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Livorno, 400 operai in piazza per dire NO alla riforma Monti-Fornero

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Buona risposta della Livorno operaia. Ma i sindacalisti Cgil spengono ogni fuoco

sciopero_livorno_incrocio_carducciGli operai delle grandi fabbriche livornesi hanno risposto presente e hanno dato vita a un bel corteo che ha portato per le vie di Livorno un unico grido: "No alla riforma Monti-Fornero. No alla modifica dell'art.18".

Il corteo partito dalla zona di Porta a Terra verso le 9 si è diretto verso la stazione centrale forte di almeno 400 operai provenienti dalle maggiori fabbriche di componentistica auto, dal cantiere navale e dal petrolchimico e dalle aziende satellite. In corteo tutte le Rsu aziendali dalla Cisl ai Cobas.

Prima tappa alla stazione dove il corteo ha sostato sui binari una ventina di minuti prima che il segretario Cgil suonasse la ritirata sotto la minaccia di denuncia della Polfer.

Il corteo si è allora diretto verso viale Carducci dove è stato bloccato l'incrocio con l'Aurelia. Verso le 10.30 gli operai sono tornati verso Porta a Terra, provando però a dirigersi verso via Donnini per protestare sotto la sede del Pd. Ma anche in questo caso gli alfieri Cgil con il segretario Strazzullo (che a Livorno è sinonimo di Pd più che in altri luoghi, basti pensare che ogni dirigente Cgiellino si è presentato alle primarie del Pd 3 anni fa) hanno rimesso in carreggiata i ribelli.

sciopero_livorno_stazioneNel corteo si respirava un'aria strana. Soddisfazione per la risposta operaia ma anche frustrazione per un altro sciopero che avrà peso più in busta paga che nell'economia della battaglia per la difesa dei diritti. Molti invocavano lo sciopero generale dopo che le famose 8 ore di sciopero frazionato sono ormai quasi terminate.

C'è da dire che in città solo chimici e metalmeccanici hanno provato a dare una risposta a queste riforme epocali di pensioni, welafare e mercato del lavoro. Dalle altre categorie un silenzio preoccupante. Così come dalla città, che è rimasta parecchio fredda rispetto alle mobilitazioni e che come ogni volta non ha mancato di regalare al corteo qualche insofferenza al traffico e qualche personaggio che si sarebbe anche picchiato per rivendicare il proprio diritto a passare sopra i manifestanti con la propria auto.

L'ultima battuta a un esperto delgato Fiom che ha fatto un pezzo di corteo insieme a noi: "Se la gente non riesce a ribellarsi dopo queste riforme che colpiscono i lavoratori nei diritti, nella dignità e sulle pensioni allora vuol dire che c'è qualcosa che non torna".

Intanto il teatrino su art.18 e riforme continua senza che si faccia passi in avanti ma solo giochi di ruolo per far passare il disegno di legge. E venerdì a Livorno viene Ichino. In questo contesto sembra più una provocazione che un appuntamento politico.

Il video del corteo

red. 5 aprile 2012

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