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Lo scandalo del canile municipale fantasma di Livorno

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canile_mucipale_livornoA Livorno si parla di dotare la città di un rifugio per cani da oltre 15 anni: nel 1997 viene rigettata una proposta fatta dal consigliere forzista Argentieri di una struttura intercomunale privata nell'area del parco di San Rossore; il canile municipale viene previsto nel piano strutturale dalla seconda giunta Lamberti (1995/1999), ma il progetto viene di fatto messo da parte.

E' durante l'ultima giunta a guida Lamberti che vengono rotti gli indugi: nel 2002 attraverso due delibere di giunta (la nr 322 del 5 settembre e la nr 455 del 13 dicembre) vengono effettivamente stanziati 778mila euro per realizzare un canile di 150 box, il cui completamento sarebbe stato fissato entro cinque anni (e quindi per fine 2007); nella delibera 322 viene sancito l'esproprio dei 25000 metri quadri dove sorgerà la struttura; con un provvedimento a se stante invece si quantificavano le indennità da corrispondere per l'esproprio stesso.

Nel 2003 effettivamente partono i lavori per la strada di accesso, ma dopo tutto nuovamente si ferma.

Con la delibera 338 del 31 ottobre 2007 della prima giunta Cosimi ecco la "nuova soluzione", che prevede la realizzazione di una prima tranche del canile: 48 box + 42 posti per il "canile rifugio", per un importo di 550mila euro; si opta per una struttura "a moduli" da espandere successivamente, che a pieno regime prevederebbe ben 192 box e forse pure il cimitero degli animali.

Nel 2009 si annuncia che la prima tranche sarà completata entro l'anno successivo ma così non sarà; non bastano 8 anni perchè una struttura già dimezzata e fatta fondamentalmente di strutture prefabbricate veda la luce.

In questi anni il Comune di Livorno ha dovuto usufruire, pagando, dei canili privati (ai quali, vogliamo essere chiari, va il nostro apprezzamento perchè vanno avanti fondamentalmente con il volontariato) visto che la proprietà e responsabilità degli animali randagi è del sindaco.

Lo stato dell'opera appare congelato: se fossimo maliziosi diremmo che viene tenuta in caldo per venire completata a ridosso di una tornata elettorale; oltretutto ad oggi non ci è dato sapere come e da chi sarà gestita.

Come Movimento CinqueStelle Livorno riteniamo che questo caso sia emblematico: i tempi biblici delle opere pubbliche finiscono per gravare sulla cittadinanza sotto forma di costi aggiuntivi e quindi una maggiore imposizione e come fastidiosi disservizi.


Last but not least una curiosità: di chi era proprietà il terreno espropriato dal Comune per realizzare il canile? Della "Vignale Immobiliare" di Grosseto, un nome forse ignoto ai più ma non lo è di sicuro il gruppo al quale appartiene: la Coop Toscana Lazio, l'attuale Unicoop Tirreno.

Curioso notare come tra le proprietà di una delle sette sorelle di Coop Italia ci fossero 25mila metri quadri di bosco ... non ci è dato sapere quale siano le indennità che il Comune ha corrisposto per l'esproprio.

Il video

Movimento 5 Stelle Livorno

9 maggio 2011

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