
Nella foto la piattaforma Castoro7 che provvederà alla stesura dei tubi
Il Comitato No Offshore prosegue la propria battaglia contro il rigassificatore malgrado l’arrivo della gigantesca chiatta al largo di Tirrenia (addetta alla posa delle tubazioni sul fondale). Il comitato potrebbe infatti ricorrere alla Corte di giustizia europea di Strasburgo secondo quanto emerso ieri durante l’incontro organizzato da Medicina Democratica sugli effetti devastanti della futura centrale a biomasse in via Leonardo Da Vinci (in cui parliamo in maniera specifica e approfondita sull’ultimo numero cartaceo di Senza Soste da venerdì in edicola). “Giovedì prossimo è in programma un’assemblea presso la nostra sede in via Verdi – spiegano alcuni membri del comitato contro il rigassificatore – e insieme al nostro avvocato Altavilla valuteremo se effettivamente ci sono gli estremi per ricorrere alla corte di Strasburgo”.
Il Comitato definisce “scandalosa” la recente sentenza del Consiglio di Stato che dà il via libera alla realizzazione del rigassificatore Olt. Tra le iniziative che potrebbero essere programmate a breve anche un “No rigassificatore-day” nei primi giorni di marzo. Numerose sono state le e-mail di sostegno e incoraggiamento pervenute negli ultimissimi giorni al Comitato che non esclude l’opportunità di promuovere una vertenza ambientale livornese unitaria, una sorta di unione di forze tra tutti quei comitati, sindacati, partiti politici e liberi cittadini che hanno a cuore le tematiche ambientali.
(red.) 14 febbraio 2010
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