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Provincia, i precari interrompono le celebrazioni della festa della Toscana

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precariet_vignetta_vauroStavano terminando le ultime note dell'inno italiano quando questa mattina verso le 11 una ventina di precari di Provincia di Livorno Sviluppo hanno fatto irruzione all'interno del Consiglio Provinciale ed hanno srotolato uno striscione e distribuito volantini.

I precari con questa azione, che certo non è passata inosservata, hanno annunciato a tutti i politici e gli amministratori che gremivano la sala che dopo l'incontro di ieri con azienda e sindacati, la maggior parte di loro non sarà riconfermato.

Dall'incontro infatti è emerso che solo per 8 dei 46 precari ci potrà essere l'assunzione a tempo indeterminato con il contratto del commercio mentre per il resto, se si tolgono una decina che sono in ballo in vari concorsi pubblici e altri 5 o 6 posti fra partite iva e assunzioni in società private che gestiranno alcuni servizi, si aprirà la voragine della disoccupazione. Molti di questi sono ormai sulla soglia dei 40 anni visto che c'è chi lavora negli uffici della Provincia con contratti ambigui (partite iva, contratti a progetti o tempi determinati di società partecipate) da quasi 10 anni.

La Provincia in questi anni ha utilizzato Provincia di Livorno Sviluppo come agenzia interinale per poter disporre di personale "giovane" e con specifiche competenze senza bisogno di assumere e perciò aggravare i propri vincoli di bilancio. Per il coordinamento precari le responsabilità politiche sono chiare: "In questi anni la Provincia non ha mai scelto se internalizzare i servizi o esternalizzarli cosicchè decine di precari sono rimasti nel limbo per poi essere buttati via da un giorno all'altro".

Alla fine dell'azione durata qualche minuto e durante la quale il presidente del consiglio provinciale Di Bonito ha chiesto l'intervento della Polizia provinciale per far sgomberare l'aula, i precari hanno annunciato che domani 1 dicembre alle 12 ci sarà l'assemblea di tutti i lavoratori di Provincia di Livorno Sviluppo a palazzo Granducale e che sono previsti scioperi a oltranza finchè la situazione non si sbloccherà. Alle 13.30 poi è stata convocata una conferenza stampa, sempre a Palazzo Granducale.

Ai precari sono arrivati atrtestati di solidarietà da molti dipendenti provinciali e dalle rsu dell'ente.

Significativa una parte del volantino distribuito che diceva: "Ancora una volta la crisi la paga chi guadagna 1000 euro al mese mentre premi, stipendi d'oro e banchetti vari non vengono toccati".

Come dargli torto. Come ribadito dagli interventi di alcuni precari durante l'azione, la generazione che più paga questa crisi è la loro mentre coloro che negli ultimi 30 anni hanno portato il debito pubblico al 117% del Pil dormono fra 3 guanciali con superstipendi e garanzie infinite.

Sarebbe l'ora che molti trentenni addormentati si svegliassero e capissero che loro sono le vittime sacrificali di un sistema che non vuol cambiare e che ha deciso di scaricare sulle loro spalle la crisi del modello occidentale e del continente europeo.

red. 30 novembre 2010

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