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Quel “volontariato” a favore dell’ospedale nuovo

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rai_45Leggiamo sulla stampa locale che un gruppo di associazioni ha sottoscritto un documento di sostegno al progetto del nuovo ospedale. Pare che abbiano incontrato la Direzione dell’ASL e che questa sia stata così convincente da indurle a dichiarare pubblicamente il proprio consenso “per il progetto di riorganizzazione complessiva dei servizi” che è stato illustrato.
Naturalmente ci rallegra il fatto che la Direzione ASL abbia finalmente esplicitato un progetto complessivo di riorganizzazione, perché nei documenti ufficiali pubblicati finora molte cose non appaiono chiare. Ad esempio, data la prevista la riduzione di più di 200 posti letto, quali servizi territoriali permetteranno di assistere i pazienti che  non saranno più ricoverati (ospedale di comunità, assistenza domiciliare ecc.), e se verranno garantiti i livelli occupazionali nella sanità di Livorno e Provincia.
Chissà, forse prossimamente tale progetto verrà illustrato anche al resto della cittadinanza...
Le stesse associazioni condividono (ci mancherebbe altro) anche la decisione di costituire la Società della Salute, e anche qui vedono un futuro tutto rosa in cui verranno “razionalizzati, rafforzati ed estesi i servizi territoriali”.
Il mondo è bello perché è vario e quindi non c’è niente di male nel fatto che alcune associazioni assumano posizioni diverse dalla maggioranza dei livornesi.
Quello che stride un po’ sono gli accenti usati dai firmatari del documento pro-ASL nei confronti di chi non la pensa come loro: si legge infatti che definiscono “pretestuosa” l’iniziativa referendaria e che si schierano “in maniera netta contro l’ipotesi di referendum”.
Sorprende che personaggi del mondo dell’associazionismo, importante strumento di partecipazione dei cittadini, si esprimano così ferocemente contro altre istanze partecipative. Ci si aspetterebbe semmai  una posizione del tipo “andiamo al referendum e comunque si decida sarà una grande prova di maturità democratica ecc. ecc.”.
Invece no, perché l’iniziativa del referendum secondo loro è “pretestuosa”. E qui riemerge il solito vizietto togliattiano del funzionariato locale di insinuare la malafede di chi non è allineato. Sarebbe come se noi dicessimo che la presa di posizione di queste associazioni è “pretestuosa” solo perché quasi tutte intrattengono rapporti economici con le istituzioni locali, e in particolare con l’ASL...
Dispiace particolarmente vedere l'adesione del CESDI, associazione delle donne immigrate, le cui esponenti erano insieme a noi alla bella manifestazione del 1° marzo. Forse non hanno considerato che in difesa dei loro diritti troveranno più facilmente come compagni di strada noi provocatori di professione che non la gerontocrazia piddina, quella delle ordinanze antiborsone e dei Centri di detenzione per clandestini. 
E tra i firmatari non poteva mancare Marco Solimano, il quale alcuni giorni fa al congresso dell’ARCI (di cui è stato riconfermato presidente “per acclamazione”) rivolgeva un fervente appello al sindaco perché dedicasse più ascolto alla sua associazione, dato che alle ultime elezioni l’ARCI “in prima fila, con la costituzione della lista “Livorno città aperta”, con l’1,8% raccolto ha consentito al sindaco di vincere al primo turno”.
Bravi! Bisognerebbe decidersi, però, perché mica ti puoi presentare un giorno come una vera e propria forza politica collegata al PD e il giorno dopo, a seconda delle contingenze, ti cambi la giacca e diventi “espressione della società civile”.
Naturalmente niente di tutto questo è “pretestuoso”, e nessuno si scandalizza, per carità, ma per lo meno lascino perdere gli anatemi su chi ha opinioni diverse dalle loro.

Per Senzasoste Ciro Bilardi

5 marzo 2010

***

Comitato Referendum nuovo ospedale: in risposta alle associazioni di volontariato

Siamo davvero sorpresi e dispiaciuti dell’attacco al Referendum, che si oppone alla realizzazione del nuovo ospedale a Montenero, mosso da alcune ed importanti associazioni del volontariato.

Non capiamo davvero perché venga disprezzata con tanta durezza la nostra iniziativa, addirittura ritenuta pretestuosa e contraria al miglioramento dei servizi sociosanitari sul nostro territorio.

Noi ci proponiamo, al contrario, di far esprimere in piena libertà e consapevolezza tutti i cittadini livornesi su di una scelta che condizionerà la loro vita.

Siamo meravigliati perché proprio i rappresentati di una parte di una realtà associativa che fa della partecipazione alla vita sociale e democratica un proprio caposaldo, demonizzano il livello più alto degli istituti di partecipazione popolare, che, non a caso, è previsto e regolamentato dallo Statuto del nostro Comune.

E’ del tutto fuorviante, poi, sostenere che il nostro Comitato sia contrario alla realizzazione di un nuovo ospedale e ancora di più che sia contrario alla riorganizzazione ed innalzamento della qualità dei servizi sul nostro territorio.

Abbiamo posto questioni assai diverse nei documenti ufficiali che abbiamo presentato in Comune,   proprio perché vogliamo raggiungere davvero gli obiettivi di innalzamento della qualità dei servizi sul nostro territorio e vogliamo farlo in modo adeguato, con assolute garanzie da ottenere sotto tutti i profili. Servizi adeguati, tutela del territorio, uso congruo delle pubbliche risorse, massimo rispetto dei diritti di tutti i cittadini, a partire da quello della salute. Sono proprio questi i valori che tramite l'espressione della volontà popolare con il referendum intendiamo sostenere e potenziare.

Speriamo di poter dialogare presto con le associazioni che si sono espresse contro il Referendum, ma anche con le altre associazioni del volontariato; auspichiamo un confronto che parta dal rispetto delle idee di ciascuno, senza deformazioni di sorta.

Per Il Comitato per il Referendum

Francesca Pritoni

Fabio Verzoni

5 marzo 2010

 


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