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Pubblica affissione: dopo lo sciopero alcuni spiragli. Intervista a un lavoratore

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affissioni_scioperoIn occasione dell’ultimo Consiglio Comunale sono stati tanti gli interventi di cittadini e operai che hanno portato all’attenzione consiliare problemi reali. Tra questi, quello degli operatori del servizio affissioni, che hanno distribuito in quell'occasione il volantino che riportiamo dopo l'intervista. red. 13 dicembre 2010

L'intervista

Per farvi sentire siete dovuti andare in consiglio comunale, che non è una novità di questi tempi.

No, e s’è visto. C’era la fila per urlare, fra lavoratori della Giolfo, della Sacci e gli sfrattati.

E cosa avete ottenuto?

Il minimo sindacale, ovvero la promessa che entro martedì l’Amministrazione ci farà sapere quando verrà convocata l’azienda per discutere la nostra posizione. In cambio abbiamo sospeso lo sciopero di sabato scorso, ma siamo pronti a scioperare di nuovo se entro martedì 14 non ci daranno una data.

Avete anche ottenuto, si legge da Il Tirreno, l’inserimento nel nuovo bando di gara della cosiddetta clausola sociale, che non è poco

No, attenzione: è la regola per i bandi comunali, o lo sta diventando, in questo senso non ci trattano certo con un occhio di riguardo rispetto agli altri dipendenti dei servizi esternalizzati. C’è da dire che l’interessamento di Valter Nebbiai (assessore alle risorse economiche e finanziarie, ndr) può far ben sperare, anche se con qualche riserva.

Quali?

L’inserimento della clausola sociale può non bastare, l’abbiamo scritto anche sul volantino, perché si corre il rischio che per la durata della proroga che il Comune imporrà all’azienda è possibile che venga tagliato parte del personale, ponendo basi negative per il prossimo bando.

A prescindere dalle scelte dell’amministrazione, che pericoli correte quindi?

Nonostante le intenzioni di mediazione di Nebbiai, non c’è stato ancora detto chiaramente che il primo gennaio noi torneremo a lavorare. Nella peggiore delle ipotesi a fine anno ci mandano tutti a casa e il servizio lo affidano a chi gli pare, anche se sono anni e anni che lo facciamo noi tutti i giorni senza avere un contratto a tempo indeterminato, che poi è quello che ci si aspetta dopo tutti questi anni.

Cosa proponete quindi?

Innanzitutto di poter essere presenti all’incontro tra Amministrazione e Azienda, ma anche questa non è una novità perché lo chiediamo da parecchio tempo in via informale e da un paio di settimane in via formale, ma il nostro rappresentante sindacale è stato scansato come la peste, e questo non va bene. E poi che se il servizio affissioni ha bisogno di una riveduta, cosa di cui probabilmente parleranno i dirigenti nell’incontro che verrà fissato, che i cambiamenti non gravino come al solito solo sui lavoratori: il servizio affissioni può rendere molto di più sia al Comune che a chi si aggiudica l’appalto. Se, per vari motivi, viene trascurato, finisce che le aziende che prendono l’appalto, ovviamente all’estremo ribasso, riducono al limite i lavoratori. È una storia vecchia. Noi speriamo che il servizio affissioni venga considerato per quello che è: uno dei pochi servizi che fa far cassa al Comune, e che in questi giorni si mettano le basi per un consolidamento del servizio e una stabilizzazione definitiva dei dipendenti. E bisogna che si muovano, che il 31 dicembre è vicino, sennò ci toccherà incazzarci davvero.

***

ATTACCHINI IN SCIOPERO!

Il servizio affissioni del comune di Livorno è esternalizzato in maniera completa da due anni e tre mesi, preceduti da almeno un quinquennio in cui l’esternalizzazione riguardava soltanto le operazioni manuali. In tutti questi anni ai dipendenti sono stati applicati i contratti più disparati, dal co.co.co. a quello tutt’ora in essere, finalmente un contratto nazionale.

I nostri contratti scadranno il 31 dicembre ma, ai sensi della legge Biagi, non sono ulteriormente prolungabili. Il nuovo bando di gara per l’appalto del servizio affissioni doveva esser pubblicato nei mesi scorsi ma ancora non si vede: l’Amministrazione ha facoltà di prolungare di tre mesi e molto probabilmente questa è la scelta che effettuerà anche se ad oggi non si hanno notizie certe.

D’altra parte AIPA spa, l’azienda appaltatrice, sostiene che non ci sono ancora comunicazioni formali a riguardo.

Ad avere risposte non sono servite richieste informali né la proclamazione, datata 1/12, dello stato di agitazione: per questo siamo in sciopero da ieri, come potete leggere entrando in Comune, e ci rimarremo finchè non avremo risposte concrete.

Ci sono voluti mesi prima che l’Amministrazione promettesse di adeguare il bando di gara inserendo la clausola che i lavoratori della ditta uscente venissero assunti dalla ditta entrante, nell’avvicendarsi di aziende nei vari bandi di gara, e il bando è in ritardo.

Quello che ci è stato detto fin’ora è che un contratto a tempo indeterminato, che a ragion veduta dovrebbe pur essere applicato a gente precaria anche da sei anni, è rischioso per le aziende: il famoso rischio di cause e vertenze e bla bla bla.

Insomma nell’imminenza di quello che potrebbe essere uno stop forzato -tattico per l’aggiramento della legge Biagi- oppure un semplice licenziamento in tronco, l’Amministrazione non dice una parola e l’azienda neanche.

Il silenzio di ieri, primo giorno di sciopero, è assordante: nessuna delle parti in causa ha contattato il sindacato che ci supporta. Se la prontezza di Amministrazione e azienda nel risolvere questi problemi è quella che abbiamo visto fino ad oggi, manifesti in città ne vedrete davvero pochi.

Sono anni che lavoriamo rischiando di vederci negare un contratto all’appalto successivo, o l’anzianità accumulata. E oltretutto si lavora nella merda per 750 euro al mese e nessuna certezza,

ora basta.

I lavoratori del servizio pubbliche affissioni.

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