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Un bel giro … e 11 denunce

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wouter_scrittaLivorno ha ospitato il Giro d’Italia in una giornata di lutto. Una tappa che sulla carta doveva essere movimentata e piena di spettacolo e che invece, giustamente, è stata neutralizzata per ricordare Wouter Weylandt, il ciclista della Leopard deceduto ieri dopo una brutta caduta.

Una giornata tuttavia onorata dai livornesi che si sono riversati in massa sulle strade a salutare il Giro.

Purtroppo i poteri livornesi e il loro provincialismo non sono stati all’altezza della gente livornese. Nella notte precedente 5 volanti si sono recate al Castellaccio a prendere i documenti e a denunciare 11 persone che avevano avuto la sola colpa di ritrovarsi a dormire in un tratto di salita dove erano state fatte alcune scritte. Come è nello spirito del giro da decenni sono state vergate sulla strada con tinta bianca alcune scritte fra cui: "Ciao Wouter" (in onore al ciclista morto), "W il Giro", "W Pantani" a cui sono stati affiancate altre scritte come "12-13 giugno vota Sì", "Palestina Libera" e l’immancabile "Pisa Merda". Ma la scritta che ha fatto mobilitare le forze dell’ordine locale è stata la classica “Berlusconi pezzo di merda”. Nella mattina della gara si sono recati sul luogo assessori, polizia, digos e vigili urbani per cancellare la fantomatica scritta. La scusa ufficiale è stata la solita: “Non si deve mischiare politica e sport”. Ridicolo in un contesto in cui la persona offesa è quella che con la vittoria dello scudetto milanista ha guadagnato almeno il 2% alle amministrative e quella che vende Kaka il giorno dopo le elezioni. Senza considerare che la Lega al nord infesta gli arrivi del Giro con bandiere padane, scritte con Padania Libera e Viva Bossi oltre alle offese all’Italia.

La ridicolaggine delle istituzioni livornesi si è quindi realizzata con la cancellazione della parola Berlusconi (anzi, c’era scritto Berluska) in mezzo alle proteste della gente comune che era presente e a un operatore dell’Aamps in imbarazzo che ha anche dichiarato: “Ma Pisa Merda non la cancello”.

In questo contesto ridicolo e pieno di Digos la giornata si è sviluppata fra passione, braciate e gazebi con la diretta dal giro culminati con un applauso generalizzato ai corridori al passaggio.

In questa situazione non potevano mancare i raccattati de Il Tirreno che hanno addirittura scomodato i simboli dell'Eta. E' da capire se hanno scambiato la semplice bandiera dei Paesi Baschi (la famosa Ikurrina, una bandiera che ha la stessa valenza istituzionale della bandiera della Regione Toscana mentre il simbolo di Eta consiste in un martello con un serpente che lo avvolge, molto differente dalla bandiera Basca).  Oppure se i giornalisti hanno scambiato la scritta in basco che significa "Paese basco e libertà" per un simbolo (?) di Eta. Insomma, c'era da fare notizia e scalpore e come sempre l'hanno fatta partendo dalla disinformazione. Fra l'altro le due ammiraglie della squadra basca Euskaltel hanno salutato, come da tradizione, le bandiere basche con colpi di clacson e saluti ai tifosi.

Alla fine sono bastate qualche bandiera della Palestina, dei Paesi Baschi, del Livorno, degli antifascisti e che invitavano il voto SI’ ai prossimi referendum, per mobilitare tutte le forze dell’ordine e la politica locale.

Altro che Giro d’Italia, questa gente al massimo può presidiare una gara cittadina sulla teglia di torta più buona.

Il video della salita del Castellaccio

red. 10 maggio 2011

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