Si è svolta nella giornata di ieri (martedì ndr) un'importante assemblea sindacale all'interno della "fabbrica dei precari", la MTM di Guasticce.
Oggetto dell'assemblea gli oltre 200 contratti in scadenza il prossimo 31 marzo. Le notizie, come ampiamente previsto, sono molto negative. Infatti, a causa del non rinnovo degli incentivi gas da parte del governo, la quasi totalità di questi operai andrà a casa.
Ma al di là del dato numerico che sancisce un altro pezzo di precari buttati via da un giorno all'altro, c'è da fare una riflessione più profonda rispetto a questa fabbrica di profitti e di precari.
Secondo i calcoli di alcuni operai, tenendo conto del numero di linee attive e dei turni, si ipotizza che i precari in fabbrica arrivino quasi a 800 unità. Nessuno poteva pensare che si potesse mantenere questi livelli occupazionali a lungo. Gli incentivi gas, l'alto prezzo del petrolio e il fatto che Livorno sia diventato il principale centro italiano per l'attività di montaggio di impianti a gas sulle auto (basti vedere anche il boom della Mercurio in questo campo) sono stati i fattori che hanno tirato questo business. La stessa azienda, tuttavia, quando sbarcò a Livorno ipotizzò che con previsioni ottimistiche si potesse arrivare a circa 400 unità. Quindi il fatto che pian piano i livelli occupazionali diminuiscano è ed era un evento quantomeno prevedibile.
Ma il problema è tutt'altro. Dopo due anni di permanenza sul territorio e l'acquisizione di lauti profitti quest'azienda si appresta a mandare a casa quasi il 50% della propria forza lavoro senza una regola o un percorso di stabilizzazione, con contratti ai minimi livelli, senza una mensa o un'indennità in busta paga. Unico riferimento a qualche regola è l'accordo tra azienda e sindacati confederali circa l'assunzione a tempo indeterminato di 80 operai nell'arco del 2010. Misero accordo che non tiene di conto dei bassissimi livelli retributivi, della mancanza di una mensa e della mancanza di un percorso certo per i precari (a tempo determinato e interinali) che rimangono e rimarranno la stragrande maggioranza degli operai in fabbrica. Cosa che ricordiamo, è illegale.
Insomma, MTM: lo scandalo continua. A quando la prossima puntata.
p.s: l'azienda ha convocato gli operai in scadenza offrendo loro 800 euro per continuare a produrre fino al 31 marzo senza assenze e senza rallentamenti. Infatti Mtm si trova in difficoltà perchè decine di precari che hanno ricevuto la notizia di licenziamento stanno rallentando la produzione oppure sono a casa a smaltire ferie, permessi e delusione. D'altra parte basare una fabbrica solo sui precari porta a degli indesiderati effetti collaterali. Non sarebbe male che i precari non riconfermati questi effetti collaterali indesiderati glieli facessero assaggiare fino in fondo. Naturalmente di questi soldi promessi non c'è traccia su nessun accordo sindacale e nemmno è stato spiegato quali saranno i parametri per decidere chi avrà diritto a ricevere questo "incentivo" e chi no. Questa cosa è grave perchè basterebbe una firma volante dei sindacati su un foglio per formalizzarla. Invece questa fabbrica preferisce trattare individualmente con i precari con modalità che ricordano l'Inghilterra dell'800. Ed è un fatto gravissimo. Cosa aspettano le istituzioni e i sindacati a intervenire?
red. 24 marzo 2010
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