Sembra incredibile ma il sindaco nella conferenza dei capigruppo, quindi in un contesto ufficiale e istituzionale, è riuscito proprio dire che le dimissioni dell'assessore allo sport sono dovute a motivi personali e dal desiderio di costruirsi un sereno percorso verso la pensione.
Infatti capita in tutte le giunte di questo mondo: un assessore allo sport si dimette per andare in pensione e il sindaco dichiara lo stato di crisi e azzera la giunta.
Poi passa una bella serata alla sede del Pd a litigare con presidente di provincia e segretari del partito. Forse è per questo che la stampa non ha riportato le cronache della serata: i traumi da prepensionamento nelle giunte possono essere solo assorbiti con la terapia del silenzio.
Così ufficialmente abbiamo una crisi da scivolo verso la pensione, i cui protagonisti sono contriti in un silenzio da cerimonia delle ceneri, e la totalità dei partiti che sono o possono essere interessati al susseguirsi degli eventi che non solo non hanno scritto un comunicato ma nemmeno un biglietto di auguri al futuro pensionando. Si è quindi aperta la fase più dura. L'elaborazione del lutto dopo la crisi. Infatti, per adesso, nessuno ha accettato il posto di un signore che si è avviato così dignitosamente verso la pensione.
In modo così solare che un'intera giunta si è fermata ad osservarlo. Persino il segretario del PD si è rifiutato di prendere il suo posto. Deve aver provato la sensazione di indossare i vestiti di un defunto. Chi l'ha detto che Livorno è in mano a una banda di cinici affaristi, intossicati dagli interessi del mattone?
L'attenzione al rito di passaggio della fine dell'età lavorativa di un assessore ha bloccato un'intera giunta in una riflessione ed un silenzio corali che non hanno precedenti in Italia.
Ci sono poi i maligni e i materialisti che pensano che l'assessorato allo sport abbia subito, negli anni, un pericoloso stravolgimento delle funzioni socialmente utili. Da elemento regolatore della coesione sociale a occasione di profittabilità pronta cassa di impianti pubblici e di terreni che sono bene comune. I risultati si vedrebbero ad occhio: mentre la famiglia di un ragazzo deve spendere, e in tempo di crisi, dai 350 ai 450 euro per iscriverlo ad una scuola calcio l'assessorato allo sport entra in crisi per una beauty farm che sventrerebbe un parco pubblico. I maligni e i materialisti pensano inoltre che l'assessorato allo sport non abbia alcuna mappatura del disagio sociale, alcun programma di come intervenire con progetti legati allo sport in questo disagio, nessuna idea di come attivare la finanziabilità e la sostenibilità di questi progetti. Eppure l'assessore colpito da un tedio esistenziale così forte, tanto da bloccare un'intera giusta a riflettere sul senso dell'esistenza, è diretta espressione del mondo delle banche. Ma lo sforzo di finanziabilità va rivolto altrove: beauty farm, aziende partecipate (delega
notoriamente coerente con lo sport..) tanto basta ripetere che "è colpa di Roma, non ci sono soldi" che trovi sempre l'elettore allocco piddino convinto che non ci siano soluzioni e il Tirrreno che ti viene dietro.
Ma queste sono tutte malignità. Tipiche di un pensiero materialista che ha perso il senso dell'esistenza e della riflessione davanti al susseguirsi delle stagioni della vita. L'assessore si è dimesso di fronte alla prova esistenziale imposta dalla riflessione sull'incedere della fine dell'età lavorativa. Un sindaco e un'intera giunta si sono fermati con lui in questa riflessione. I partiti si sono spontaneamente uniti a questo coro di silenzio. Silenzio che mica parla di una variante del piano regolatore, ma del senso dell'esistenza in un assolato angolo del mar Tirreno in una stanza di assessore. Per questo è importante l'assessorato allo sport, a Livorno.
"Oh, impara a leggere ciò che il silenzioso amore ha scritto; udir con gli occhi s'addice al fine ingegno dell'amore..." (Shakespeare)
Link: Diario della crisi. Il sindaco ammette pubblicamente che si vuol liberare della città
Link: Livorno, diario della crisi. Il sindaco azzera la giunta e Il Tirreno mette in campo il prete
Link: Senza Ritorni. La fine politica di Alessandro Cosimi e la necessità di disarticolare il PD livornese
(red) 1 settembre 2011
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