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Via Edda Fagni, dal danno alla beffa

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porta_a_mare_apeironCosì un vecchio operaio del cantiere navale ha commentato l’idea del Comune di intitolare a Edda Fagni la strada che collega la piazza con le palazzine realizzate sui piazzali che una volta ospitavano lamiere e officine. Davvero una beffa se si pensa che solo alcuni mesi prima di morire Edda Fagni, nel corso di una riunione, criticò i compagni di Rifondazione sostenendo che non si erano opposti in modo sufficiente all’idea di lasciare che Fincantieri abbandonasse il Cantiere. Non era del tutto convinta che l’idea delle cooperative che rilevavano il cantiere fosse vincente e del resto Fincantieri doveva essere obbligata a mantenere gli impegni presi con la città.

Tutto questo dovrebbe comparire nel libro che il comandante Roncucci, anche lui esponente di Rifondazione, sta per dare alle stampe e che dovrebbe ripercorrere quegli anni. Secondo Luigi Vanni, operaio del cantiere in pensione ed ex consigliere comunale, non solo è criticabile la scelta del Comune ma rappresenta una vera e propria beffa. Chi si opponeva alla rendita fondiaria di quelle aree si troverà ora a testimoniare, con il suo nome affisso ad un palo, alla morte della cantieristica e delle riparazioni navali.

red. 28 febbraio 2010

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