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Primi dati sul Referendum Nuovo Ospedale: affluenza al 20% e 75% di SI

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ospedale2Secondo i dati reperibili sul sito del Comune di Livorno il dato definitivo sull’affluenza ai seggi per il referendum sul nuovo Ospedale sarebbe del 20,15%, mentre per quanto riguarda i voti espressi si parla del 75% di SI, cioè contrari al nuovo ospedale.

L’affluenza è in linea con gli ultimi referendum nazionali svolti in città. Come primo commento si può dire che tenuto conto dei mille ostacoli creati deliberatamente al referendum, condizioni metereologiche sfavorevoli e uno scarso impegno perfino dei promotori, l'affluenza –quasi 30mila livornesi sono andati alle urne- è dignitosa.

Il fronte del NO ha dimostrato quindi una totale inconsistenza pur avendo a disposizione mezzi d’informazione e finanziari assolutamente superiori agli avversari.

C'è sicuramente un problema di partecipazione a Livorno tenendo conto che a Firenze sul referendum per la tramvia ha votato il 40% e questo dà la dimensione di una città dove la "sfera pubblica" ormai è devastata.


Non c'è da stupirsi che lo strumento referendario sia screditato se si ricorda che erano stati bocciati sia il finanziamento pubblico dei partiti che il nucleare  e oggi  c'è  sia il finanziamento pubblico dei partiti che il progetto di ripartire con il nucleare. Per questo e altri motivi, nel caso del nuovo ospedale fin dall'inizio il quorum sembrava irraggiungibile e andrebbe fatta una riflessione seria sull’utilità di questo strumento soprattutto alla luce di un regolamento comunale fatto apposta per creare confusione e disinnescare ogni possibilità di capovolgere le decisioni della politica istituzionale, ma la campagna è stata utilissima per allargare la discussione iniziale, che era focalizzata solo sulla localizzazione a Montenero, portando all’attenzione dell’opinione pubblica i temi fondamentali della sanità e dell’ambiente.

In questi mesi si è creata una rete di cittadini, professionisti, associazioni che fanno riferimento alla sinistra e cominciano a porsi seriamente il problema di un’alternativa ad un modello di sviluppo basato sul mattone, sulla distruzione del territorio e sulle privatizzazioni dei servizi.

Tutti coloro che si sono impegnati hanno preso parte a questa battaglia sono cresciuti e si sono rafforzati nella loro determinazione a continuare questa battaglia anche dopo il referendum.

Adesso si tratterà di analizzare seriamente i dati per capire con maggiore chiarezza la natura del voto (red.)

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