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Livorno, il nuovo assessore all'urbanistica viene da una setta di fanatici del cemento

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La nomina di Mauro Grassi, direttore generale alla regione Toscana, chiude la fase politica della crisi della giunta Cosimi.
Naturalmente Grassi non viene dall'iperuranio ma è un uomo che fa parte di una setta toscana di adoratori del cemento che ha come maggiore officiante l'ex assessore alle infrastrutture della Regione Toscana, di rito dalemiano, Riccardo Conti. Il rito dalemiano nell'adorazione del cemento, a qualsiasi costo come oltre ogni evenienza e in spregio al territorio , è di tipo ecumenico. Per cui basta una setta simile anche se di differente colore politico , come quella di Matteoli, per unirsi e concordare le modalità del caldo rito della colata di cemento, dell'indizione della gara d'appalto, del project financing e della devastazione del territorio.
Da tempo Conti teorizza un "sistema integrato Toscana" di cui Livorno sarebbe parte terminale, sul lato della portualità, di indirizzi di export e di lavori finanziabili decisi a Firenze. Tutta roba la cui ricaduta occupazionale è minima, se paragonata ad altre economie locali attuabili con le stesse risorse, ma il profitto è tanto e per circoli esclusivi.
Grassi arriva quindi a Livorno come ballon d'essai per capire come questa setta di fanatici possa veramente mettere radici nella nostra città. Da "ambientalista del fare" e da "riformista del territorio", formule sinistre che racchiudono la pulsione nichilista alla devastazione dei territori da parte del fanatismo piddino, e da uomo di poche parole con i comitati di cittadini.
Pubblichiamo quindi, dal cartaceo n.62 di Senza Soste, qualcuna delle gesta dei vertici di questa setta. Che ha fatto dell'adorazione spasmodica della bretella autostradale, delle privatizzazioni, delle cementificazioni ragione di vita senza senso e senza prospettiva. Se visto con occhi umani, s'intende. (red) 18 settembre 2011

Tutti gli affari della Autostrade PD S.p.A.

autostrada_internaOra che il nuovo casello autostradale di Vada è aperto, l’inutilità di questa nuova colata di asfalto è sotto gli occhi di tutti, e non è neanche assicurata l’esenzione dal pedaggio per i residenti.

Un’operazione assurda che si spiega solo ripercorrendo gli interessi trasversali di politici e imprenditori che da anni spingono per la costruzione della Tirrenica.

La SAT (Società Autostrada Tirrenica) nasce nel 1969 per costruire l’Autostrada Livorno-Civitavecchia. Ma nel 1997 è alla canna del gas: da quattro anni gestisce la Collesalvetti-Rosignano, che  nonostante il pedaggio esorbitante non dà gli introiti sperati. (1)

Il governo di centro-sinistra sospende la concessione per ulteriori lavori, ma regala alla società un finanziamento di 172 miliardi.

All’epoca con il Ministro dei Lavori Pubblici Di Pietro c’è il sottosegretario Antonio Bargone, amico e avvocato di D’Alema.

Alle elezioni del 2001 Bargone viene trombato, ma lo soccorre benevolmente l’assessore alle infrastrutture della Regione Toscana, Riccardo Conti (anche lui dalemiano), che gli affida un incarico di consulenza.

Contemporaneamente Bargone entra nel consiglio di amministrazione della SAT, la società che da sottosegretario aveva contribuito a salvare. Ne diventerà presidente.

Nel 2004 il governo di centro destra reintegra la SAT nel diritto di realizzare e gestire l’autostrada tirrenica..

I rapporti di Bargone con il centro destra sono idilliaci: quelli tra lui e Matteoli Repubblica li descrive addirittura come un “prodigioso affiatamento”.

E nel settembre 2009 il governo Berlusconi lo nomina -colpo di scena- commissario straordinario per l’autostrada Livorno-Civitavecchia.

Quindi come sottosegretario di un governo di centro sinistra Bargone approva un finanziamento a fondo perduto alla società di cui diventerà presidente, e su cui il governo di centrodestra lo incaricherà di vigilare!

Intanto Conti dopo le regionali 2010 non è più assessore, ma non sta con le mani in mano: è coordinatore nazionale del PD per le infrastrutture, e quindici giorni dopo aver lasciato l’incarico è già entrato nel consiglio di amministrazione del Fondo Italiano per le Infrastrutture, noto anche con la sigla “F2i”. Il presidente di F2i è Ettore Gotti Tedeschi, che è anche presidente della Banca Vaticana IOR e indagato per riciclaggio.

Si tratta di una finanziaria che investe i risparmi in azioni di società attive nei settori di porti, aeroporti, autostrade, interporti, ferrovie, reti di elettricità, gas e acqua, sanità, servizi pubblici locali e infrastrutture sociali ecc.”.

Gli affari vanno a gonfie vele: nel 2009 F2i aveva assicurato un rendimento del 15% sul capitale versato.

F2i ha quote anche in Iren, socio di maggioranza dell’Asa e implicata nell’affare offshore.

In poche parole il responsabile nazionale del PD per le infrastrutture, e assessore regionale “al ramo” per dieci anni, dirige una finanziaria che investe sulle infrastrutture.

Chi ha indicato Conti come consigliere di amministrazione di F2i ce lo dice lui stesso “La Fondazione Monte dei Paschi”.

Il 14 maggio scorso Autostrade per l’Italia (cioè Benetton) vende il 70% delle quote SAT. A chi? Ce lo dice Repubblica: “Banca Monte Paschi, Holcoa, Vianco (Vianini lavori del gruppo Caltagirone, il cui patron è a sua vola socio di Mps).

Holcoa è una società della Lega delle Cooperative, di cui fa parte anche l’Unipol (ve la ricorderete nella famosa intercettazione di  Fassino “abbiamo una banca!”).

Qual è il senso dell’operazione secondo Repubblica? “Arrivano la finanza e i costruttori “rossi” a spingere la realizzazione della Tirrenica. Lo fanno entrando massicciamente nel capitale di SAT (...) incagliata in opposizioni municipali e ambientaliste, pastoie e problemi finanziari che la nuova compagine, tra l’altro più vicina al territorio e alla politica locale, sembra poter almeno in parte risolvere”.

Quindi Repubblica, notoriamente vicina al PD, scrive candidamente che l’acquisto della SAT da parte di imprenditori legati al centro sinistra appianerà ogni opposizione delle amministrazioni locali  di centro sinistra alla realizzazione dell’Autostrada Tirrenica. Alla faccia dell’autonomia della politica!

Anche Riccardo Conti, non c’è bisogno di sottolinearlo, ha ottimi rapporti con il gerarca cecinese Matteoli. Come del resto il “governatore” Rossi, che Matteoli ha ringraziato pubblicamente “per gli eccellenti rapporti istituzionali che hanno permesso la realizzazione [della Tirrenica]”. E per il futuro, l’accoppiata Rossi-Matteoli ha già previsto la privatizzazione delle principali arterie regionali (Fi-Pi-Li e Autopalio).

Ciro Bilardi - tratto da Senza Soste n.62 (luglio-agosto 2011)

(1) Nel 1997 la società è ancora pubblica. Le autostrade verranno privatizzate nel 1999 dal governo D’Alema

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