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Il mare dell'accademia e le 3 scimmiette labroniche

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acquaviva_piscina_divietiMizaru, Kikazaru e Iwazaru sono tre simpatiche scimmiette del tempio shintoista di Nikkō Tōshō-gū in Giappone costruito  nel 1617 nel periodo Edo. Esse rappresentano il buon  pensiero, la buona parola e le buone azioni. Tutte qualità che sembrano scarse nella nostra classe politico-amministrativa locale.

Un caso emblematico che segna un serio indizio a sfavore della nostra rigogliosa “fauna di palazzo”è quello del caso del “mar marrone” e della florida popolazione di “Escherichia Coli” che pare abbia molto in simpatia albergare nelle nostre acque, in particolare essa predilige stranamente dislocarsi  soltanto in alcuni stretti corridoi marini, mentre disdegna altre acque anche se fortemente limitrofe e che pertanto sembrano siano “stranamente” linde e pulite.

Sulla questione del mar marrone  parla il comune: ”Se non c’è un danno ambientale e nessuno ricorre, non è una situazione in cui sembra il caso di accertare le colpe”!!!!!!! (Tirreno del 30.06.12).

La capitaneria di porto, già a suo tempo avvisata dalla protezione civile che le aveva  indicato  la responsabilità di eventuali accertamenti, afferma di non vedere nessun problema e dice :”Non ce ne siamo occupati, non conosco la questione, la cosa non ci ha riguardato”!!!!!! (Tirreno 30.06.12).

Ergo  nessuno sente di dovere  fare qualcosa, nè sembra interessato ad aprire un indagine che accerti le responsabilità di un eventuale danno ambientale. Anche l’accademia navale non dice nulla.!!!!! Tutti non vedono, non parlano, non sentono! Questa condotta mi indigna ed è tale da meritare tutto il mio biasimo. Coloro che sono preposti alla gestione della res pubblica perché  non fanno il loro dovere visto che non hanno nulla da temere da nessuno? Se veramente non c’è danno ambientale perché attendere che qualcuno si faccia latore di un esposto? C’è forse bisogno che accada qualcosa di grave a livello di inquinamento ambientale per potersi muovere? Molti sembrano non ricordare che nella buona politica vige un sano principio, quello di precauzione, che obbliga gli amministratori a darsi da fare anche in mancanza di prove conclamate e che quando  vengono rilevate è oramai sempre troppo tardi per poter fare poi qualcosa di utile.

censura_scimmieMa le tre scimmiette, molti non lo sanno, non stanno solo a  rappresentare le buone azioni. Nell’ isola di Ceylon esse rappresentano madre, padre e figlio legati dal filo rosso della incomunicabilità. Incomunicabilità che segna in modo paradigmatico anche l’attuale modello politico livornese calibrato su una morale democratico -partecipativa deviata e disturbata sul piano della tutela ambientale, che spesso sconfina in azioni opache, pasticciate e inconsulte oltre che irreversibili. Come nel caso dei bidoni tossici persi in fondo al mare e soltanto parzialmente recuperati con enormi ritardi e senza colpevoli. Questo lento disgregarsi di valori e di sane testimonianze politiche si riflette nel rapporto di fiducia che i cittadini hanno con tutte le istituzioni. Rapporto che viene ulteriormente lacerato e disgregato dalla comune arroganza di alcuni e dall’ignoranza di molti.

Il problema evidentemente non è solo di natura mentale, ma anche  di origine culturale. La nostra classe politico –amministrativa avrebbe bisogno di una serie di corsi di recupero in: democrazia partecipativa, salute, ambiente e lavoro e in politiche abitative e sociali. E’ abbastanza evidente che alla luce di questa terribile realtà politica la società civile dal basso maturi e muova anticorpi che prendono la forma di movimenti, aggregazioni sociali, comitati- non strutturate in partiti o in associazioni riconosciute- per opporsi efficacemente ad una invadenza e consuetudine delle cattive pratiche che segnano le scelte economico-produttive e ambientali del nostro territorio. L’elogio della pazzia, dell’ignoranza, dell’ arroganza, dell’indifferenza va in qualche modo fermato con una partecipazione attiva dei cittadini alla vita democratica della nostra città. Pertanto, care scimmiette labroniche che albergano nei palazzi della politica, non sarebbe male fare un adeguato monitoraggio sullo stato di salute del nostro mare, aprire un indagine sulle reali cause del mar marrone e del proliferare  dell’ Escherichia Coli. Il tutto evitando la  brutta storia che la città ha vissuto per i fusti tossici segnata dalla pesante censura mediatica della richiesta  di Vertenza Livorno di far luce sulle responsabilità e sulle  cause del disastro ambientale con tanto di risarcimento e di dimissioni di politici e amministratori pubblici e privati. Per contro si è visto il fiorire per “gemmazione spontanea”, con tanto di lancio modello marketing politico, di un asettica campagna per il recupero dei bidoni senza colpevoli, senza cause, senza nè dimissioni nè risarcimenti e con tanto di benedizione pastorale. Ma si sa da tempo noi non siamo certo quelli dell’altra guancia. Si è salvata così ancora una volta la faccia di un amministrazione a sovranità limitata sensibile più alle richieste delle  Elitè dominanti che di Mario il bagnino.

Dattero

3 luglio 2012

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