Rossi, la sinistra e l’energia
Il patto scellerato firmato il 16 febbraio tra la sinistra istituzionale (RC, SEL e Verdi) e il PD e l’IdV per il sostegno al candidato Enrico Rossi prevede un programma devastante per la Toscana, in particolare per la costa, ma non solo. Rigassificatore anche a Rosignano, inceneritori, centrali a biomasse, la conferma della politica dell’ospedalizzazione a scapito della prevenzione primaria, CIE “umanitari”, centralizzazione antidemocratica delle decisioni (“Snellimento burocratico”), ulteriori privatizzazioni nella gestione dell’acqua e dei rifiuti, ecc. Di peggio non si poteva immaginare.
Per brevità, concentro questo intervento sulla proposta del “distretto energetico costiero”, che prefigura un aggravio insopportabile sulla
A questo pesantissimo inquinamento conosciuto (mai abbastanza) deve aggiungersi quello delle navi in porto a Livorno e Piombino, significativamente non ancora misurato, ma stimabile come molto elevato: dall’inquinamento nel porto di Genova, epidemiologi specialisti stimano un morto aggiuntivo la settimana.
Di fronte a questa grave situazione sanitaria,, ambientale ed industriale, la Regione ha risposto spendendo un millesimo (6,5 milioni di euro nel 2009, idem nel 2008, fonte “Piano di risanamento della qualità dell’aria”) dell’intero bilancio sanitario (6,7 miliardi di euro), quasi tutto destinato all’ospedalizzazione della popolazione – che crea più consenso - anziché alla prevenzione primaria, alla lotta all’inquinamento e alle cause di morbilità e mortalità.
Il programma del candidato Rossi ribadisce la “vocazione” costiera al martirio (“zone destinate e vincolate all’industrializzazione” pag. 4 del programma firmato), rimettendo in campo il rigassificatore di Rosignano che, con quello di Livorno (già, dov’è finito il famoso studio internazionale sulla sicurezza, per cui Martini impegnò 120.000 euro?) e il gasdotto di Piombino, porterebbe all’ingresso di ben 23 miliardi di metri cubi l’anno di metano (il 25% del fabbisogno nazionale), a fronte di un fabbisogno toscano di 4,5 miliardi.
Una vera overdose di gas con il chiaro intento di autorizzare nuove centrali termoelettriche turbogas, quindi incentivate con addebito sulle bollette dei cittadini, al pari del pullulare di centrali a biomasse da filiera lunga, per esportare energia elettrica fuori regione. E non si accampi l’argomento dell’occupazione, perché l’esempio di Rosignano insegna che la trasformazione del polo Solvay dalla chimica all’energia ha ridotto visibilmente gli occupati.
Fin qui il programma sottoscritto con la sinistra autolesionista. Ma come se non bastasse, con l’accenno di Rossi (Il Tirreno del 13.2.10) al ”sequestro geologico della CO2”, si intravede una strizzata d’occhio persino al carbone – naturalmente “pulito” – magari a Piombino. Ci sarà da lavorare molto contro
Maurizio Zicanu
LIVORNO. Medicina democratica attacca duramente il candidato alla presidenza Enrico Rossi che nei giorni scorsi ha annunciato i punti fondamentali del suo programma. Lo fa criticando le scelte energetiche, le decisioni in materia sanitaria, la mancata partecipazione sulla "vicenda" dei due rigassificatori e concludendo con un giudizio sul centrosinistra definito "autolesionista". «Il patto scellerato firmato il 16 febbraio tra la sinistra istituzionale (Rc, Sel e Verdi), il Pd e l'Idv per il sostegno al candidato Enrico Rossi prevede un programma devastante per la Toscana, in particolare per la costa, ma non solo - spiegano da Medicina Democratica. Rigassificatore anche a Rosignano, inceneritori, centrali a biomasse, la conferma della politica dell'ospedalizzazione a scapito della prevenzione primaria, Cie "umanitari", centralizzazione antidemocratica delle decisioni, ulteriori privatizzazioni nella gestione dell'acqua e dei rifiuti».
Il giudizio più severo rimane comunque quello legato all'idea del "distretto energetico" prospettato da Rossi, che sarebbe «un aggravio insopportabile sulla provincia di Livorno in particolare».
Secondo Medicina democratica «il distretto energetico c'è già oggi, con otto centrali termoelettriche sulle nove della Toscana, con l'unica raffineria, e con la relativa ricaduta di sostanze tossiche sulla popolazione». La provincia di Livorno, con il 10 % della popolazione toscana, secondo gli attivisti, sopporta il 42,6 % dell'inquinamento regionale (Arpat 2007), ma se si concentra l'attenzione sugli scarichi energetici ed industriali questa percentuale, già altissima, sale all'80%. Di fronte a questa grave situazione sanitaria, ambientale ed industriale, la Regione avrebbe risposto spendendo un millesimo (6,5 milioni di euro nel 2009, idem nel 2008, fonte «Piano di risanamento della qualità dell'aria") dell'intero bilancio sanitario (6,7 miliardi di euro), "quasi tutto destinato all'ospedalizzazione della popolazione anziché alla prevenzione primaria, alla lotta all'inquinamento e alle cause di morbilità e mortalità».
«Il programma di Rossi ribadisce la "vocazione" costiera al martirio ("zone destinate e vincolate all'industrializzazione" pag. 4 del programma firmato), rimettendo in campo il rigassificatore di Rosignano che, con quello di Livorno e il gasdotto di Piombino, porterebbe all'ingresso di ben 23 miliardi di metri cubi l'anno di metano, a fronte di un fabbisogno toscano di 4,5 miliardi. Una vera overdose di gas con il chiaro intento di autorizzare nuove centrali termoelettriche turbogas, quindi incentivate con addebito sulle bollette dei cittadini, al pari del pullulare di centrali a biomasse da filiera lunga, per esportare energia elettrica fuori regione - conclude Medicina Democratica».
Replica alle accuse l'esponente del Sel Mario Lupi. «Abbiamo condiviso il programma di Rossi perché l'obiettivo è quello dell'incremento delle rinnovabili deciso e pianificato dal Pier, uno strumento di programmazione ancora valido la cui elaborazione è durata alcuni anni - ha commentato Lupi. Sul rigassificatore di Rosignano, posso dire che la Regione ha indicato un solo impianto di questo genere sulla costa mentre sulla centrale a biomasse a Livorno dovranno essere effettuate delle verifiche per capire se, per l'approvvigionamento di carburante, vi sia effettivamente una filiera lunga. Se così fosse devono essere stabilite delle responsabilità di chi lo ha autorizzato».
Claudio Passiatore
tratto da www.greenreport.it
18 febbraio 2010
| < Prec. | Succ. > |
|---|
















