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La Cultura e i progetti milionari del Comune

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In questi ultimi giorni Il Tirreno si è accorto che Villa Maria è in totale abbandono. Dall'amministrazione comunale rispondono che entro un anno partirà la riqualificazione, la solita risposta con una data casuale tanto per buttare la palla in calcio d'angolo. Riproponiamo un articolo uscito sul cartaceo di Senza Soste dello scorso dicembre in cui viene spiegato come sono morti i progetti previsti per Villa Maria. red. 13 marzo 2011

La Cultura e i progetti milionari del Comune

villa_maria_fuoriAnche se parliamo di cultura, iniziamo il discorso dai soldi, anzi dai bilanci comunali o meglio dal Piano Esecutivo di Gestione del Comune, detto PEG, per l’anno 2010: ora mi perdonino i lettori, ma non sono in grado di tradurre il linguaggio finanziario-politichese del PEG in linguaggio corrente, quindi devo riferire che la cultura fa parte del Centro di Responsabilità 38, il quale Centro di Responsabilità ha una Responsabile la quale, fra le varie Finalità, ha quella di “trasferire base dati di beni culturali, museali, archivistici nel nuovo software Open Library, per ottenere una piattaforma di interrogazione trasversale su tutti i beni culturali con una interrogabilità completa ed efficace a disposizione dell’utenza.” Non solo, ma dovrà “digitalizzare un lotto di manoscritti e periodici, al fine di garantire una migliore conservazione, tutela e fruizione del patrimonio conservato nelle diverse sedi della Biblioteca Labronica”. Ancora, obiettivo finale è “il mantenimento del livello qualitativo e quantitativo delle attività relative ai servizi bibliotecari e museali”. Nel PEG 2010 sono assegnati alla Cultura 3 milioni di euro, di cui però 1.700.000 solo per la fondazione Goldoni. La Responsabile del Centro di Responsabilità 38 è impegnata in un’impresa sovrumana: le stesse cose avrebbe dovuto attuarle il Responsabile precedente del 2008, il quale peraltro aveva a disposizione 6.700.000 euro di spese correnti e 10.000.000 per investimenti Ancora meglio andavano le cose nel non lontano 2002, quando il Responsabile dell’Unità Organizzativa Servizi Bibliotecari, Museali e Culturali lanciò il progetto METAOPAC per i beni culturali. Sintetizzo il pondereso progetto di 20 pagine: l’obiettivo era fin d’allora la consultazione on line delle tipologie di beni culturali consentendo un notevole incremento della capacità di interrogazione da parte di cittadini comuni e di utenti professionali, era previsto un miglioramento funzionale organizzativo in quanto si forniva uno standard informatizzato agli Enti Culturali, l’aspetto tecnologico prevedeva un ampliamento dell’hardware e del software, il piano di lavoro prevedeva la collaborazione con la ditta Nexus, la descrizione del prodotto (deliverable) riguardava l’utilizzo sperimentale del software Meta Easy, la gestione del progetto era affidata al Comune di Livorno, il piano di esercizio, fra costi interni e esterni,era di poco più di 4.000.000 di euro fra il 2003 e 2004. Infine il beneficio derivante dalla realizzazione del progetto doveva essere a vantaggio di comuni cittadini, di specialisti della materia, di cultori d’arte, e di tutti gli Enti preposti alla salvaguardia e alla tutela dei beni culturali. Il progetto METAOPAC, molto ambizioso, prevedeva fra l’altro la messa in rete dei beni culturali della provincia di Livorno, delle collezioni di incisioni e stampe, della collezione di fotografie del Centro di documentazione visiva di Villa Maria, il censimento dell’editoria e degli stampatori livornesi, e il censimento dei monumenti cittadini. Guardando in rete ci accorgiamo che, lungi dall’essere completato, il progetto dà notizie parziali e frammentarie, per di più l’ultimo aggiornamento, molto modesto, è del 2007 e il tutto sembra abbandonato.

villa_maria_interniIn questi 10 anni dunque si è molto lavorato, speso e magnificato per la Cultura, pensando davvero in grande, tuttavia il normale studioso e/o studente non si muove bene oggi a Livorno: in pratica quasi solamente i libri sono schedati e il loro catalogo è consultabile in rete, ma i tempi per la consultazione si sono allungati. Per esempio il Centro di Documentazione Visiva di Villa Maria è stato chiuso, il materiale trasferito alla villa Fabbricotti e può essere consultato solo se già sappiamo in partenza quale carta o stampa vedere, per di più le stampe non sono catalogate on line. Farraginoso è anche il sistema di consultazione di alcuni libri: si fa la richiesta e si aspetta che dal deposito di via Roma, con un mezzo ecologico, il libro arrivi; se volessimo, risalendo da indicazione bibliografica a indicazione bibliografica, chiedere più libri, i tempi di consultazione diventerebbero giorni o settimane. Sappiamo anche che il complicato sistema di collocazione dei libri, in scaffali alti come un  edificio di tre piani, è fuori uso e forse gli scaffali sono crollati, dopo solo due anni dall’inaugurazione.

Così, tra velleitarismi, ambizioni, progetti non attuati e ripetuti, a volte anche ricominciando da capo, come sembra nell’ultimo progetto del PEG 2010, l’accesso al ricchissimo patrimonio culturale è per pochi ostinati e nostalgici studiosi. Proprio il contrario di quanto proclamato dal Centro di Responsabilità 38 del PEG 2010.

Rosa Arienti

tratto da Senza Soste n.55 (dicembre 2010)

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