Nata in pieno regime fascista con l’obiettivo di chiedere al governo concessioni e contributi di denaro pubblico per lo sviluppo del porto, la Società Porto Industriale Livorno, ha perso via, via, i suoi connotati finendo per essere poco più di un’immobiliare a uso e consumo del Comune di Livorno, suo maggior azionista. Ma dove sta il prevalente interesse pubblico della società? In altre parole, serve davvero un’immobiliare comunale che compra, ristruttura e vende appartamenti? Da qualche tempo, le opposizioni in Consiglio Comunale, hanno provato a mettere in discussione costi e finalità della Spil, (che tra l’altro non produce utili da capogiro che permettono al comune di abbassare le rette degli asili,anzi) senza però riuscire ad ottenere gran che.
La vicenda del parcheggio all’Odeon e la palazzina di Corso Mazzini, sono solo due degli ultimi esempi di come Spil interviene. Altri, solo per citarne alcuni, riguardano l’acquisto e la ristrutturazione degli immobili di Stringi, Stringi dove si sono voluti mantenere appartamenti in mezzo alle attività caotiche del porto commerciale, dannosi soprattutto per chi vi abita, ma anche per lo sviluppo del porto. O la ristrutturazione di Palazzo Ciuffardi (quello davanti al Parterre) di proprietà dell’Ospedale e sede dell’unico punto di accoglienza cittadino per chi non ha niente, per chi vive per strada. Sloggiati i poveri, doveva ospitare società, ed è finito per essere un altro bel palazzo di appartamenti in affitto o ceduti in vendita. Stessa sorte è toccata alla palazzina di Corso Amedeo ex sede dell’Arci diventata anch’essa immobile di prestigio in vendita.
Dal dopoguerra agli anni ’90 Spil, si è limitata a fare ordinaria amministrazione. Poi ha un’accelerazione, voluta dal sindaco Lamberti, con i Presidenti Giuseppe Angella e Massimo Guantini. Con quest’ultimo, Spil, si “intromette” in numerose vicende, da quelle portuali (sponsorizzando la Compagnia a cui affitta aree preziose a costi(?)), alla morte del Cantiere Navale, fino all’avvento della Azimut Benetti. Solo nella sua storia recente, con il Presidente Riccardo Vitti (commercialista, che per questo incarico percepisce oltre 6.000 euro mensili), abbandona la sua vocazione che guardava al porto e alle industrie e diventa la lunga mano del Comune in attività di carattere immobiliare. Per la palazzina di Corso Mazzini, Spil, dimentica che i proprietari avevano donato l’immobile a patto che fosse usato per attività sociali, e lo trasforma in appartamenti. Stessa cosa provò a fare con la palazzina che ospita da oltre 18 anni il Centro sociale Godzilla e il Centro politico 1921. Anche in questo caso l’idea non è quella della ristrutturazione per garantire la permanenza di strutture sociali in locali, storicamente destinati a queste attività, ma è quella di fare appartamenti.
Ora Spil, azienda di proprietà del comune, che secondo le minoranze dovrebbe tornare a fare quello per cui è nata, magari diminuendo notevolmente i compensi agli amministratori, è al centro di due polemiche, da una parte c’è chi contesta al Comune e a Spil di destinare gli appartamenti di proprietà pubblica senza una graduatoria e senza bandi pubblici. Dall’altra c’è la polemica per un bel cinema trasformato in un orrendo garage costato 20 milioni di euro. Il tutto mentre continuano a chiudere spazi di aggregazione, di cultura e socialità (Odeon, Metropolitan, Gran Guardia etc.etc.) per dare spazio a negozi e appartamenti, con tanto di varianti urbanistiche. Se questo è il modo di governare il territorio da parte della sinistra, ci domandiamo cosa potrebbe fare la destra se fosse al potere?
BAIOLO CARIGNOLI
tratto da Senza Soste n.61 (maggio 2011)
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