Buon successo dello sciopero generale indetto dalla Cgil e da numerose sigle del sindacalismo di base. In Toscana ci sono state manifestazioni in tutte le città, con ottimi numeri sia dal punto di vista della presenza nelle piazze sia da quello della quantità di persone che si sono astenute dal lavoro. All'aeroporto Galilei di Pisa cancellati 30 voli, nelle ferrovie numerosi treni soppressi, adesione altissima nelle fabbriche metalmeccaniche, nel pubblico impiego e anche in alcuni grandi realtà del settore commercio. Da registrare in quasi tutte le piazze dove ha sfilato la Cgil la presenza di vertici locali e regionali del Pd, che in diverse situazioni hanno suscitato i malumori della piazza.
Il corteo è partito da piazza Magenta, per poi snodarsi lungo via Cairoli e via Grande. Una volta raggiunta la zona del porto un grosso spezzone del corteo (principalmente operai metalmeccanici e settori del movimento livornese) si è staccato e anziché proseguire lungo via San Giovanni come da programma ha imboccato il ponte di Santa Trinità dirigendosi verso la Stazione Marittima. Alla fine del ponte ha invece deciso di "dribblare" le forze dell'ordine e di proseguire verso la Venezia, per ricongiungersi agli altri manifestanti davanti al Comune dove erano previsti gli interventi. Qui dapprima è stata contestata la funzionaria Cgil che ha pronunciato l'intervento introduttivo, poi, quando ha preso la parola il sindaco Alessandro Cosimi è partita una violenta contestazione (il video: http://www.tutv.it/video/iltirreno/805-pioggia-di-fischi-per-cosimi-al-corteo-cgil) con fischi, cori di vaffa... e grida "buffone". Il sindaco ha replicato ai sonori fischi dicendo che non comprendeva la contestazione in quanto il Comune è sempre stato al fianco dei lavoratori che si sono trovati in situazioni di difficoltà. Una risposta è arrivata direttamente da un operaio che abbiamo intervistato in piazza: "Mi meraviglio che Cosimi sia stupito dalla contestazione. Il suo partito su questo sciopero ha tenuto una posizione ambigua per non dire contraria, oltre al fatto che il Pd sul lavoro la pensa come Confindustria in tutto e per tutto. Come amministrazione dice di essere stato sempre vicino ai lavoratori, ma è un dato di fatto che negli ultimi mandati di governo Livorno ha perso gran parte del suo tessuto produttivo, a vantaggio di un terziario che rende oggi Livorno una città regina della precarietà e della cassaintegrazione. Per non parlare delle privatizzazioni ed esternalizzazioni nelle partecipate del Comune, di cui è più che responsabile."
"Che sia solo l'inizio"
Un altro lavoratore ha voluto lanciare l'appello che la data di oggi sia solo l'inizio di una stagione di lotte per cacciare via questo governo, ed ha annunciato altre iniziative spontanee nei prossimi giorni a Livorno. La sensazione in effetti è quella di una grande potenzialità che al momento è in fase crescente e potrebbe fare la differenza quando nel prossimo autunno verranno indette altre date di mobilitazione. Ancora una volta Livorno ha dimostrato che non bastano le passerelle colorate per cambiare l'esistente, e infatti con le iniziative di blocchi stradali e con le contestazioni forti ha rotto lo schema e la ritualità stanca della manifestazione-passeggiata in centro.
Sindacalismo di base a Firenze
Diverse sigle del sindacalismo di base (USB, SlaiCobas, Orsa, Unicobas, Snater, SICobas, USI) hanno invece optato per la manifestazione regionale a Firenze, che ha visto la partecipazione di circa 5mila persone. Manifestazioni separate perché pur condividendo la necessità di scioperare contro la manovra economica del governo, non possono essere taciute le responsabilità della Cgil, in particolare a causa della firma sull'accordo dello scorso 28 giugno che ha poi rappresentato il cavallo di Troia per consentire al governo di introdurre le vergognose norme antilavoratori oggetto della contestazione di oggi.
(red.)
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