La Stampa di Torino ha seguito dettaglio per dettaglio la vicenda dei lavoratori della ex-Bertone di Grugliasco.Secondo l'articolo di Marina Cassi, che riportiamo in fondo, un fondo sovrano indiano sta per acquisire la maggioranza delle azioni della De Tomaso. Si è così subito posto il problema del destino della produzione in Italia. Secondo La Stampa potrebbe saltare la produzione a Grugliasco ma non a Livorno e a Termini Imerese.
Meno possibilista è il Corriere della Sera che come l'Ansa, laconicamente, riporta che le nuove strategie industriali (a quel punto decise dal socio indiano) verranno comunicate entro settembre.
Autoinsight, che si occupa del mondo dell'automobile, parla di un complessivo ridimensionamento del progetto.
A questo punto è chiara una cosa: istituzioni e sindacati toscani devono velocemente uscire dal torpore estivo e farsi sentire. Meglio se coordinati con il Piemonte, assumendo così maggior potere contrattuale.
Altrimenti il rischio si concretizza nel vedersi recapitare una mail, dal Maharashtra o dal Gujarat, dove il fondo sovrano comunica di aver preso le proprie decisioni magarsi spostando la produzione in qualche zona di supersfruttamento.
L'altro rischio è quello di veder rinegoziare le condizioni di lavoro dello stabilimento livornese in stile indiano.
Fantascienza? Ricordiamo una storia vera che il PD livornese non vuol sentirsi raccontare. Un ora di lavoro di call center a Livorno costa quanto a Tirana: 3 euro.
Un interinale al porto a Livorno può prendere quanto un suo omologo di Casablanca. Sempre con minore potere di acquisto. L'alternativa allo spostamento della produzione De Tomaso in Asia può essere l'imposizione di modi e salari di lavoro che rappresentano una secca regressione del vivere civile.
(red) 25 agosto 2011
fonti
La Stampa
Corriere
Ansa
Autoinsight
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