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Vertenza Livorno: "La Provincia raddoppia l'inceneritore, ma lo tiene nascosto ai cittadini"

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inceneritore_livornoIl 14 dicembre la Giunta della Provincia di Livorno ha approvato il documento tecnico che dovrà servire da linea guida per il piano interprovinciale dei rifiuti dell'ATO costa, cioè per l'insieme delle province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa. Diversamente da altre giunte, quella del Presidente Kutufà non ha divulgato la notizia, preferendo tenerla "riservata". Vediamo perchè.

Il documento approvato dalla Giunta, realizzato da "Ambiente Italia", un istituto molto vicino alla Legambiente, prevede tre fasi nella pianificazione della gestione rifiuti. Senza andare molto sul particolare, vediamo di riassumere le tre fasi. La prima fase va dal 2011 al 2014, prevede una produzione di rifiuti pari a quella del 2008, cioè non considera la diminuzione che c'è stata nel 2009 a causa della crisi economica, una raccolta differenziata media al 45%, una impiantistica uguale all'attuale (cioè in estrema sintesi: le discariche di Peccioli, Scapigliato, Ischia di Crociano e gli inceneritori di Livorno, Pisa, Pietrasanta e Castelnuovo Garfagnana). Nella fase 2 (2015/2019) si prevede un aumento della produzione dei rifiuti pari all'8% rispetto al dato 2008, una raccolta differenziata media al 55%, il mantenimento delle discariche, il raddoppio dell'inceneritore di Livorno nel 2016, un contenuto aumento delle potenzialità di quello di Pisa, il mantenimento di quelli di Pietrasanta e Castelnuovo. Nella fase 3 (dopo il 2020) si prevede un aumento della produzione dei rifiuti pari al 16% rispetto al 2008, una raccolta differenziata media al 65%, la chiusura degli inceneritori di Pisa e Castelnuovo, il mantenimento di quello di Pietrasanta e, soprattutto, la scelta fra un ridimensionamento dell'inceneritore di Livorno nel caso venga destinato a bruciare "solo" i rifiuti di Livorno e Pisa e la costruzione di un inceneritore da 1050 tonnellate/giorno (esattamente 6 volte piu' grande dell'attuale) nel caso l'ATO costa decida di bruciarvi tutti i rifiuti delle provincia di Pisa, Livorno, Massa e Lucca. Il documento prevede anche un'altra alternativa nel caso si decida di costruire il "mostro" da 360mila tonnellate l'anno: bruciare solo CDR, cioè Combustibile derivato dai Rifiuti, e quindi avere bisogno di una discarica di servizio di notevoli dimensioni oltre ad una discarica per rifiuti speciali per le ceneri tossiche prodotte dall'incenerimento, oppure bruciare la spazzatura "tal quale" (cioè così come si trova nei cassonetti stradali) senza bisogno di conferimento in discarica, se non delle tossiche e nocive ceneri di risulta dell'incenerimento.

Dalla breve rassegna del documento approvato dalla Giunta provinciale di Livorno saltano evidenti due paradossi. Il primo riguarda i livelli di raccolta differenziata che secondo la legge nazionale dovrà raggiungere la quota del 65% entro il 2012 (ma la Regione Toscana persegue un obiettivo ancora più ambizioso: il 2011) ma che i pianificatori dell'ATO Costa rinviano, niente meno che al 2020: quasi 10 anni dopo. C'è da rimanere allibiti: questi signori sono i primi a non rispettare le leggi dello Stato e lo scrivono pure nei loro documenti! Il secondo paradosso è che nella delibera della Giunta si parla di un "impegno ... ad azioni tendenti a ridurre la produzione dei rifiuti" salvo poi prevedere un aumento del 16% dal 2008 al 2020: alla faccia della riduzione!

Paradosso nel paradosso: l'allegato B alla delibera è costituito da un documento, sempre realizzato da "Ambiente Italia", denominato "Scenari di produzione rifiuti al 2020". In questo documento l'istituto prevede due scenari, il primo assume un aumento dei rifiuti prodotti senza alcun intervento pubblico, il secondo uno scenario che risente di una politica di prevenzione dei rifiuti fondata su compostaggio domestico, contenimento degli sprechi, uso più efficiente egli imballaggi, ecc., che porterebbe una diminuzione dei rifiuti prodotti di circa 100 kg a testa nel giro di dieci anni (2011/2020). Ebbene col primo scenario - che potremmo definire "tutto come adesso e chi se ne frega tanto facciamo il mega inceneritore a Livorno!" - si prevede una produzione per l'ATO costa pari a 1.034.424 kg di rifiuti, rispetto al 927.229 del 2009. Nel secondo scenario - che potremmo definire "lo facciamo ma tanto non faremo niente di quello che scriviamo" - la produzione scende a 885.527 kg di rifiuti, sempre rispetto ai 927.229 del 2009.

Inutile dire che questo secondo scenario non prevederebbe la costruzione del mega inceneritore a Livorno. Inutile dire anche che di questo secondo scenario non vi è traccia nelle tre fasi di cui è composto il documento approvato dalla Giunta  provinciale di Livorno.

Spero di non avere annoiato troppo con queste cifre, però capirete che tutto ruota attorno a cifre e previsioni.

A questo punto è evidente che gli amministratori di Livorno, Pisa, Massa e Lucca non solo si prendono la responsabilità di fare un piano fuori legge (a causa della raccolta differenziata inferiore a quanto stabilito dalla normativa nazionale e regionale) ma rinunciano pure a operare una corretta gestione dei rifiuti con azioni volte alla loro riduzione alla fonte. Questi amministratori si limitano a "certificare" la situazione che "altri" determinano, cioè piccola e media impresa commerciale o industriale, che scarica nei cassonetti gran parte dei propri scarti, e grande distribuzione che lucra sull'usa e getta. Penso che sia anche chiaro perchè non è stata data alcuna pubblicità alla delibera della Giunta provinciale del 14 dicembre: Kutufà e soci preferiscono tener nascosta la notizia che a Livorno si progetta di realizzare un mega inceneritore da 1000 tonnellate il giorno di rifiuti.  Invece di aprire un grande dibattito pubblico sulla questione rifiuti e sulla sua gestione ecologica ed economica, si preferisce il silenzio, nella speranza di porre i cittadini di fronte al fatto compiuto (cioè al raddoppio dell'inceneritore del Picchianti nel 2016 e alla costruzione del "mostro" nel 2020), magari ripetendo lo stereotipo falso che dell'inceneritore non si può fare a meno. E invece dell'inceneritore, di questa macchina che brucia risorse creando inquinamento, si può e si deve fare a meno. Solo un grande movimento dal basso, che "sputtani" i professionisti della politica, ignoranti e arroganti, potrà bloccare i piani di chi vuol fare di Livorno la pattumiera della Toscana.

Vertenza Livorno

18 gennaio 2011

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