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Per un senso unico non può cadere una Giunta. La vera storia...

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piazza_grandeEra il Giugno del 2010 quando il Sindaco Cosimi ipotizzò per la “Nuova Mobilità Urbana livornese” una situazione stile Monaco di Baviera, con parcheggi a cintura e il centro  progressivamente libero dal traffico veicolare privato. Erano i tempi di “Pensiamo in Grande”, il cosiddetto processo partecipativo a 360 gradi (vi parteciparono  persone fisiche, associazioni, ma anche una società per Azioni come Atl) che avrebbe dovuto indirizzare la nuove governance del centro cittadino. L’Atl, peraltro, lanciò un’OPA fortissima sull’esito della consultazione. Consapevole della disastrosa condizione patrimoniale e finanziaria, l’Azienda di Via Meyer, così tiepida sulla incredibile circostanza del mancato trasferimento del deposito nel fantomatico Nuovo Centro, cercò  la saldatura con le forze politiche rappresentate nel Cda e i sindacati  per ottenere un Piano che valorizzasse l’Azienda in vista della “gara pubblica regionale”.

Fu allora che l’Assessore alla Mobilità Urbana, Bettini, ebbe modo di segnalare non a caso i quattro contenuti portanti di quella consultazione. Una maggiore accessibilità al Centro sia con mezzi privati e mezzi pubblici, una  riduzione sostanziale del traffico e dell’inquinamento, la realizzazione di infrastrutture per la sosta (a corollario e a rotazione) e infine un concetto abbastanza sofisticato, la specializzazione per correnti di traffico. Un indirizzo, quest’ultimo, che avrebbe dovuto necessariamente comportare una selezione dei mezzi ammessi a circolare lungo l’asse terra mare e mare terra di Via Grande. Non solo autobus, insomma, ma anche taxi collettivi e biciclette, offerte in regime di car sharing e bike sharing. Con effetti di progressiva semi-pedonalizzazione della via centrale, di pedonalizzazione integrale di Piazza Grande, e di tutela della circolazione del mezzo pubblico, cronicamente deficitario in termini di velocità commerciale.

Alcuni mesi dopo lo stesso Assessore al traffico e alla Mobilità Urbana depositava un elaborato progettuale che sarebbe stato “apprezzato” dalla Giunta Comunale (in data 26.07.2011) pochi giorni prima dell’adozione della Variante La Gran Guardia (29.07.2011). Questo atto, intitolato "Riqualificazione di Piazza Grande e Via Grande con riferimento ai risultati di Pensiamo in Grande", prima di diventare un caso politico (è stato prudentemente lasciato nel cassetto ben oltre il 30 settembre, termine richiesto da Lamberti, Gulì e Romano per la messa regime degli interventi sul Centro) portava a sintesi i contenuti della consultazione. Tendenzialmente, la funzione della Via Grande sarebbe  stata rappresentata dai tecnici  come “di supporto” alla parallela Via Avvalorati-San Giovanni, sul quale il traffico doveva essere fatto defluire una volta ripristinato il doppio senso di circolazione e solo dopo l’adozione di alcuni accorgimenti, quali “togliere la sosta a spina e ripristinare quella in parallelo” con la prospettiva di mantenere il parcheggio per la sosta su entrambi i lati della strada. I tecnici che elaborarono lo studio su commissione dell’Assessore, a sua volta indirizzato dai risultati di Pensiamo in Grande, nell’occasione ebbero modo di aggiungere: ”considerato che si avrà una sola corsia per senso di marcia occorrerà neutralizzare gli inconvenienti delle svolte a sinistra mediante la realizzazione di due piccole rotatorie, una all’altezza di Via San Giovanni/Cogorano/Porticciolo, l’altra all’altezza di Viale Avvalorati/Via della Madonna. ”Dall’intricato meccanismo progettuale, insomma, la caotica Via degli Avvalorati/Via San Giovanni viene eletta come “avenue” fondamentale per lo scorrimento del traffico privato, anche di quello  diretto verso Piazza della Repubblica (oggi interamente a carico di Via Grande) e contestualmente di quello diretto verso il Mare (oggi interamente a carico di Via San Giovanni).

Con questo intervento verrebbe soddisfatto il primo degli indirizzi “politici” di Pensiamo in Grande, quello dell’accessibilità al centro con mezzo prevalentemente privato. Un intervento che i commercianti contestano (perché si sentirebbero aggirati dalla potenziale clientela) e i residenti apprezzano (perché i valori dell’inquinamento scemerebbero). Il punto di equilibrio potrebbe essere rappresentato dai “parcheggi”, ma di questo parleremo  successivamente.

Seconda parte

FILOSOFIA E TURBAMENTI

Ma insomma, quale dovrebbe essere la filosofia del Piano per la Mobilità concepita per il Centro Storico? Quella filosofia cui il Sindaco Cosimi aderisce con il retro pensiero di metterne in discussione i provvedimenti attuativi? Perchè, in definitiva, questa fase di stallo critico all'interno della maggioranza di governo, solo schermata dai concomitanti eventi di carattere nazionale che hanno riportato tutti a più miti consigli?

Il nodo principale, per la verità, sono i Parcheggi. Lo abbiamo anticipato nello scorso intervento. Parcheggi chiesti a gran voce dai commercianti d'area, che temono di essere neutralizzati da un eccesso di isole pedonali. Allo stato se ne conterebbero ben tre; Via Magenta, Piazza Cavour (che resterà tale finche Spil non riuscirà a vendere l'avveniristico parcheggio dell'Odeon), Via Grande e zone limitrofe. "Ben vengano la riqualificazione di Via Grande e una Piazza Grande restituita alla fama e agli onori di una Covent Garden del ventunesimo secolo, ma senza che a pagare il prezzo del decongestionamento da traffico - sostiene la categoria più esposta a questa trasformazione siano i redditi non solo stagionali degli operatori al dettaglio". In effetti i negozi locali devono già sostenere il confronto impari con le sigle multinazionali che hanno progressivamente acquisito il baricentro delle attività commerciali spostando dalla propria parte gusti e aspettative consumistiche. Figuriamoci se il Pentagono del Buontalenti, e in particolare Via Grande, dovessero finire per diventare impermeabili al traffico perimetrale o comunque una semplice sponda verso il nuovo, improbabile asse viario di Via degli Avvalorati  Ma allora come fare affluire mezzi privati e dunque potenziale clientela in un quadro di progressiva pedonalizzazione?

L'ELIMINAZIONE DEI PARCHEGGI DIFFUSI E L'UTOPIA DEI PARCHEGGI STRATEGICI

A questo riguardo il super piano ispirato dal grande "role play" di Pensiamo in Grande è perentorio: "Occorrerà rivedere radicalmente il concetto di Parcheggio come è adesso", dicono le dodici Tavole di Bettini. Non ci dovrebbe essere più storia, dunque, per i microparcheggi diffusi a pagamento (quelli con le linee blu recentemente commissionati ad una Società di Pisa). Secondo gli estensori del Piano il parcheggio diffuso comporta la generazione automatica di altrettanto traffico diffuso per la ricerca di parcheggio. Un modo di circolare in Centro non mirato e senza costrutto, insomma. Un cane che si morde la coda. Da cui il default sociale e ambientale del centro storico e relazionale. Singolare dunque che la tradizionale affermazione fin qui attributiva di status come  "sono a giro con la macchina in Centro" sia stata declinata dai tecnici cosimo-bettiniani in termini di default territoriale, ma tant'è.

Come ovviare allora? Il Piano ci risponde che i visitatori (li chiama cosi') esterni diretti nelle zone di Via Grande e Piazza Grande dovranno essere indirizzati verso "PARCHEGGI BEN DEFINITI" ove attestarsi. Non più le circa 800 aree di sosta delimitate di blu, insomma, ma grandi parcheggi strategici di prossimità e, ove possibile, di scambio. Esperimenti che fino ad oggi, quando sono stati realizzati, non hanno colto alcun risultato apprezzabile. I parcheggi salvagente e salva commercio, secondo l'istruttoria dei tecnici, sarebbero, per i flussi di traffico provenienti da Sud, il fantasmagorico parking dell'ex Odeon (concepito per quasi 500 posti tra box privati e pubblici ma allo stato mai utilizzato), la mitica previsione di un parcheggio sotterraneo in Piazza Benamozegh e l'impegnatissima Piazza Unità d'Italia, un'area pubblica con una capienza massimale di 122 posti auto contesa peraltro dai parcheggi con linea bianca riservati ai residenti con lettera E e limitata dagli spazi riservati alla Prefettura e alla Compagnia Lavoratori del Porto. Per i flussi di traffico provenienti da Nord (Variante Aurelia Firenze Porto) il nostro Piano prevede per tabulas di nuovo i 122 posti di Piazza Unità d'Italia, i 100 posti del parcheggio di scambio di Piazza Santa Trinità e la disponibilità flessibile di Piazza Mazzini (circa 150 posti), transito e deposito naturale per i mezzi prossimi all'imbarco nel Porto Passeggeri e/o appena sbarcati in attesa di mettersi in viaggio verso la Toscana Centrale e la Costa Tirrenica. Assidua in loco anche la presenza dei camper. Come dire, un'area certamente strategica, ma che nei periodi caldi dell'anno si pone naturalmente al servizio del turismo di stagione. Con scarsa o nulla penetrabilità per il traffico ordinario. Al pari di quanto avviene per i crocieristi, vellicati dalla nouvelle vague vendoliana, che solo col contagocce, e dopo moltissime peripezie, riescono a raggiungere il tratto commerciale più appetibile della nuova/vecchia Via Grande.

Last, but not least i flussi di traffico provenienti da Est (Area Porta a Terra, Ex Corallo, Toboga Viale Carducci). Qui gli istruttori di Bettini presentano il colpo d'ala. Incremento posti auto del parcheggio di Via Terreni da 120 a 400 unità con relativo scambio di autobus o taxi collettivi/bici solidali per coprire la distanza di 700 metri fino a Piazza Grande e apertura totale, in secundis, del misterioso parcheggio (nel senso che nessuno lo conosce) di Via Pio Alberto Del Corona, capace di 120 posti, cui si accede incredibilmente attraverso una struttura condominiale privata. Nulla si dice dell'ormai onirico parcheggio sotterraneo del Parco Pertini (noto come Parterre), che comunque il Sindaco con piglio ingegeneristico si era impegnato a sponsorizzare in campagna elettorale. Insomma, cupi rintocchi sulla credibilità dei parcheggi strategici. Ma non disperiamo. Piuttosto, quanto costa il Piano di Mobilità della Giunta Comunale? E soprattutto, ci sono i soldi per venire incontro al sogno di una nuova Monaco di Baviera? Lo vedremo nel terzo tempo di questa analisi.

tratto da http://sequenze.webnode.it

novembre 2011

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