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Precari Mtm, fumata nera: la Regione non ha soluzioni per loro

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vergognaSi è concluso con delusione e sconcerto il pomeriggio fiorentino della delegazione di precari della Mtm che si era recata presso gli uffici della Regione Toscana in occasione dell'incontro tra istituzioni e azienda. Presenti all'incontro un rappresentante dell'azienda oltre che all'assessore regionale al lavoro Simoncini e il sindaco di Collesalvetti Bacci.

La delegazione di 3 ex operai Mtm è stata ricevuta alla fine dell'assemblea fra istituzioni ed azienda. Sul piatto la Regione Toscana ha saputo mettere solo i corsi del fondo Formatemp, il fondo per la formazione dei lavoratori in somministrazione (partecipazione pagata ad un corso di formazione che vale circa una mensilità di stipendio). Veramente poco per chi alla vigilia delle elezioni aveva promesso 4 mesi di cassa integrazione in deroga. Infatti, se per chi era ormai scaduto il 31 marzo la cassa integrazione era un fatto quasi impossibile (in quanto non più sotto contratto), sarebbe tuttavia stata possibile per coloro che sono in scadenza nel mese di aprile. Probabilmente lo slancio elettorale del 26 marzo non è stato ripetuto a vittoria acquisita. L'azienda invece ha ribadito la volontà di rimanere a Livorno con 200/250 lavoratori a regime regolare.

Quella di oggi è la sconfitta di un sistema, quello toscano, che spesso si vanta di essere superiore ad altri ma che ha dimostrato di non esserlo. Ha dimostrato semmai di essere inadatto come la classe politica e sindacale di questa città. Per dimostrare ciò basta andare a vedere gli strumenti che la Regione ha a disposizione per i precari o coloro che in ogni caso non rappresentano il lavoratore garantito anni '70 e '80. La Regione infatti ha istituito un fondo per la crisi (5 milioni di euro nel 2009 e 10 milioni di euro nel 2010). Nel caso specifico di perdita del lavoro, possono accedere a un assegno da 1650 euro coloro che, non avendo accesso agli ammortizzatori sociali, hanno perso lavoro, sono disoccupati da almeno 3 mesi e hanno un Isee di massimo 17.000 euro (l'anno scorso era 12.500 poi si sono accorti che era troppo basso).

Ecco, in questo contesto di crisi la Regione non è riuscito ad esaurire la tranche 2009 da 5 milioni. Perchè? Perchè non sa chi sono i nuovi lavoratori, perchè imposta tutto su figure che esistevano tempo fa. Come si fa a prevedere questa misura di sostegno al reddito solo per i "licenziati"? Ma non lo sanno che qui, nella patria della precarietà toscana, l'80% dei giovani è assunto a tempo determinato? Ci vuole tanto a capire che se non si allargano gli ammortizzatori sociali anche agli "scaduti" qui ci si trova nel baratro più di quanto ci siamo anche ora? Ma d'altra parte per chi è inadatto, la parola "licenziati" è più familiare.

Altro capitolo i sindacati. Oggi non c'erano. Probabilmente nessuno li ha chiamati. E' comunque palese che ai sindacati dei precari non gliene frega niente anche perché per loro è meglio tutelare i fissi che poi gli pagano il bel lavorino da impiegato sindacale con le loro trattenute in busta paga. Senza considerare che nessuno di loro ha ormai una strategia per far valere il benché minimo rapporto di forza con un'azienda. I sindacati sono ormai, nella migliore delle ipotesi, solo un servizio. Un po' come l'idraulico, quando c'è bisogno si chiama per una consulenza tecnica o un 730. Sarebbe bene però allora pagarli a servizio visto che una strategia sindacale non ce l'hanno se non quella di acquietare ogni tipo di protesta "sennò l'azienda se ne va". 

Sono simboliche le parole piene di rammarico e rabbia di un precario che oggi era a Firenze: "Le istituzioni ci hanno preso in giro e i sindacati ci hanno usato come merce di scambio".

Vedremo nei prossimi giorni se gli ex precari Mtm la vorranno finire qui o andranno avanti nella loro battaglia. In ogni caso a loro va il grande merito di aver contribuito a scoperchiare una situazione diventata ormai invivibile. E nell'aria c'è anche la voglia di fare causa all'azienda. Come dire: finiti gli strumenti di lotta iniziano quelli legali.

red. 14 aprile 2010

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