Durante la crisi di giunta il Tirreno ha confuso le pagine di cronaca politica con quelle del calciomercato. Non solo per l'argomento (Protti) ma proprio per il metodo. Durante il calciomercato, nei periodi in cui una società deve far vedere di fare qualcosa, si spara infatti qualche titolo e qualche nome. Nessuna intervista al giocatore interessato, si rischierebbe di bruciare il titolo sparato a caratteri cubitali, poi improvvisamente l'ipotizzato trasferimento sparisce tra le notizie. Per riapparire come era scomparso oppure per essere accantonato nella maniera più discreta possibile. Noi un'idea su questa storia di Protti ce la siamo fatta ma, solo per rispetto al grande Igor, diremo la nostra solo quando le notizie saranno ufficiali e commentando solo quelle. Le notizie vere intanto sono altre.
La lotta interna all'Idv livornese prosegue. E si tratta di una spaccatura politica, regionale, territoriale e personale tra esponenti di questo partito. Siccome non si tratta del PD, che deve essere rappresentato il più unitariamente possibile, il Tirreno ne ha dato ampia notizia. Mentre sulla burrascosa riunione al vertice del partito democratico livornese della settimana scorsa era calata la cortina della discrezione.
Vediamo di ricapitolare: la crisi all'interno del centrosinistra labronico c'è. E' sulla rappresentanza e la composizione degli interessi immobiliari, di potere (tra sindaco e giunta, tra questi soggetti e i le fazioni dei partiti livornesi, all'interno di queste fazioni), di indirizzo economico e legata alla gestione dei tagli di bilancio. Tocca anche la problematica della privatizzazione della Porto 2000, chi la gestisce e a favore di chi, quella del futuro delle municipalizzate. E' la classica crisi di chi non sa che navigare a vista, componendo interessi pronta cassa, ma non può più farlo perchè i veti incrociati e i conflitti tra interessi si sono fatti paralizzanti. Nessuno all'interno del centrosinistra è in grado di comporre un blocco storico che ripensi sistema istituzionale locale e rilancio complessivo della città. In questa situazione pervengono al centrosinistra due sollecitazioni politiche differenti. Quella della federazione della sinistra e quella dell API. Se il centrosinistra fosse un soggetto politico si potrebbe dire che, nella crisi, è giunta l'ora delle scelte tra un'indirizzo che si vuole, piu' o meno, da blocco popolare e un'altro social-liberista. Ma, senza entrare nel dettaglio delle proposte di Fds e Api, un soggetto che non c'è non è in grado di scegliere. O meglio farà un simulacro di scelta, magari decisa nella forma ma contraddittoria nella sostanza, contribuendo a rendere più pericolosa la crisi di Livorno. Nel frattempo dai pollai delle segreterie dei partiti volano le piume, come ha mostrato la riunione dell'Idv livornese. Partito votato degli spettatori livornesi dei talk show televisivi nazionali nè di destra nè di sinistra ma, in compenso, senza ossatura politica. E infatti al primo dilemma politico, se e come appoggiare la giunta, si è spaccato clamorosamente.
Una volta tanto concludiamo con Flaiano, un autore mainstream: La situzione è grave ma non seria. E politicamente il centrosinistra non potrebbe salvarlo nemmeno il povero Miguel se decidesse di scendere a dare una mano, in un moto di pietà ultraterrena.
(red)
5 settembre 2011
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