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Rifondazione, non aprire quella porta. Il comunicato dell'orrore della Fds livornese

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stregaRifondazione, quando era il maggior partito dell'opposizione di sinistra in città, parlava un linguaggio da anni '50 sganciato dalla realtà del territorio. Infatti, in tre lustri, è passata da circa il 15 per cento ad avere praticamente gli stessi punti percentuali, quattro e qualcosa, della Lega Nord (regionali del 2010). Con l'alleanza con il Pdci, Rifondazione continua però a ripetere il linguaggio da anni '50. C'è da chiedersi se dietro tutto questo ci sia il desiderio di vedere cosa accade, elettoralmente parlando, dopo lo zero.

Riceviamo, e pubblichiamo integralmente, il comunicato della Fds dopo la manifestazione di martedì sei. Si parla di una Cgil che non esiste almeno dalla fine degli anni '70, quella che organizza tutte le figure del lavoro, e che sarebbe politicamente letale rimpiangere. La realtà della Cgil di oggi sono i tre euro l'ora ai giovani della torre di via Giotto Ciardi (a proposito, interrogazioni in comune mai?), la vicenda Mtm e mille grandi e piccole concessioni liberiste alle aziende sul territorio. E' il sindacato extraconfederale ad aver garantito invece (vedi vicenda Ipercoop e tante altre) i diritti dei lavoratori sul territorio.

Martedì poteva scioperare chiunque e sarebbe andata bene. E' andata invece male all'aspirante podestà di Livorno, Alessandro Cosimi, il cui progetto autoritario, immobiliare e liberista ha incontrato una sonora sconfessione non appena vista la gente in faccia. In questa crisi di Cosimi la Fds cerca di insinuarsi proponendosi e riproponendo l'eterno mito dello spostamento a sinistra del PD. Un qualcosa impossibile in natura ma evidentemente possibile nel mondo in cattività della politica istituzionale. Una armata Brancaleone fatta di appetiti fondiari, immobiliari, clientelari, di rendita quale è il PD livornese dovrebbe, secondo il comunicato di Fds, trasformarsi in un fronte di progresso che lotta per i diritti del territorio. Pubblichiamo il comunicato e che il dibattito si apra ma per davvero.

Livorno può avere un futuro solo liberandosi del Pd. E' così difficile capirlo? Intanto Rifondazione è tentata di aprire quella porta. Eppure il film l'abbiamo già visto tutti. E non è bello. (red).



UN SUCCESSO L'ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE, PREOCCUPANTI I FISCHI AL SINDACO DI LIVORNO
L'adesione alla manifestazione della CGIL di questa mattina è la migliore risposta che i lavoratori livornesi potessero dare ad un manovra assurda ed iniqua, che ha come unico fine colpire i lavoratori e le fasce più deboli della popolazione.
Ancora una volta la CGIL ha mostrato di essere in piena sintonia con il malcontento e le preoccupazione che esprime il mondo del lavoro. Il lungo corteo che ha sfilato per le vie di Livorno è riuscito ad unificare i lavoratori del settore pubblico, i lavoratori del settore privato e del mondo delle cooperative, tutti uniti nella richiesta di una politica economica diversa da quella che sta perseguendo il Governo.
Ora è il momento in cui la politica si faccia realmente carico del malcontento diffuso e delle istanze dei lavoratori e del loro Sindacato.
È compito dei comunisti e di tutti i partiti di sinistra e democratici dare uno sbocco politico alle manifestazioni di oggi formulando proposte alternative a quelle messe in campo dalle destre e portando la lotta nelle sedi istituzionali e parlamentari.
Ed al tempo stesso operare per dare continuità alla mobilitazione in atto, per cercare di allargarla e generalizzarla, coinvolgendo precari,
disoccupati, studenti, e tutti quelli che si battono per i diritti sociali ed i beni comuni.
In questo contesto, non possiamo fare a meno di sottolineare gli insistenti e prolungati fischi durante l´intervento del Sindaco di Livorno. Essi sono il segno di una difficoltà degli Enti Locali e di una crisi delle forze di governo cittadine che rischiano di non essere più un riferimento positivo per i lavoratori, ma che al contrario diventano un bersaglio della loro rabbia.
Se quei fischi possono dare il senso di una pericolosa divisione nel fronte che si oppone all´attacco classista portato avanti dal Governo di centro-destra, sarebbe, d'altra parte, sbagliato sottovalutare quella protesta e non capire che occorre agire in fretta per ricomporre questa frattura tra lavoratori e Governo della città. Accanto ad una più forte e chiara opposizione politica e sociale alle destre, anche da parte degli stessi enti locali, serve un netto cambio di direzione politica.
Noi non ci tiriamo indietro. Oggi più che mai è necessario un fronte unitario tra mondo del lavoro, forse politiche di sinistra. Proprio per questo come Federazione della sinistra siamo convinti delle necessità di aprire un confronto per elaborare un progetto di rinnovamento e di progresso che risponda da sinistra alla fase di profonda crisi, coinvolgendo intelligenze, energie e volontà e superando il tatticismo dei colpi di scena e dei "congelamenti" fittizi della Giunta, e pensando, finalmente, a dare risposte alle sfide che la crisi ci pone, nell´ottica di mettere al centro i lavoratori e le loro necessità

Michele Mazzola - PdCI - federazione della Sinistra

Lorenzo Cosimi - PRC - federazione della Sinistra
Tiziana Bartimmo - Capogruppo FdS - Consiglio Comunale

 


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