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Livorno: a 65 anni, sfrattato, ora vive in una 500

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Numerosi commenti e dimostrazioni di affetto, ma anche appelli alle istituzioni perché aiutino Gino. Il racconto: "Lavoravo come cameriere in Accademia, mi sono indebitato per pagare l'affitto poi non ce l'ho più fatta"

La notizia lanciata da Quilivorno.it ripresa dal Corriere della Sera

salvatore_gino_picoccoLIVORNO - La storia di Salvatore Gino Picoco che all'età di 65 anni si ritrova a dormire nella sua Cinquecento dopo essere stato sfrattato ha colpito e sta facendo il giro del web. Addirittura la notizia è stata ripresa dal Corriere della Sera, edizione online, in un articolo (leggi qui). Una storia commovente che non è passata inosservata e che sta suscitando i commenti dei nostri lettori. C'è chi si chiede, ironicamente, dove sono Comune e Diocesi, perché cioè si mobilitino. Altri invece annunciano la loro disponibilità a sostenere Gino economicamente.  LA STORIA - Dorme in auto da mesi. Il calvario per Salvatore Gino Picoco, anni 65 - divorziato, senza figli, originario della Puglia ma livornese d'adozione (la famiglia si è trasferita in città quando lui aveva 7 mesi) - è iniziato il 22 luglio dello scorso anno, quando è stato sfrattato per morosità dalla casa di via Pellegrini, traversa di via Garibaldi. Così dal quel giorno dorme sulla sua Cinquecento blu. "Ha 17 anni, ma la devo tenere bene - dice - E' la mia casa".
Gino racconta che dal 22 luglio sino a metà novembre tutte le notti le ha passate in macchina, poi da fine novembre al 20 dicembre nel dormitorio di via Pellegrini. Da fine dicembre a metà marzo in albergo e da metà marzo a ora di nuovo in auto. Di tanto in tanto, in questi giorni, va a far visita alle due giovani coppie con figli che hanno occupato la ex circoscrizione 1 in via delle Sorgenti.

Link: Emergenza casa. Due famiglie occupano la vecchia sede abbandonata della Circoscrizione 1: il video

circ_1_occupazioneEd è qui che lo incontriamo.
Gino, e basta, come preferisce farsi chiamare, ora è in pensione. Ha lavorato come cameriere in Accademia. Dieci anni fa ha ottenuto dal Comune un contributo sull'affitto di 1750 euro. "ll primo e ultimo - spiega - Perciò per poter continuare a pagare il canone, 350 euro mensili, un po' mi hanno aiutato i miei amici, un po' mi sono dovuto indebitare".
Gino spiega di avere una pensione di mille euro circa e che 400 euro gli vanno via per pagare i debiti. Tra qualche giorno sarà un anno esatto da quando ha iniziato a dormire in macchina. Un anniversario amaro, ma che comunque non gli toglie il sorriso. "Vivo giorno per giorno - dice prima di risalire sulla sua Cinquecento - Per tenermi impegnato suono in una banda e ogni tanto mi capitano anche delle trasferte. A volte però le giornate non passano mai".

tratto da http://www.quilivorno.it

16 luglio 2011

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