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Medicina Democratica all'attacco di Rossi e della coalizione che lo sostiene

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Rossi, la sinistra e l’energia

inquinamento_atmosfericoIl patto scellerato firmato il 16 febbraio tra la sinistra istituzionale (RC, SEL e Verdi) e il PD e l’IdV per il sostegno al candidato  Enrico Rossi prevede un programma devastante per la Toscana, in particolare per la costa, ma non solo. Rigassificatore anche a Rosignano, inceneritori, centrali a biomasse, la conferma della politica dell’ospedalizzazione a scapito della prevenzione primaria, CIE “umanitari”, centralizzazione antidemocratica delle decisioni (“Snellimento burocratico”), ulteriori privatizzazioni nella gestione dell’acqua e dei rifiuti, ecc. Di peggio non  si poteva  immaginare.

Per brevità, concentro questo intervento sulla proposta del “distretto energetico costiero”, che prefigura un aggravio insopportabile sulla provincia di Livorno in particolare. Qui il distretto energetico c’è già oggi, con otto centrali termoelettriche sulle nove della Toscana, con l’unica raffineria, e con la relativa ricaduta di sostanze tossiche sulla popolazione: da fonti ufficiali, la piccola provincia di Livorno, con il 10 % della popolazione toscana, sopporta il 42,6 % dell’inquinamento regionale (Arpat 2007), ma se si concentra l’attenzione sugli scarichi energetici ed industriali questa percentuale, già altissima, sale all’80%.

 

 

A questo pesantissimo inquinamento conosciuto (mai abbastanza) deve aggiungersi quello delle navi in porto a Livorno e Piombino, significativamente non ancora misurato, ma stimabile come molto elevato: dall’inquinamento nel porto di Genova, epidemiologi specialisti stimano un morto aggiuntivo la settimana.

Di fronte a questa grave situazione sanitaria,, ambientale ed industriale, la Regione ha risposto spendendo un millesimo (6,5 milioni di euro nel 2009, idem nel 2008, fonte “Piano di risanamento della qualità dell’aria”) dell’intero bilancio sanitario (6,7 miliardi di euro), quasi tutto destinato all’ospedalizzazione  della popolazione – che crea più consenso - anziché alla prevenzione primaria, alla lotta all’inquinamento e alle cause di morbilità e mortalità.

Il programma del candidato Rossi ribadisce la “vocazione” costiera al martirio (“zone destinate e vincolate all’industrializzazione” pag. 4 del programma firmato), rimettendo in campo il rigassificatore di Rosignano che, con quello di Livorno (già, dov’è finito il famoso studio internazionale sulla sicurezza, per cui Martini impegnò 120.000 euro?) e il gasdotto di Piombino, porterebbe all’ingresso di ben 23 miliardi di metri cubi l’anno di metano (il 25% del fabbisogno nazionale), a fronte di un fabbisogno toscano di 4,5 miliardi.

Una vera overdose di gas con il chiaro intento di autorizzare nuove centrali termoelettriche turbogas, quindi incentivate con addebito sulle bollette dei cittadini, al pari del pullulare di centrali a biomasse da filiera lunga, per esportare energia elettrica fuori regione. E non si accampi  l’argomento dell’occupazione, perché l’esempio di Rosignano insegna che la trasformazione del polo Solvay dalla chimica all’energia ha ridotto visibilmente gli occupati.

Fin qui il programma sottoscritto con la sinistra autolesionista. Ma come se non bastasse, con l’accenno di Rossi (Il Tirreno del 13.2.10)  al ”sequestro geologico della CO2”, si intravede una strizzata d’occhio persino al carbone – naturalmente “pulito” – magari a Piombino. Ci sarà da lavorare molto contro la giunta Rossi.

Maurizio Marchi (Medicina democratica-Livorno)
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Intervenendo su Il Tirreno di sabato 13 febbraio, il candidato del  PD alla presidenza della Regione toscana, Rossi, ha sostenuto di  pensare “ad una regione toscana capace di trattare con ENEL la  riconversione delle due centrali [Livorno e Piombino] con il sequestro  geologico della CO2 per produrre più energia e meno emissioni”. Sono  rimasto sbigottito da questa affermazione che, se confermata, ci  farebbe tornare indietro di 25 anni quando a Piombino solo un grande movimento popolare evitò la trasformazione a carbone della centrale di Torre del sale. Per chi non lo sapesse il sequestro del CO2 è infatti  una tecnica ancora tutta da realizzare per “catturare e sequestrare” il CO2 emesso dalle centrali a carbone, confinandolo in cavità sotterranee soprattutto pozzi petroliferi esauriti.
Rossi sta dunque pensando di aprire un dialogo con ENEL per riconvertire le centrali di Livorno e Piombino a carbone? Sarebbe questo il fiore all’occhiello del polo energetico che Rossi dice di voler costruire nella nostra provincia? Non bastavano le centrali a olio combustibile denso altamente inquinanti, il proliferare delle turbogas (due a Livorno, due a Rosignano e due a Piombino, spacciate come centrali pulite e in realtà solo meno inquinanti di quelle a petrolio e a carbone) e delle centrali a biomasse a filiera lunga (già tre centrali autorizzate, due a Livorno e una a Piombino, e una in progetto, a Campiglia), ora si vuol reintrodurre il carbone, contrabbandato come “pulito” grazie ad una tecnologia che anche quando sarà in grado di funzionare (non prima del 2030, se va bene) rimarrà piena di incognite visto che non si sa se esistono sufficienti cavità capaci di garantire lo stoccaggio sicuro (se avvenissero perdite anche solo dell’1% sarebbero vanificati gli effetti positivi sul clima).
Da Rossi ci aspettiamo ben altro: il rilancio anche nella nostra provincia delle energie rinnovabili a basso e nullo impatto ambientale: solare e eolico, innanzitutto. Questo è il polo energetico che ci piace, che crei occupazione e rispetti l’ambiente e la salute dei cittadini.

Maurizio Zicanu
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Md: «Ci sarà un'overdose di gas. Sulle scelte energetiche è una sinistra autolesionista». Replica Lupi (Sel): «Noi facciamo rispettare il Pier. Verifiche sulla centrale a biomasse nel porto a Livorno»

LIVORNO. Medicina democratica attacca duramente il candidato alla presidenza Enrico Rossi che nei giorni scorsi ha annunciato i punti fondamentali del suo programma. Lo fa criticando le scelte energetiche, le decisioni in materia sanitaria, la mancata partecipazione sulla "vicenda" dei due rigassificatori e concludendo con un giudizio sul centrosinistra definito "autolesionista". «Il patto scellerato firmato il 16 febbraio tra la sinistra istituzionale (Rc, Sel e Verdi), il Pd e l'Idv per il sostegno al candidato  Enrico Rossi prevede un programma devastante per la Toscana, in particolare per la costa, ma non solo - spiegano da Medicina Democratica. Rigassificatore anche a Rosignano, inceneritori, centrali a biomasse, la conferma della politica dell'ospedalizzazione a scapito della prevenzione primaria, Cie "umanitari", centralizzazione antidemocratica delle decisioni, ulteriori privatizzazioni nella gestione dell'acqua e dei rifiuti».

Il giudizio più severo rimane comunque quello legato all'idea del "distretto energetico" prospettato da Rossi, che sarebbe «un aggravio insopportabile sulla provincia di Livorno in particolare».

Secondo Medicina democratica «il distretto energetico c'è già oggi, con otto centrali termoelettriche sulle nove della Toscana, con l'unica raffineria, e con la relativa ricaduta di sostanze tossiche sulla popolazione».  La provincia di Livorno, con il 10 % della popolazione toscana, secondo gli attivisti, sopporta il 42,6 % dell'inquinamento regionale (Arpat 2007), ma se si concentra l'attenzione sugli scarichi energetici ed industriali questa percentuale, già altissima, sale all'80%. Di fronte a questa grave situazione sanitaria, ambientale ed industriale, la Regione avrebbe risposto spendendo un millesimo (6,5 milioni di euro nel 2009, idem nel 2008, fonte «Piano di risanamento della qualità dell'aria") dell'intero bilancio sanitario (6,7 miliardi di euro), "quasi tutto destinato all'ospedalizzazione  della popolazione anziché alla prevenzione primaria, alla lotta all'inquinamento e alle cause di morbilità e mortalità».

«Il programma di Rossi ribadisce la "vocazione" costiera al martirio ("zone destinate e vincolate all'industrializzazione" pag. 4 del programma firmato), rimettendo in campo il rigassificatore di Rosignano che, con quello di Livorno e il gasdotto di Piombino, porterebbe all'ingresso di ben 23 miliardi di metri cubi l'anno di metano, a fronte di un fabbisogno toscano di 4,5 miliardi. Una vera overdose di gas con il chiaro intento di autorizzare nuove centrali termoelettriche turbogas, quindi incentivate con addebito sulle bollette dei cittadini, al pari del pullulare di centrali a biomasse da filiera lunga, per esportare energia elettrica fuori regione - conclude Medicina Democratica».

Replica alle accuse l'esponente del Sel Mario Lupi. «Abbiamo condiviso il programma di Rossi perché l'obiettivo è quello dell'incremento delle  rinnovabili deciso e pianificato dal Pier, uno strumento di programmazione ancora valido la cui elaborazione è durata alcuni anni - ha commentato Lupi. Sul rigassificatore di Rosignano, posso dire che la Regione ha indicato un solo impianto di questo genere sulla costa mentre sulla centrale a biomasse a Livorno dovranno essere effettuate delle verifiche per capire se, per l'approvvigionamento di carburante, vi sia effettivamente una filiera lunga. Se così fosse devono essere stabilite delle responsabilità di chi lo ha autorizzato».

Claudio Passiatore

tratto da www.greenreport.it

18 febbraio 2010


 
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