In 500 hanno attraversato il centro di Livorno durante lo sciopero generale indetto dai sindacati di base (Cobas, Usb e Unicobas) e organizzato da Comitato per il diritto al lavoro, studenti e movimento. In cima al corteo uno striscione unitario di solidarietà alle lotte dei metalmeccanici e un disegno che riprendeva la lotta dei metalmeccanici di Mirafiori e Pomigliano. Nutrita anche la rappresentanza degli studenti sempre in mobilitazione contro i decreti Gelmini.
Il corteo dopo aver attraversato il centro cittadino doveva concludersi in piazza Grande ma fin dalla partenza è stato deciso di finire in piazza del Municipio dove c'era un grosso presidio dei lavoratori Atl che questa mattina hanno bloccato l'uscita degli autobus e proclamato uno sciopero spontaneo. Girando per la città infatti il clima era quasi surreale. Molta meno gente del solito camminava sui marciapiedi e per la strada solo file di auto e nessun autobus.
Il corteo è poi entrato in paizza del Municipio fra gli applausi dei dipendenti Atl che erano arrivati davanti al Comune in corteo dal deposito di via Mayer.
La manifestazione si è poi conclusa sotto le scalinate del Comune dove i lavoratori hanno preso la parola sostenendo lo sciopero metalmeccanici ma anche mettendo in guardia tutte le altre categorie dove, su territori in crisi come i nostri, i metodi Marchionne sono all'ordine del giorno e il ricatto è il mezzo preferito dalle aziende. Moltio interessanti le testimonianze dei lavoratori Asa e di una lavoratrice di People Care che ha denunciato la flessibilizzazione selvaggia che stanno portando avanti all'interno del call center di Guasticce. Poi è stata la volta di studenti medi e universitari.
Infine l'intervento di un lavoratore Atl che ha denunciato la situazione dramammatica che stanno vivendo all'interno dell'azienda con decine di stagionali e precari già a casa e 70 lavoratori che sono considerati in esubero. E anche per chi rimane viene messo in discussione il contratto integrativo, senza contare i disservizi ai cittadini verso quello che è un diritto in piena regola cioè la mobilità urbana. Qualcuno fra gli autisti che ascoltavano il collega ha detto: "Stanno preparando la privatizzazione. Ci levano l'integrativo e snelliscono il personale almeno siamo più appetibili per un investimento privato". Chissà che non sia vero...
A metà degli interventi uno spiacevole episodio. Un lavoratore Asa ha denunciato al microfono che la polizia non voleva far posizionare gli striscioni dei lavoratori Asa e Atl sulle scalinate del Comune definendo questo atteggiamento "vergognoso". Una cinquantina di manifestanti allora con gli striscioni in mano hanno cercato di forzare il blocco della polizia, riuscendoci e posizionando gli striscioni insieme ai lavoratori di fornte allo sconcerto delle persone che guardavano. Molti ci sono abituati ma vedere certi comportamenti della polizia per molti è stata una novità. E pensare che a giudare questa inutile azione poliziesca c'erano proprio i dirigenti della questura di Livorno.
red. 27 gennaio 2011
Di seguito i comunicati delle organizzazioni politiche e sindacali
BUONA ADESIONE ALLO SCIOPERO GENERALE DI OGGI E
PARTECIPATA MANIFESTAZIONE A LIVORNO
Lo sciopero generale di oggi contro l’attacco ai diritti ed alle condizioni di vita dei lavoratori è ben riuscito al Livorno dove numerosi lavoratori hanno incrociato le braccia ed hanno partecipato al corteo che si è snodato per le vie del centro concludendosi davanti al comune dove ci attendevano i lavoratori dell’ATL, scesi anch’essi in sciopero ed in piazza per protestare contro i tagli che stanno colpendo l’azienda tranviaria.
Allo sciopero GENERALE indetto da CIB-UNICOBAS, CONFEDERAZIONE COBAS E USB hanno di fatto partecipato moltissimi lavoratori anche appartenenti ad altre sigle sindacali. Molto elevata l’adesione allo sciopero in alcuni settori lavorativi , come ad esempio la scuola dove il 25% del personale ha scioperato ma anche all’ASA , alla Provincia, in Comune, all’Agenzia delle entrate, etc.
Alla manifestazione hanno partecipato numerosi anche gli studenti medi ed universitari e sono stati molto applauditi i loro interventi nell’assemblea di piazza finale davanti al Comune.
Notevole partecipazione anche dei lavoratori precari di vari settori, i più colpiti dalla politica dei tagli portata avanti dall’asse padronal-governativo.
La piazza ha raccolto l’appello fatto durante l’assemblea finale a riconvocarsi il 9 febbraio presso la sala sindacale del Comune alle ore 17,30 per proseguire il percorso verso nuove mobilitazioni e scioperi sempre più incisivi che vedano i lavoratori direttamente impegnati per migliorare le proprie condizioni di vita e di lavoro.
Comitato per il diritto al Lavoro
Hanno dato l’adesione ed organizzano la giornata di sciopero generale a Livorno: Confederazione Cobas, Confederazione USB Livorno, C.I.B.Unicobas, , Coordinamento studentesco Livornese. Coordinamento precari della scuola
hanno inoltre aderitio la CGIL che vogliamo di Livorno, L’Internazionale, Sinistra Critica, P.C.L., F.A.I., Collettivo Anarchico Libertario, Centro Politico 1921, Centro sociale Godzilla
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RIUSCITO LO SCIOPERO GENERALE COBAS
BUONA PARTECIPAZIONE ALLA MANIFESTAZIONE DI LIVORNO
Buona adesione allo sciopero di oggi, con il quale i Cobas rispondevano alla diffusa richiesta di sciopero generale di tutte le categorie del pubblico e privato in risposta agli attacchi padronali e ai ricatti schiavistici alla Marchionne , alle politiche neoliberiste del governo; contro i tagli, i licenziamenti e la progressiva distruzione dei beni comuni e dello stato sociale.
A Livorno sono scesi in piazza circa cinquecento persone: lavoratori di ogni settore -anche di altre sigle sindacali- precari e cassintegrati che assieme agli studenti medi e universitari hanno poi dato vita ad una assemblea pubblica sotto il palazzo comunale.
C'erano ad attenderci un centinaio di lavoratori dell'Atl, anche loro in sciopero contro i tagli al servizio e al personale dell'azienda.
Tra i settori in sciopero la scuola con un 25% circa di adesioni in Livorno e provincia,mobilitata contro i tagli all'organico e l'espulsione in massa dei precari, la diminuzione delle materie e delle ore di sostegno,l'aumento del numero di alunni per classe , il blocco dei contrattie degli scatti di anzianità e le deleterie “riforme” di scuola università .
Negli interventi che si sono avvicendati nell'assemblea finale la necessità di continuare il percorso di mobilitazione comune e di coordinare le lotte nella nostra provincia, Livorno,pesantemente colpita dalla crisi.
Confederazione Cobas Livorno
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Il nostro futuro non sarà precario!
Il Coordinamento Studentesco Livornese ha partecipato oggi alla manifestazione cittadina indetta dal Comitato di lotta per il lavoro e dai sindacati di base che hanno proclamato lo sciopero generale.
Numerosi studenti, da tutte le scuole di Livorno, hanno costituito uno spezzone nel corteo manifestando non solo la propria solidarietà ai lavoratori, ma affermando la necessità di unire le lotte contro gli attacchi padronali e le politiche del governo.
Oggi, al termine della manifestazione, mentre con centinaia di persone si stava svolgendo l'assemblea conclusiva del corteo, per l'ennesima volta ci è stato negato fisicamente di attaccare uno striscione sulle scale del comune. I lavoratori e gli studenti non hanno accettato questa ennesima provocazione, non si sono fatti intimorire e sono riusciti ad affermare la propria libertà di espressione salendo tutti sulle scale del comune.
Ancora una volta il sindaco Cosimi, mentre da una parte indice incontri con gli studenti per poterli ascoltare, affermando di sostenerli, blinda il municipio non accettando neanche che siano attaccati striscioni sulle scale del comune, luogo pubblico e pagato da ogni cittadino.
Oggi
gli studenti e i lavoratori livornesi, si sono uniti in questa giornata di sciopero per poter protestare, contro ogni taglio, ogni licenziamento, ogni sopruso che viene subito sia dai lavoratori che dagli studenti.
Perdita dei diritti, perdita di salario, sfruttamento lavorativo, precarietà, fino ad arrivare al ricatto fra disoccupazione e schiavitù totale.
Quanto subiscono migliaia di lavoratori e lavoratrici, è parallelo a quello che viene imposto a studenti e studentesse medi ed universitari, attraverso le riforme degli ultimi anni. il declino della scuola pubblica è sempre più visibile, e oggi
incominciamo a sentire tutti gli effetti negativi, che la sua privatizzazione ha comportato. Nonostante le nostre lotte, che vanno avanti da anni, la riforma nelle scuole e nelle università è stata approvata.
I nostri padroni ci vogliono sempre più ignoranti, sempre più facilmente controllabili, sempre più propensi a poter accettare ogni tipologia di sfruttamento, e di annullamento di ogni diritto. Già dai nostri primi anni di scuola superiore, ci costringono ad effettuare tirocini ed alternanza scuola-lavoro, in cui non veniamo pagati, in cui veniamo sfruttati, in cui veniamo costretti a lavorare, come un lavoratore che razionalmente ha deciso di fare quel lavoro.
Siamo costretti a saltare ore di scuola, per poter lavorare, e tutto questo ci viene spacciato come una “fortuna”, mentre non ci rendiamo conto che ci vogliono soltanto addestrare ad un futuro di lavoro precario, ad un futuro di contratti a tempo determinato. Prospettive che non garantiscono niente, né una casa, nè un'autonomia economica, ma soltanto la perdita di ogni più piccolo diritto, per diventare perfette macchine da lavoro.
Da oggi non staremo più a guardare. Non scenderemo più a nessun compromesso, ma lotteremo, per riprenderci tutto ciò che ci è stato tolto e per conquistare un futuro degno di questo nome.
COORDINAMENTO STUDENTESCO LIVORNESE
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28 gennaio 2011: L'onda del no alla FIAT si estende a tutto il paese
I No di Pomigliano prima e quelli ancor più consistenti di Mirafiori poi sono stati il segnale che opporsi alla guerra di classe è possibile e che vale la pena di provarci sul serio, nonostante l'isolamento pauroso in cui i metalmeccanici sono stati relegati dall'insieme dello schieramento politico istituzionale e dai sindacati complici. E da una Cgil che, se non ha potuto chiedere la testa del gruppo dirigente di categoria per lo straordinario risultato del voto alla Fiat, ha fatto di tutto per impedire una risposta generale a un attacco che riguarda l'insieme del mondo del lavoro. Anzi, di fronte alla sacrosanta richiesta di sciopero generale reclamata ancora una volta a gran voce da tutti i cortei, ha persino replicato formalmente che lo sciopero non si decide in piazza!
Ma l'allargamento ha comunque cominciato a manifestarsi 'dal basso', attraverso l'iniziativa di alcuni settori di altre categorie, ivi compreso con iniziative di sciopero, sia da parte di iscritti della Cgil che dei sindacati di base. Questi ultimi, in gran parte reticenti a mobilitarsi con la Fiom, anche quando hanno dichiarato positivamente lo sciopero, poco hanno fatto per creare le condizioni di una convergenza nelle manifestazioni. E' da segnalare però che, più di ogni altra occasione precedente, gruppi di lavoratori e delegati e intere federazioni territoriali hanno rotto la disciplina di organizzazione autoconvocandosi in manifestazioni convergenti con i metalmeccanici della Cgil. Significativo lo sciopero indetto da tutte le sigle del sindacalismo di base a Livorno che insieme al comitato per il diritto al lavoro ed agli studenti hanno sfilato in corteo per il centro della città e si sono incontrati in piazza del municipio con i lavoratori ATL in sciopero spontaneo contro i licenziamenti ed il taglio dei servizi pubblici essenziali.
Soprattutto però oggi è stata ancora una volta la partecipazione studentesca a rafforzare i cortei, cercando in qualche modo di dare continuità alla giornata del 14 dicembre, seppur in una scontata fase di ripiegamento delle lotte dopo l'approvazione della riforma Gelmini.
La presenza di intellettuali e di settori tradizionalmente meno disponibili a schierarsi in modo deciso da una parte della barricata quando il conflitto mette a nudo lo scontro di classe segna anch'essa l'inizio di un disgelo, che sottrae per un momento tutta la 'tensione democratica' profusa da questi ambienti nella pura denuncia delle malefatte di Berlusconi senza alcun contenuto sociale.
Il successo anche mediatico dei manifesti di Sinistra Critica per lo sciopero generalizzato contro 'i due', Marchionne e Berlusconi, è parte di questa parziale presa di coscienza.
Ma per la Fiom e per i sindacati di base la partita è tuttora in salita. C'è da augurarsi che di fronte alle difficoltà enormi per contrastare l'attacco in corso si lavori per costruire percorsi partecipati per definire le prossime scadenze di lotta, in particolare verso lo sciopero generale e generalizzato di cui c'è bisogno. Un fronte sociale e politico di opposizione, un 'forum delle opposizioni' sarebbe la sede più utile per coordinare le forze. Anche la caduta di Berlusconi in direzione di un quadro politico più utile per i lavoratori e le lavoratrici è possibile solo con un sommovimento generale di tutta la società e non solo per le sacrosante condanne giudiziarie che si merita.
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