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La Fortezza perduta di Virzì

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 fortezza_bruciaDomenica 21 agosto sulle pagine de Il Tirreno, il regista Paolo Virzì firma una sorta di racconto della sua visita sull’Isola di Gorgona, volendo intervenire a proposito del carcere che rischia di morire. Ad un certo punto si sofferma (a ragione) sul degrado dell’antica Torre Vecchia, di origine duecentesca, e ciò innesca la seguente parentesi:

Ma forse ci siamo abituati a scempi anche peggiori, ci siamo abituati a tutto. Sulla costa nord ovest, miracolosamente in equilibrio su uno strapiombo, c’è una torre del milleduecento, la Torre Pisana, o Torre Vecchia. Costruita per tener d’occhio il mare verso la Corsica e per prevenire dalle incursioni dei pirati, una meraviglia di architettura medievale, oggi cade a pezzi. L’anno scorso è franato il tetto, presto crollerà anche il resto, e con lei la memoria di storie e persone di un’epoca nella quale la città di Livorno ancora non era stata neanche immaginata. Ingenuamente mi è venuto da chiedere: ma come? E’ l’edificio più antico del Comune di Livorno e nessuno fa nulla? Poi mi è venuto a mente che nel cuore della città c’è un’antica fortezza, che deriva da un disegno buontalentiano e che divenne la Fortezza Nuova grazie al lavoro di ingegneri come il Cogorano e il Pieroni. Quando andavo al liceo era un bellissimo parco pubblico, che ospitava feste, assemblee, concerti. Le mamme ci portavano i bimbi a giocare, al fresco dei pini. Adesso è chiusa da qualche anno e sta crollando. Non risulta che ci sia un progetto, non ho letto da nessuna parte di un’iniziativa per restaurarla, o almeno per metterla in sicurezza e restituirla alla città. Sembra che ci siamo tutti rassegnati, con indolenza e fatalismo, all’abbrutimento e al degrado. Ma speriamo che questi miei sian solo pensieracci d’agosto. Speriamo che Gorgona non chiuda, che il sogno illuminista non muoia. E speriamo che anche Livorno non sia condannata al destino di torpore che in questi giorni mi è sembrato di avvertire, qui come altrove [..]. (© RIPRODUZIONE RISERVATA)

Nei giorni successivi Il Tirreno dedica ampio spazio proprio alla Fortezza Nuova affidandosi alle indagini di Juna “Wonderland” Goti, che per due, tre giorni ha deliziato gli attempati e agonizzanti lettori del quotidiano di Viale Alfieri con la sua sentita prosa. Assessori, funzionari e politici vari son sempre li che non dormono a causa delle sue insistenti e ficcanti domande su cause e responsabilità di tanto scempio ed abbandono.

E via che parte il dibattito in un susseguirsi di commenti ed interventi, da Frontera a Matteoni, dal Tredici al Giannini (quest’ultimo ancora una volta inviperito con le scelte della maggioranza ma che si ostina a farne parte). Ognuno dice la sua, ma tutti concordi nel ringraziare Virzì. Perché grazie a lui si torna a parlare dello scempio della Fortezza Nuova, perché come scrive Virzì “Sembra che ci siamo tutti rassegnati, con indolenza e fatalismo, all’abbrutimento e al degrado”. Già perché ci volevano le “ferie d’agosto” di Virzì ed un suo intervento sulla Gorgona per ricordarsi della Fortezza. Perché a leggere Il Tirreno sembra che nessuno se ne sia mai occupato.

Peccato che giusto un mese prima delle indignate pagine della Goti, il 22 e 23 luglio la Fortezza Nuova sia stata animata dalla due giorni di Livorno Brucia! iniziativa firmata dall'assemblea spazi sociali per denunciare la necessità e il bisogno, a fronte di una gestione inesistente da parte dell'amministrazione comunale, di riappropriarsi di luoghi e beni comuni, come del resto da noi segnalato in apposito articolo (Fortezza brucia! Due giorni di occupazione per la riapproprazione degli spazi abbandonati ). Senza dimenticare l’annuale evento di fine aprile inizio maggio de Fortezza dal Basso inaugurato con un esplicito striscione esposto sulle mura e rivolto alla città: "Fortezza bene comune" in riferimento alla battaglia ormai più che decennale dei movimenti cittadini e dei centri sociali circa la riapertura della Fortezza Nuova e un suo uso pubblico.

Ma nei giorni successivi a quegli eventi evidentemente a nessuno è venuta voglia di aprire il dibattito sulla Fortezza, figuriamosi: giusto lo spazio a qualche lettore guardacaso infastidito dalla musica e dal rumore o l’invenzione di fantomatici rave party. E sfortunatamente in quei giorni Virzì non era a Livorno e comunque poverino a Virzì nessuno ha raccontato che in realtà a Livorno qualcuno che pensa alla Fortezza c’è. Mica è colpa sua.. Mica vive la città.

Perché se la vivesse saprebbe che il dibattito sulla Fortezza da più di dieci anni è tenuto vivo, peccato non dal suo partito, ma dall’area antagonista, con manifestazioni, iniziative, assemblee pubbliche, occupazioni, volantini, documenti. Che Il Tirreno non se ne ricordi o non ne abbia mai dato grande conto non vuol dire che le cose a Livorno non accadono. Se consiglieri comunali, assessori, ex assessori, politici vari, cittadini impegnati si dimenticano di questi dieci anni e si svegliano solo destati dall’ormai retorico amarcord virziziano dimostrano quanto siano ormai integrati ed assuefatti nella mera dimensione spettacolare e lontani anni luci dai concetti come critica e politica.

fortezzaDieci anni e passa che si sono incrociati con infiniti proclami, annunci, inaugurazioni, chiusure. Anni di pessima gestione e di totale abbandono politico da parte dell’amministrazione. Ricordiamo come nel maggio del 2003 gli organizzatori della Festa per i diritti, confederazione Cobas, Rifondazione Comunista, il Csoa Godzilla e il Livorno Social Forum, denunciarono il degrado, l’abbandono e la cattiva gestione degli spazi della Fortezza, Sala degli Archi in particolare (sempre nel 2003 tra gennaio e febbraio viene negata con scuse varie la sala per due eventi promossi da Social Forum e Prc). Lo stesso Godzilla torna sulla questione nel giugno dello stesso anno costringendo l’allora assessore Baldi a rilasciare dichiarazioni in merito: «Nella Fortezza Nuova a settembre partirà un programma di lavori di sistemazione e di recupero e a seguito di questo sarà definito un modello d’uso al quale tutti dovranno adeguarsi perchè la libertà è anche rispetto dei limiti di salvaguardia delle persone e delle cose».

A queste belle parole del giugno 2003 si passa direttamente all’8 novembre 2004, giorno in cui la Fortezza viene chiusa al pubblico con l’insediamento dl cantiere per i lavori di «risanamento» dell’imponente fortificazione cinquecentesca. I lavori si dice dureranno 6 mesi e prevedono il recupero architettonico della sala degli archi, (destinata ad ospitare eventi culturali e spettacolari), che verrà isolata dalle infiltrazioni piovane, dotata di un nuovo pavimento e di nuovi impianti termici e di condizionamento. Saranno inoltre realizzati tutti gli interventi necessari per l’abbattimento delle barriere architettoniche di accesso alla sala. La sala degli archi sarà affiancata inoltre da un nuovo corpo, collegato alla stessa sala, dove verranno collocati i servizi igienici, anche per disabili. Spesa: 329.069,72 euro.

Poi grazie a Doc, Marty McFly e alla mitica DeLorean arriviamo al 19 settembre 2006 (6 mesi una sega…), giorno della riapertura.«La Fortezza Nuova - ha commentato Massimo Guantini, assessore comunale alle Culture - è la fortezza dove hanno combattuto i patrioti, la fortezza delle baracche, dove trovarono alloggio i livornesi dopo al seconda Guerra Mondiale, la fortezza di tutti i cittadini e dei bambini, che nel grande parco circostante potranno tornare a giocare». In realtà è stata bonificata e restaurata proprio la Sala degli Archi, più la predisposizione di servizi igienici accessibili anche dall’esterno, in modo da essere fruibili anche dai frequentatori del parco circostante. Ad ogni modo quel giorno dell’inaugurazione il movimento volantinò rivendicando la riapertura di tutta la Fortezza e soprattutto il mantenimento della sua vocazione di spazio pubblico aperto e libero. Naturalmente nel maggio 2007 gli stessi che volantinarono erano tra coloro che dettero vita, non senza fatica e nonostante l’ostruzionismo dell’amministrazione alla Sagra del Precario. Chissà se la stessa fatica fu necessaria qualche settimana dopo, il 18 agosto, a Paolino Ruffini che nella Fortezza ci fece addirittura la festa di matrimonio con tanto di buttafuori all’ingresso (il buon Volpi dei Verdi ci fece anche un’interpellanza in Consiglio Comunale per chiedere su quali criteri si apriva e chiudeva a caso la Fortezza).

Forse per pulirsi il culo sudicio a luglio l’amministrazione, per bocca del solito assessore Guantini, aveva annuncia che ripartivano i lavori: Per il completamento di questo secondo lotto di lavori sono stati stanziati 186mila euro.

Ma cosa resta di questi interventi degli uomini e funzionari del primo mandato Cosimi? Quanto hanno fruttato i soldi investiti? Nessuno evidentemente, ne Virzì, ne quelli del Tirreno, s’è posto queste domande. Fatto sta che Cosimi viene rieletto per un secondo mandato con le elezioni del giugno 2009 dopo aver chiuso i battenti alla Fortezza nel gennaio dello stesso anno, messo sotto pressione dagli articoli del Tirreno che denunciava un raid vandalico proprio nella Sala degli Archi.

Perché al Tirreno Cosimi ci tiene: e non a caso affida l’assessorato alla cultura e quindi anche la questione Fortezza a Mario Tredici.
Lo stesso Tredici che nel dicembre 2010 dichiarava che la Fortezza avrebbe riaperto i battenti entro il mese di luglio Un investimento pari a 200mila euro: cifra che, ha spiegato l’assessore Tredici, «il Comune è riuscito a trovare e che sarà necessaria per alcuni lavori all’interno della Fortezza Nuova. Lavori che si concentreranno sulla sala degli Archi e le zone limitrofe».

fortezza_brucia_2Ovviamente a luglio 2011, data preventivata dall’Amministrazione Cosimi (a cui Virzì vuole tanto bene), la Fortezza è stata riaperta: ma come già detto non perché una promessa politica si era trasformata in un fatto, ma perché il movimento l’ha rioccupata e liberata per due giorni.E figuratevi se qualche giornalista è andato a chiedere conto a Tredici delle promesse del 2010. Da ricordare invece come “Il Quartiere”, il giornalino realizzato dal Chico Malo, ricordò nel maggio 2011 quanto fosse sentita da parte degli abitanti della zona Garibaldi la riapertura del parco della Fortezza.

Morale dopo quasi dieci anni di amministrazione e dopo quasi due mandati Cosimi siamo sempre a parlare della prossima riapertura della beata Sala degli Archi (alla grazie della Reggia di Caserta.. ma questa gente evidentemente non sa gestire nemmeno un cortile di condominio, figurati monumenti), forse entro l’estate del 2012. per il resto dice non ci siano soldi. Bella gara, bravi si. Ovviamente mai nessuno che si dimetta. È sempre colpa di qualcun’altro. Anche perché non è che la gente a Livorno rincotta dal sole e dal Tirreno sia molto reattiva ed attenta nel provare a fare uno+uno.

Ma come ci ha insegnato J.J. Rousseau "Pensare è un'arte che s’impara come tutte le altre e anche con maggiore difficoltà"

 

Per senza soste.it
Lucio Baoprati

ps: ma alla fine, dato che tutto è partito di li, nessuno si esprime sulla Vecchia Torre della Gorgona?


 

Già che ci siamo pubblichiamo di seguito anche un nostro vecchio articolo di fine 2006 su cui intervenimmo come Senza Soste, tante volte qualcuno se lo fosse dimenticato.

Fortezza Nuova, idee vecchie

Come molti sapranno da qualche mese è riaperta la Fortezza Nuova. Occasione è stata l’inaugurazione in pompa magna da parte delle autorità cittadine della Sala degli Archi, completamente ristrutturata. C’è ora da vedere, ed è questo un punto importante della questione,  in merito al quale chiamiamo i lettori a riflettere e prendere posizione, come la Fortezza Nuova ed i suoi spazi interni (Sala degli archi compresa) saranno gestiti. O meglio, da chi: dal pubblico o dal privato?
Ormai da tempo l’amministrazione locale, incapace, vuoi per penuria di risorse, ma anche per penuria di idee e prospettive, di gestire direttamente il recupero di alcuni spazi (architettonici ed urbanistici) della città, affida questo compito a soggetti privati, innescando un processo di privatizzazione di fatto del bene pubblico (processo già avviato con le privatizzazione delle municipalizzate, compresa l’azienda che gestisce i servizi idrici: l’acqua insomma, che dovrebbe essere un bene pubblico e di pertinenza pubblica per eccellenza).
E siccome la formula sembra funzionare (diciamo sembra, perché dovremo verificare in realtà i rispettivi bilanci di gestione), e ci riferiamo al modello Fortezza Vecchia, l’istinto da parte del Comune è quello di riprodurre all’infinito questa formula. Tanto che un anno fa l’assessore Guantini congratulandosi con questa esperienza, parlava ripetere il modello anche per la gestione della Fortezza Nuova.
Ad un anno di distanza lo stesso Guantini, sembra aver corretto leggermente il tiro, ipotizzando per la Fortezza Nuova una gestione di un soggetto misto pubblico-privato, mantenendo aperto il parco per i cittadini, e coinvolgendo i soggetti associativi della città. Questo crediamo grazie alla pressione costante dei centri sociali, comitati e collettivi di cittadini che hanno denunciato prima la chiusura e l’abbandono della Fortezza e poi l’ipotesi di una consegna al privato di turno: gli stessi che da circa un decennio hanno animato con feste popolari, iniziative politiche, concerti e manifestazioni culturali di recupero della memoria storica (come per il 25 aprile, il 1° maggio, o per la Coppa Barontini) i bastioni ed i prati di uno dei luoghi più belli e suggestivi della città. Gli stessi che continueranno in ogni modo a rivendicarne l’accesso e l’uso, libero e gratutito, anche per il futuro, quale che sarà la gestione definitiva. Ciò è stato detto chiaramente in un volantino all’inaugurazione della Sala degli Archi dove si è denunciata la deriva di privatizzazione degli spazi della città.
Il Sindaco dal canto suo ha detto pubblicamente che il Comune non intende essere prono nei confronti dei privati. Affermazione d’intenti forte e colorita, non c’è che dire. Ma tra il dire e il fare, come si dice, c’è di mezzo…
Cosa farà la differenza nello scegliere il modello privato o tornare e ripensare ad un modello pubblico? O meglio, chi farà la differenza? Voi naturalmente, noi tutti, ancora una volta, di nuovo insieme.

 


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