuminazione”. Altri soldi pubblici buttati dalla finestra.
E nell’occasione si viene a sapere che l’impresa incaricata di realizzare i lavori nella struttura, l’Italcantieri di Perugia, è fallita (strano, a Livorno non succede mai alle imprese aggiudicatarie di lavori pubblici...).
Arriviamo così al 21 febbraio 2008, quando sulla stampa locale si legge che “la struttura è di fatto terminata, ma il Comune non ha ancora fatto le strade che la servono e quindi l’apertura dovrebbe slittare agli ultimi mesi dell’anno”. Ma il Comune ha già appaltato i lavori.
A chi? L’Assessore Bruno Picchi lo aveva detto in un consiglio comunale dell’agosto 2007: «Le opere di urbanizzazione sono da realizzarsi a cura e a spese dei soggetti che stanno attuando l’intervento edificatorio a Salviano 2 (Edilporto e altre coop, ndr)». Il solito meccanismo degli oneri di urbanizzazione a scomputo.
Morale della favola, siamo quasi nel 2010, il nuovo distretto è ancora chiuso, le strade intorno non ci sono e Via Ernesto Rossi e Via Venuti sono ancora “vive e vegete”. Improvvisazione, decisioni adottate senza consultare i livornesi, spreco di denaro pubblico, ritardi... E questi vorrebbero costruire un ospedale intero!
 
Per Senzasoste.it
Nello Gradirà (01/12/2009)
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