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La crisi del Livorno e la crisi di Livorno

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Livorno_pisa_3_dic_19783 dicembre 1978. Si gioca una partita sentitissima all'Armando Picchi. Non solo per la classifica ma anche per la storica rivalità tra tifoserie. E' infatti il giorno di Livorno-Pisa. Lo stadio è stracolmo I neroazzurri vinceranno 1-0 con rete di Barbana alla fine del primo tempo.

3 dicembre 2011.  33 anni dopo si gioca una partita sentitissima all'Armando Picchi. E' il giorno di Livorno-Verona, partita che si presenta da sola, con i gialloblù allenati dall'odiatissmo Mandorlini. Partita sentita alla maniera di oggi: stadio semivuoto, cori che rimbombano nello spazio grigio e spettrale del Picchi. Vincono i veronesi per 2-0.

Il gioco delle coincidenze legate alle date ci permette di fare qualche paragone. Allora, 33 anni fa, la gente non riusciva a lasciare lo stadio dopo la sconfitta. C'era un patrimonio di pubblico, di passione, di epica popolare che avrebbe resistito in tutte le successive gravi crisi dell'Unione. Nel quindicennio successivo il Livorno riuscì a fallire tre volte ritrovandosi in Eccellenza. Quando uno storico Livorno-Staggia fece più gente allo stadio di quasi tutte le partite di di B di quest'ultimo biennio. Il Livorno non è mai stato solo in tutto questo quindicennio. Non appena la squadra dava segni di vita, la gente c'era. E tanta.

Oggi, con una situazione sociale ammutolita, disgregata,impaurita non sappiamo se il Livorno, inteso come attaccamento della popolazione labronica alla squadra, riuscirebbe a resistere a due-tre anni di grave crisi.
Siamo nella classica situazione in cui la crisi della squadra rispecchia quella della città. Con delle "dirigenze", sportive e politiche, che hanno separato il destino dei loro profitti da quello dell'istituzione che governano, che guadagnano proprio a prescindere dalla crisi. E con una città che non sa premere per risolverla.
Durerà? Non possiamo saperlo. Di certo il Livorno e Livorno non sono ciò che vediamo oggi.

(red) 3 dicembre 2011

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