A distanza di due giorni dalla grande manifestazione di Roma, oggi gli studenti livornesi sono tornati in piazza per ribadire la loro opposizione alla riforma e portare solidarietà ai compagni e le compagne arrestati durante le proteste nella capitale.
Un corteo purtroppo non molto partecipato ma con obbiettivi politici e simbolici molto chiari che denotano la capacità di questo movimento di saper comprendere la realtà sociale e intervenire su vari fronti, non solo quello studentesco.
Il futuro che viene loro negato non passa solamente da una semplice riforma della scuola.
La consapevolezza di essere una generazione "senza futuro" ha portato , come è successo a Roma, a mettere in discussione quelli che sono i pilastri del sistema di potere. Un sistema che ha generato la crisi economica e che tutti i giorni nega a migliaia di giovani e lavoratori la possibilità di poter vivere un'esistenza dignitosa. Uno di questi pilastri è sicuramente l'interesse privato.
Il corteo studentesco si è quindi diretto davanti alla sede della Confindustria Livornese, dove alcuni studenti hanno ricordato che solamente uniti ai lavoratori e alle lavoratrici è possibile imporre una svolta radicale alle politiche governative.
Durante gli interventi, la facciata del palazzo è stata raggiunta da numerosi lanci di uova e fumogeni.
La risposta della questura Livornese non si è fatta attendere. Uno schieramento numeroso e sproporzionato di agenti in borghese ha seguito tutto il corteo tentando più volte di inserirsi al suo interno con l'obbiettivo di alzare la tensione.
Da registrare il grave comportamento di un membro della digos Livornese, molto conosciuto in città, Giampaolo Dotto, che all'invito di alcuni studenti di non inserirsi all'interno del corteo ha reagito urlando e minacciando alcuni giovani, tra cui minorenni, con frasi come "Tanto vi ho riconosciuto e prima poi vi ribecco", "Vi abbiamo ripreso tutti e vi denunciamo, state attenti"
Il corteo si è concluso in via Galilei di fronte all'istituto tecnico industriale dove è stato esposto uno striscione di solidarietà agli arrestati di Roma.
red. 16 dicembre 2010
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