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Via Ademollo: conferenza stampa per denunciare i comportamenti della polizia municipale

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sfratti_presidio_via_romaPresso il Laboratorio Ska si è svolta questa mattina una conferenza stampa sui i fatti avvenuti due giorni prima in Via Ademollo, ossia lo sfratto di una famiglia con quattro bambini nonché l’operazione in stile Gestapo messa in campo dalla sempre più ardimentosa Polizia Municipale.

Tutti i presenti, dal rappresentante dell’Arci a quello dell’USB, dal segretario di Rifondazione Comunista ai militanti degli spazi sociali d’area antagonista cittadina (Ex caserma, Ska, Chico Malo e Refugio), fino ad arrivare al collettivo anarchico, hanno espresso piena solidarietà alle vittime dell’accaduto. Ricostruiamo allora i fatti. La famiglia in questione prima di occupare l’appartamento di patrimonio Erp (tutti gli astanti hanno specificato la propria contrarietà verso le occupazione di abitazioni di edilizia popolare) dormiva in un furgone. Chi ha difeso la famiglia non ha rivendicato l’occupazione, semplicemente ha cercato di indirizzare la famiglia verso forme di lotta maggiromente rivendicabile, garantendogli la propria vicinanza ed il proprio appoggio a sgombero avvenuto. L’idea era di lasciare l’appartamento riuscendo a strappare una promessa alle istituzioni, ma vista l’indisponibilità di soldi da spendere nel sociale da parte del comune, a questa famiglia sono stati offerti soltanto tre giorni di albergazione.

Vittime dell’aggressione poliziesca sono state invece quelle persone, comuni cittadini del quartiere Stazione, accorsi in supporto della famiglia. Quasi fossero pericolosi terroristi o mafiosi, questi sono stati aggrediti fisicamente dalla polizia municipale, con tanto di volanti con sirene spiegate e manette sventolate dalla polizia, accorsa in supporto della municipale. D’altronde la storia insegna (si veda quanto è successo in piazza Cavallotti con i senegalesi), la municipale da un punto di vista professionale sul piano della repressione lascia a desiderare, dato che quasi 20 vigili urbani non bastavano a fermare tre persone, di cui due minorenni. La delicata operazione poliziesca si è risolta in una denuncia a carico di uno dei fermati, che sdegnato dalla prepotenza degli agenti della municipale si sarebbe rifiutato di fornire le proprie generalità. Come dire, tanto rumore per nulla! Sono state mobilitate fior di pattuglie e di uomini in divisa per una mancata disponibilità di fornire generalità.

Non è il primo episodio che vede coinvolta la polizia municipale in veste di Gestapo, si pensi alla repressione dei senegalesi in piazza cavallotti. La domanda dunque è sorta spontanea nel corso della discussione: il sindaco Cosimi è a conoscenza di come la polizia municipale gestisca l’ordine pubblico? Ne condivide l’operato?Oppure in seno alle istituzioni territoriali stiamo assistendo ad un conflitto tra poteri diversi, quello politico e quello poliziesco? Di certo per difendersi il primo cittadino non potrà appellarsi ad un vago e fumoso principio di legalità, dato che la drammatica situazione abitativa sta generando mostri sociali che male si armonizzano ai principi solidaristici espressi dalla nostra costituzione (si veda il primo ed il secondo articolo). Evidentemente la costituzione per il Pd ha un valore soltanto quando c’è da inscenare una debole opposizione nei confronti dei Berlusconi di turno. La strategia di gestione della attuale questione sociale ed abitativa livornese trova in disaccordo numerose forze politico-sociali e sindacali . Tutti alla conferenza stampa si sono trovati d’accordo nel ritenere necessaria l’elaborazione di una strategia capace di rinsaldare i legami solidaristici nelle desolate periferie livornesi. Come ha aggiunto il segretario provinciale dell’Usb, la strategia deve opporsi anche alle pratiche liberiste realizzando un ampio arco politico-sociale di opposizione all’amministrazione comunale, sempre più lontana dalle esigenze dei soggetti deboli (repressi generalmente, come dimostra questo episodio) .Speriamo dunque che dall’ennesimo atto patetico di prepotenza ingiustificata possa nascere un vento cittadino di cambiamento. A conferenza conclusa, si potrebbe dire che questo sia il miglior auspicio prodotto.

 

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