3 euro all’ora nel call center
Intervista ad un operatore che lavora in un call center al piano di sopra della sede della Cgil a Porta a Terra
Al sesto piano del grattacielo della sede provinciale della CGIL Livorno, si trova la società Starweb, un call center che opera per conto di Fastweb. I lavoratori e le lavoratrici, in barba ad anni di lotte e normative nazionali che hanno disciplinato il settore, lavorano con contratti a progetto per 3 euro l'ora.
Smascherato l'immobilismo vergognoso della CGIL, come collettivo “Livorno precaria” siamo entrati in contatto con un lavoratore che ci ha concesso un'intervista.
In quale azienda lavori?
Lavoro in un callcenter di Livorno situato nel palazzo della CGIL in via Giotto Ciardi n°8, come operatore outbound. La sede è appartenente alla ditta Starweb di Torino. A detta del contratto non dovremo vendere niente, ma prendere appuntamenti a domicilio gratuiti e senza impegno per dei consulenti i quali vendono dei servizi, ma avvolte capita che alcuni collaboratori riescano a fare il contratto per telefono.
Quante persone lavorano per questa compagnia?
All’incirca saremo, fra operatori (sia residenziali che aziendali) che principali un 30-40 persone.
Quali sono le vostre condizoni di lavoro?
Siamo tutti assunti con contratto a progetto, lavoriamo dal lunedì al venerdì e a volte anche il sabato. Gli orari sono prestabiliti e ci vengono comunicati dai principali il primo giorno di lavoro e modificati se il collaboratore è bravo nel corso del mese. Gli orari lavorativi sono divisi in turni: dalle 12:00 alle 15:00 o dalle 12:30 alle 15:30 e dalle 18:00 alle 21:00 o dalle 18:30 alle 21:30. durante la settimana, le nostre principali richiedono la disponibilità, se ci è possibile, a lavorare anche il sabato con l’orario che va dalle 12:00 alle 15:00 o dalle 12:30 alle 15:30 più o meno. Va detto che nel contratto viene specificato che il collaboratore può scegliere i giorni e gli orari in cui operare nella fascia oraria tra le 9:00 e le 21:00 dal Lunedì al Venerdì. Durante i turni abbiamo una pausa di 10-15 minuti che avviene intorno alle 19:00\19:30 all’incirca. Mentre per quanto riguarda i pagamenti avvengono con acconti o con assegno il 15 di ogni mese successivo al mese della prestazione. Il compenso va, secondo il contratto, in base al raggiungimento o meno dei 3600 contatti utili (contatto telefonico con un potenziale acquirente del quale il collaboratore rileva la disponibilità ad ascoltare la formulazione di una proposta) ed ovviamente gli appuntamenti presi i quali con il raggiungimento dei 25 appuntamenti scatta il “premio” e dovrebbero esser pagati 10 euro l’uno. I pagamenti variano in base ai turni di lavoro, chi fa il doppio turno ha la possibilità di prendere il fisso mensile di 320 euro, ma sono sempre troppo bassi e non corrispondono praticamente mai al lavoro eseguito. Praticamente dovremo prendere 4 euro l’ora, togliendo poi dal totale lordo le tasse percepiamo più o meno 3 euro e qualcosa netti l’ora. La spiegazione dataci dai datori di lavoro è che per ottenere il fisso di 320 euro bisogna lavorare in un doppio turno di 3 ore e mezzo (ma i turni sono di 3 ore).
Nella tua situazione ci sono anche altri lavoratori?
Tutti i lavoratori all’interno del call center sono più o meno nelle stesse condizioni .
Avete mai fatto proteste?
Solo una volta abbiamo deciso di fare sciopero, cioè tutti hanno deciso di non andare a lavoro contemporaneamente.
Qual è l’età media dei lavoratori?
Tra i 18 e i 40-50 anni.
Come fai a sopravvivere se guadagni così poco?
Molti lavoratori rimangono perché non riescono a trovare altro, altri tipo studenti delle superiori e universitari lo usano per racimolare un poco di soldini per pagarsi l’università o comunque le varie spese che hanno mentre altri ancora con lo stipendio che prendono arrotondano lo stipendio del partner.
Perché continuate a lavorare lì?
Perché non è facile di questi tempi trovarsi un altro lavoro.
Il 6 maggio ci sarà lo sciopero generale di 4 ore della Cgil fra i cui punti c’è “Ridare fiducia ai giovani”. Per te è sufficiente?
No che non è sufficiente, come può esserlo? Non basta uno sciopero di 4 ore per “ridare fiducia ai giovani”, purtroppo la condizione di precarietà è centrale nella società attuale e non credo che uno sciopero basti. Bisogna anche pensare a quelle persone che lavorano in nero o che son disoccupate o comunque assunte con contratti a progetto, scioperare diventa utile solo se viene fatto uno sciopero di massa della sede in cui lavorano. Ciò che è necessario fare è assicurare ai lavoratori un contratto regolare con uno stipendio adeguato ed il mantenimento dei propri diritti. La sede dove lavoriamo dista un piano dalla sede della CGIL eppure non ho mai visto, neanche in ascensore che spesso capita di prendere insieme, un sindacalista della CGIL che ci chiedesse o comunque ci informasse di ciò che potevamo fare per far si che i nostri diritti fossero rispettati.
Livorno Precaria
9 aprile 2011
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