Alle Sughere, lenzuola cambiate ogni 25 giorni e niente disinfettanti per le docce. Il garante Solimano: "Una vera e propria emergenza che può riguardare anche la tutela della salute pubblica"
Da alcuni giorni i detenuti di tre sezioni del carcere delle Sughere di Livorno stanno mettendo in atto una protesta contro le condizioni al limite che stanno vivendo.
I detenuti, tutti detenuti per reati comuni, rifiutano il cibo dell'amministrazione penitenziaria e battono con gli oggetti su sbarre e cancellate.
A renderlo noto è il garante dei detenuti del Comune livornese Marco Solimano che stamani ha incontrato all'interno del penitenziario una rappresentanza delle sezioni in agitazione. A scatenare la rabbia soprattutto le condizioni igieniche e sanitarie: su tutto lenzuola cambiate ogni 25 giorni e mancanza di disinfettanti per le docce.
"Le motivazioni della protesta - spiega Solimano - riguardano essenzialmente le difficilissime condizioni di vita all'interno, dovute ad un sovraffollamento asfissiante e fortemente limitante dell'agibilità e degli spazi minimi di vita. Si pensi che in una cella di neanche 12 metri quadri vengono ospitati tre detenuti".
Ma la situazione delle Sughere ha disagi specifici. "La quota destinata dal ministero alla manutenzione ordinaria - prosegue il garante - è del tutto risibile ed inadeguata: le lenzuola vengono cambiate una volta ogni 25 giorni, nonostante l'ordinamento penitenziario preveda una volta ogni settimana, non sono più disponibili disinfettanti né per le singole celle né tantomeno per gli spazi comuni come le docce che versano in condizioni penose ed umilianti, i materassi sono oramai vere e proprie sottilette senza alcuna prospettiva di sostituzione".
Nelle docce, che vengono utilizzate da circa 70 detenuti per volta, compare spesso la muffa. Una recente relazione dell'Asl ha definito molto alta la possibilità di diffusione di scabbia e tubercolosi. "I magazzini - aggiunge Solimano - sono vuoti e non si riesce a far fronte nemmeno all'essenziale ed all'indispensabile. I livelli di povertà fra i detenuti non consentono a tutti di poter acquistare il necessario alla spesa e quindi sono i più marginali a pagare duramente queste condizioni. C'é una vera e propria emergenza che può riguardare anche la tutela della salute pubblica".
Solimano scriverà al provveditorato regionale e al Dap per "una vibrata protesta" garantire ad ogni detenuto il "livello minimo vitale per un diritto alla dignità ed al decoro".
tratto da www.ansa.it
20 maggio 2011
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