Nel decreto Milleproroghe appena varato dal Governo manca la proroga più attesa, quella relativa alla norma che consente l'applicazione degli oneri di urbanizzazione fino al 75% in parte corrente dei bilanci comunali.
Grazie a questa norma reiterata il nostro Paese è stato invaso da colate di cemento tradotte in capannoni vuoti, squallidi quartieri dormitorio, periferie grigie, mobilità insostenibile, viadotti, parcheggi, outlet, ipermercati, e tutta la cementificazione selvaggia. Cemento in cambio dei quattrini che servono a far cassa alle amministrazioni comunali, incapaci di percorrere vie alternative ed ecologicamente sostenibili.
Ma finalmente ecco spuntare un pò di buonsenso, per una volta piovuto dall'alto, francamente inaspettato e clamoroso, nel suo essere “potenzialmente” rivoluzionario. Forse non voluto e magari frutto di errore o dimenticanza, vista la classe politica che si è resa protagonista di questa decisione.
Dal primo gennaio 2011 tutto ciò non sarà più possibile. Tutti i bilanci di previsione dei comuni italiani non potranno più contare sul 75% di oneri in spesa corrente.
Invece di condividere questa scelta che consegnerà una volta per tutte ai nostri amministratori la possibilità e libertà di scelta (tolto il ricatto-droga degli oneri) di se, come e quando trasformare nuovo terreno agricolo in edificabile, si levano da più parti (destra e sinistra in coro) proteste e lamentele, accuse e reclami.
Dal sindaco del più piccolo comune di provincia al Chiamparino presidente dell'Anci, passando dal sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi: tutti ad annunciare tagli e maggiori sacrifici, a seminare panico tra i cittadini e l'opinione pubblica locale e nazionale.
Senza oneri, diciamo noi, ci sarà spazio per mettere in campo la fantasia, la curiosità, la sobrietà e il buonsenso. I sindaci e gli assessori dovranno necessariamente re-inventarsi altre strade, decisamente più virtuose, per tenere in piedi i bilanci, far funzionare i servizi, offrire risposte ai cittadini.
E' possibile, perché è già stato fatto: Cassinetta di Lugagnano (MI) – esempio più longevo e riuscito e capofila della campagna “Stop al consumo del territorio” - lo dimostra, così come tanti altri comuni che in questi anni hanno tagliato costi e spese facendo efficienza energetica, introducendo la raccolta domiciliare porta a porta, evitando spese inutili...
La speranza è che questa scelta del Governo non si trasformi nella conversione dal decreto in Legge in qualcosa d'altro, anche a seguito delle pressioni che nelle prossime settimane saranno sostenute da sindaci, governatori, imprenditori e affaristi.
Stefano Romboli Cittadini Ecologisti
29 dicembre 2010
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