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Gli operai alzano la testa: fumogeni e uova contro Confindustria e Cisl. Pd e Cgil solidarizzano coi padroni

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Confindustria_lamperogeniSi è svolta questa mattina la manifestazione organizzata dalla Fiom livornese per protestare contro la recente gravissima disdetta del contratto nazionale da parte di Federmeccanica.

La manifestazione era affiancata da uno sciopero di 3 ore con presidio presso la Confindustria di Livorno, e ha visto una bella partecipazione di circa 400 lavoratori. Presenti fra gli altri operai della Inalfa (la multinazionale che ha recentemente deciso di chiudere la sede di Livorno per andare a produrre in Slovacchia), della Trw, della Intier, del Coordinamento ditte Eni e del Cantiere navale.

Sotto Confindustria sono partiti cori e lanci di uova come contestazione alle posizioni di chi pensa di poter esportare ovunque il "Marchionne style" e di poter firmare accordi a perdere con i sindacati gialli facendoli poi valere per tutti i lavoratori.

E a proposito di sindacati gialli, un gruppo consistente di operai si è a un certo punto diretto spontaneamente verso la sede Cisl di via Goldoni per contestare anche lì con cori e lanci di uova le scelte di questa sigla complice di firmare tutte le vergogne possibili ed immaginabili a danno dei lavoratori.

Due dirigenti di questa organizzazione hanno provocatoriamente urlato "vergogna" agli operai, scaldando gli animi e causando un po' di tensione. In maniera intelligente i lavoratori non hanno reagito alla provocazione limitandosi a rispondere che gli unici che si dovrebbero vergognare sono loro che mettono la firma su accordi a perdere per gli operai col solo fine di mantenere i propri apparati e i propri introiti economici sulla pelle di chi lavora.

Una contestazione legittima e sacrosanta che riprende quanto già avvenuto in altre città italiane ai danni del sindacato di Bonanni, trovando purtroppo sempre come riscontro la solita squallida condanna bipartisan della destra e del Pd e tentativi di sciacallaggio politico e sindacale di chi ha il coraggio di presentarsi addirittura come vittima in una situazione in cui dovrebbe solo chiedere scusa a tutti i lavoratori italiani.

E puntuali sono infatti arrivate anche a Livorno i comunicati di solidarietà a Confindustria e alla Cisl e di condanna degli operai da parte di tutto il Pd livornese e regionale al gran completo (Sindaco, Presidente della Provincia, Presidente della Regione), nonché incredibilmente anche dei segretari livornesi Fiom Pedini e Cgil Strazzullo.

La domanda sorge spontanea: ma da che parte sta questa gente?

Sappiamo già quale sarà il tenore degli attacchi che i lavoratori dovranno subire: frasi retoriche che condannano la violenza (quale?) oppure che accusano di dividere il fronte dei lavoratori. Persone che mentono sapendo di mentire perchè sanno benissimo che l'unico atto di violenza è la disdetta del contratto da parte di Federmeccanica e che l'unica divisione dei lavoratori le portano avanti minoranze sindacali all'interno dei metalmeccanici come Uilm e Fim-Cisl che firmano contratti e poi si rifiutano di fare referendum fra gli operai.

Quindi risparmiateci la vostra vuota retorica. La vostra nullità ormai è limitata a prendere posizione su un uovo rotto su un muro per poi rimanere in silenzio mentre gli industriali fuggono col malloppo dove la manodopera schiavizzata costa 1/10 di quella italiana.

red. 1 ottobre 2010

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