
(Apcom) E' partita questa mattina nelle acque di
fronte
Livorno la ricognizione della motovedetta 'Scialoja' della
Guardia Costiera della Capitaneria di Porto di
Livorno che con un
sonar cercherà 'echi sospetti' sulla presenza di navi affondate
con fusti di sostanze tossiche. Era stato il pentito della
'ndrangheta Francesco Fonti ad indirizzare le ricerche in quel
tratto di mare e sulla base delle sue dichiarazioni la Procura di
Livorno aveva aperto un fascicolo.
La missione, spiega il comandante Scaramella, "si inserisce in
un'attività, che avevamo già programmato, di ricerca biologica
marina per l'Accademia navale". A bordo della Scialoja c'è un
sonar in grado di scandagliare il fondale marino fino a 300
metri: "Se rileveremo echi sospetti caleremo in acqua un robot e
se avremo notizie rilevanti informeremo la magistratura".
Domani, invece, nelle acque di Cetraro inizierà a lavorare la
nave oceanografica Mare Oceano, 'affittata' dal Ministero
dell'Ambiente e giunta oggi a Vibo Valentia: sempre sulla base
delle dichiarazioni di Fonti, nel Tirreno cosentino era stata
individuato un relitto che si sospetta possa contenere fusti di
rifiuti pericolosi. Le ricerche sul fondale saranno effettuate
tramite un robot "Rov" (Remotely Operated Vehicle) di quarta
generazione in grado di operare in profondità trasmettendo
immagini ad alta definizione, operando prelievi, carotaggi e
rilevazioni di radioattività. Tutte le attività saranno attuate
sulla base delle indicazioni della Direzione Distrettuale
Antimafia, che coordina le indagini sul relitto insieme alla
Capitaneria di Porto di Cosenza.
