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Cosimi e la Lazio: bersaglio troppo facile, l’intervento suona stonato

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spinelli_cosimi“Siamo rimasti molto colpiti dalla discesa in campo delle Istituzioni in difesa di una società di calcio”.

Così inizia l’intervento del Sindaco Cosimi sulle vicende della Lazio che tante polemiche ha suscitato in questi giorni.

Stupisce che il sindaco si stupisca, perché non è certo una novità che Comuni o Regioni, di qualsiasi orientamento politico, si interessino degli assetti societari di una squadra di calcio. Non fa eccezione il Comune di Livorno, basti ricordare le strombazzate in occasione dell’acquisto da parte dell’attuale presidente Spinelli, quando l’allora sindaco Lamberti giocò molto in termini di popolarità sul fatto di essere stato il promotore di quella operazione.

Il bersaglio di Cosimi, l’antipatica squadra biancoceleste con la sua tifoseria fascistoide, sembra scelto apposta per garantire all’uscita del sindaco il massimo dei consensi. E in prossimità delle elezioni regionali, per quanto Cosimi non sia personalmente coinvolto nella scadenza, non si può fare a meno di pensar male, cosa con la quale com’è noto “si fa peccato ma quasi sempre ci si indovina”.

Argomento calcio, risonanza nazionale garantita. Talmente facile che a leggere le parole di Cosimi si prova addirittura un certo imbarazzo.

Tra l’altro è noto che Cosimi non è proprio un appassionato accanito di calcio e che se ne occupa solo per motivi istituzionali. In questo, naturalmente, non c’è niente di male, se non il fatto che certi accenti da tifoso poi suonano poco spontanei.

Nel merito molti tifosi laziali hanno chiarito sul blog di Cosimi che la questione non è la permanenza in A della squadra ma la figura del presidente Lotito, che da sempre si presenta come un moralizzatore ma che in realtà non sembra proprio una figura cristallina. Ma sull’altro piatto della bilancia c’è il notevole peso della componente affaristico-malavitosa della Curva, emersa nel caso Chinaglia-camorra di qualche anno fa. Quindi l’impressione è che quell’ambiente sia un nido di vipere e un guazzabuglio poco decifrabile per gli osservatori esterni.

Per questo non sarebbe stato male un intervento più documentato, magari sul fatto che molte squadre (tra cui il Livorno) sono state dichiarate fallite e mandate tra i dilettanti per quattro spiccioli, mentre per la Lazio il colossale debito accumulato sembra essersi paradossalmente trasformato in un’”assicurazione sulla vita”, visto che solo con le decine di milioni dei diritti televisivi della serie A potrà estinguerlo (entro qualche secolo). E’ per questo che, oltre a forme di rateizzazione ridicole, gli vengono consentite operazioni di mercato perfino lussuose come l’acquisto di Zarate per circa 20 milioni di euro. Qualche anno fa il presidente del Bologna osò parlare di “doping amministrativo” (si riferiva più che altro alla stessa Lazio, alla Roma e al Parma), con il risultato che i rossoblu retrocessero in B alla velocità della luce.

Quindi non è che i timori per questo finale di campionato siano ingiustificati, ma se si entra nell’argomento bisogna parlare a ragion veduta.

Da parte del sindaco avremmo piuttosto una riflessione su come uscire dall’intreccio di interessi tra politica e imprenditori calcistici, a cui nessun partito è estraneo, né la destra, a partire naturalmente dalla saga Berlusconi-Milan, né il “centrosinistra” in molte delle realtà dove governa.

Il calcio porta consensi, e molti imprenditori acquistano le società in cambio di appalti e favori di vario genere.

Da noi Spinelli ha acquisito posizioni importanti sul porto di Livorno. E’ solo frutto della sua indubbia abilità imprenditoriale? Vogliamo sperare che sia così, ma ci piacerebbe che al presidente quando è “stanco” venissero ricordati più spesso i vantaggi che gli porta la sua presenza in città.

Infine, quando il sindaco scrive che da noi “si è sviluppata una cultura che porta le famiglie allo stadio”, sarebbe importante che il Comune favorisse questa presenza. Vedremmo con favore una trattativa con la presidenza per un drastico abbassamento del costo dei biglietti (ricordando a Spinelli quei vantaggi di cui sopra) e un intervento costante per allentare la morsa sicuritaria che allontana il pubblico dagli stadi.

Per Senza Soste, Nello Gradirà

12 febbraio 2010

 

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